Fanghi a Montefiascone, unanimità di consensi sul NO

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – L’ultimo consiglio comunale che si è tenuto nelle giornata di ieri nell’apposito sala di palazzo Doria, aveva come oggetto principale la verifica del Rendiconto della gestione economica riguardante l’esercizio duemilaquindici, anche se poi l’attenzione maggior è stata posta sulla questione dell’impianto per la lavorazione dei fanghi da realizzare in località Madonnella alle porte di Montefiascone.

 

Su questo tema, che è stato il primo con cui si sono aperti i lavori del consiglio, vi è stata una unanimità di consensi sul ribadire quel fermo no, che già è stato più volte espresso, in questi giorni, in tante altre sedi competenti.

 

Si è poi passati all’esame del rendiconto con tutta una lunga serie di spiegazioni chieste dal consigliere di minoranza Morleschi con un’enunciazione di cifre riguardanti costi e ricavi nei vari capitolati sottolineando in modo particolare la perdita che riguarda sia l’asilo nido, per circa trentottomila euro, e la mensa scolastica per circa novantatremila; esse hanno occupato buona parte della mattinata. Le risposte al Morleschi sono state date dal capo del settore economia del comune dalla dott.ssa, Licia Del Rosso; in fine si è capito che, in base alle cifre del rendiconto, l’esercizio duemilaquindici si è chiusa con un deficit di circa novecentotrentatremila euro.

 

L’assemblea è poi passati ad un’altro punto importante che, da una parte sicuramente ha un alto valore positivo, dal’altra però si rivela lacunoso e forse poco adatto al fine che con esso si vuole raggiungere; riportare piccoli negozianti nel centro storico. Per raggiungere il fine di far rivivere, anche commercialmente, il centro storico, il sindaco L. Cimarello, ha posto al’attenzione del consiglio la volontà d’introdurre una norma con la quale si sollevano dalla tassazione comunale, tari, per i primi tre anni, coloro che intendano aprire nuovi negozi nel centro storico. Dall’opposizione, per mezzo della consigliera Annalisa Foscarini è venuta subito una forte obiezione allorché ha Chiesto cosa s’intende per centro storico visto che la parte della città, entro e mura, versa in uno stato di notevole degrado portando a suffragio della sua tesi alcune facciate ed alcuni palazzi dello stesso corso Cavour che, del centro storico, è il fulcro. Intervenendo a seguito, Paolini a chiesto di estendere tale provvedimento anche agli esercizi già esistenti visto che i loro guadagni sono diminuiti di molto causa la continua fuga dei cittadini dal centro storico verso le aree esterne esterne più nuove.

 

Alla votazione finale, dopo a discussione, è stata messa ai voti solo la proposta del sindaco che è passata all’unanimità e stata rigettata quella di Paolini poiché la sua applicazione avrebbe comportato una maggiorazione della tariffa. Tutti gli altri punti all’ordine del giorno, ma di minore importanza, sono stati approvati all’unanimità.

 

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