“Il Museo del Castello della Badia di Vulci presidio di cultura a salvaguardia del patrimonio storico-archeologico”

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MONTALTO DI CASTRO – «Con l’inaugurazione odierna aggiungiamo un nuovo tassello al progetto relativo alla creazione di un sistema museale integrato a Vulci, formato dal Museo della Badia e dai due Musei Civici di Canino e di Montalto di Castro, quest’ultimo ancora da realizzare». È stato questo il commento del Sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali e al Turismo, Antimo Cesaro, intervenuto all’inaugurazione del Museo Archeologico Nazionale di Vulci, che può contare da oggi su un nuovo allestimento. Al taglio del nastro erano presenti, oltre al Sottosegretario, anche i sindaci di Montalto di Castro e Canino, Sergio Caci e Lina Novelli, nonché la Soprintendente Alfonsina Russo Tagliente.

«Il Museo, sin dalla sua prima istituzione a sede della Soprintendenza archeologica, nel 1975, è divenuto vero e proprio presidio di legalità contro i cosiddetti ‘tombaroli’ in azione nella Maremma laziale. Lo testimoniano i numerosi ‘spiedi’ – attrezzi in ferro atti a saggiare il terreno, requisiti agli scavatori clandestini – che si trovano nel cortile del Castello della Badia» – ha spiegato Cesaro.

Il nuovo allestimento del Museo è stato pensato per un pubblico diversificato: adulti, bambini, disabili, studenti e specialisti potranno soddisfare la propria curiosità, grazie ad un apparato didattico semplice e comprensibile, senza rinunciare all’esaustività, che ripercorre nei secoli la vita quotidiana degli Etruschi di Vulci. Fra le novità anche due istallazioni multimediali – che hanno lo scopo di mostrare ad un pubblico di non addetti ai lavori l’attività che gli archeologi svolgono sul territorio, dallo scavo al recupero dei reperti – ed una App che inserirà Vulci fra le mete di viaggio da proporre ad un pubblico internazionale.

«Il Museo – ha concluso il Sottosegretario – si pone come ponte fra la storia antica di Vulci, che affonda le proprie radici nel passato etrusco ed il presente, che vede protagonisti comunità locali e territorio nella condivisione di un progetto di sviluppo, partecipato e sostenibile».

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