La Compagnia “Giorgio Zerbini” si esibisce alla Rocca dei Papi

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – L’Assessore alla cultura, Fabio Notazio, si complimenta con la, ormai molto affermata e conosciuta compagnia teatrale locale, Giorgio Zerbini, della quale il Sig. Elia Santini ne è presidente e la sig. Albina Rossi la regista, dopo lo spettacolo portata sulla scena nel salone Innocenzo Terzo della Rocca dei Papi.

 

Questo è il primo atto pubblico culturale che il Notazio ha tenuto, oltre che a presenziare, anche a promuovere; purtroppo ancora una volta emerge la grande lacuna di questo settore che è la mancanza di una sala specifica da teatro nella città di Montefiascone e questa carenza è emersa ancor più lungo il breve ma profondo discorso di saluto che l’assessore ha fatto a tutti gli attori, alla fine della loro esibizione.

 

Il Notazio infatti, nel suo discorso ha sottolineato come Montefiascone è una città che ha molte e lontane radici teatrali ben note a tutti, radici e tradizioni che le hanno dato lustro ed al tempo stesso sono ormai una peculiare caratteristica della cittadina vulsinea.

 

L’Assessore si è poi fermato a parlare con i molti spettatori presenti e, sulla richiesta postagli di avere una sala da tetro, ha espresso il suo personale interessamento nella ricerca di fondi, sia nazionali che europei, per realizzare questa sala teatrale da tanti cittadini desiderata proprio per poter dare maggior impulso e sviluppo alle varie compagnie teatrali locali e non; nella convinzione che il recitare, oltre all’aspetto prettamente scenografico, ricreativo e culturale è anche una buona scuola di formazione che, in ogni persona, aiuta a sviluppare la memoria, un appropriato gesticolare, la buona declamazione, e ad essere spigliati allorché ci si trova a parlare di fronte al pubblico.

 

Con il patrocinio del comune, la compagnia Giorgio Zerbini, in questo spettacolo, primo dell’era Notazio, ha portato sulla scena l’operetta dal titolo I ritmi della Vita che si è rivelata una ben armonizzata raccolta dei ricordi ed eventi accaduti all’interna della vita famigliare del primo dopo guerra, quando si portava a casa l’olio, primario condimento, necessario per la cucina, conseguente alla faticosa e sacrificata raccolta delle olive; quando si uccideva il maiale in casa all’inizio dell’inverno per poter mangiare carne durante le feste natalizie; il triste caso della morte di un caro, vegliato in casa con tutti i parenti e conoscenti, per un intero giorno ed una notte; i momenti ricreativi nei quali si facevano, cantando, le grandi stornellate, accompagnate, in questo caso, dalla chitarra del sig. Giorgio Zayotti; i giochi semplici della vita d’infanzia spensierata dei bambini come il famoso “piso pisello” ed il nascondino; senza dimenticare i dialoghi dei cacciatori ed i loro racconti sulle avventure che vivevano cacciando; quindi il duetto Santini-Rossi hanno recitato una bellissima poesia dedicata alla notte. Tutta la recitazione è stata resa più suggestiva da un perfetto gioco di luci per la regia di Andrea Paradiso.

 

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