A Fabrica di Roma il “Derby del cuore”

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FABRICA DI ROMA – Continua l’elenco di manifestazioni sacre e profane a Fabrica di Roma al seguito di una scia stellare in ascensione non verticale, però.

Dopo la fase prettamente estiva d’ incontri conviviali all’aperto; la tre giorni della birra; cena con la pecora,in varie salse, quella del fagiolo per rievocare le opulenze fabrichesi, quando i fagioli si producevano per davvero e due volte l’anno, qualcuno non crederà ma è la verità. Domenica prossima, difatti, per la quarta volta ci sarà il “Derby del cuore” l’incontro di calcio al comunale Marcello Mastrantoni tra le rappresentative “Gli amici di Cucciolo (una sorta di svezzati) e “Gli amici di Giorgio” ( maturi smaliziati) alle ore 10,00.

Complici di questo giorno di solidarietà, e sport sano ma competitivo, l’Amministrazione Comunale, la Proloco, L’Onulus “Uniti per loro” alla quale andrà ciò che uscirà dalle tasche del popolo partecipante, come sempre, diviso equamente con l’altra associazione Sindrome “X-Fragile”. Ma non finisce qui: l’ingresso allo stadio Mastrantoni, è ha “offerta”; alle ore 13.00 pranzo aperto a tutti, con l’importo di € 18.00 a menù fisso, uguale per tutti ghiottoni e parsimoniosi, il luogo è l’area di parcheggio del giardino pubblico “Parco dei cedri”; la cucina e il servizio dell’associazione, potremmo dire, volontari,
per la fede religiosa, di San Matteo, protettore del paese e San Giustino del quale si venerano alcune reliquie.

L’inizio della manifestazione di solidarietà e sportiva allo stesso tempo, è affidata alla banda musicale locale R.Poleggi, diretta dal maestro Giovanni Angelini, la quale si esibirà con pezzi scelti per l’occasione briosi ed esaltanti, per dare quel tocco di solennità che rimarrà impresso nel cuore dei giovani.

Nel pomeriggio, per non farsi mancare nulla e alleviare il comprensibile prurito di correre dietro il pallone dei giovani si disputerà il Mini derby del cuore, e numerosi giochi popolari alle ore 16.30 nel centro “Casa del real”, come dire prendendo in prestito un vecchio adagio: “chi semina raccoglie”.

Nestore

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