Montefiascone, degrado urbano alla Rocca dei Papi

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Pietro Brigliozzi

MONTEFIASCONE – E’ ormai passato oltre un mese dall’insediamento della nuova Amministrazione Paolini con le sue tante promesse e buoni propositi in campagna elettorale e già qualche neo comincia ad apparire specialmente nel settore del decoro urbano; il tutto in considerazione che siamo in estate, periodo in cui la presenza di turisti, in realtà non così numerosi, raggiunge i suoi massimi livelli, per cui la città dovrebbe manifestarsi in tutto il suo splendore.

Siamo nel punto strategico, turisticamente parlando, della città, la Rocca dei Papi, e, proprio in questa zona, mentre in questi giorni vi si tiene la grande manifestazione di rievocazione di avvenimenti medievali, si notano segni evidenti di abbandono del decoro urbano da parte dell’assessore competente.
Ai bordi della strada d’accesso vi è un punto ove il lampione dell’illuminazione pubblica è stato divelto ed alcune transenne, messe a protezione, tra l’altro, in modo pessimo, risultano più un residuo ferroso che una vera e propria protezione.

Il fondo della via, realizzato diversi anni or sono, in selciato, inizia a cedere e, in più punti, è un vero ostacolo al camminare in sicurezza; il pericolo d’inciampo è sempre in agguato. Una grave anomalia che, specialmente ora che la gente ed i turisti amano passeggiarvi la sera, l’incappare in distorsioni è cosa molto assai possibile, anche perché le vie d’accesso alla Rocca non è che godano di una buona illuminazione, vista la bassa luminosità delle lampade ed i diversi coni d’ombra che persistono tra una palina e l’altra. Una illuminazione, compresa anche quella dei giardini, che, per la sua struttura tecnico-logistica, non è più al passo con i tempi moderni ed a forza si può chiamare pubblica illuminazione.

Non parliamo poi delle erbacce che regnano sovrane ovunque. Ai piedi del palazzo papale, sul muraglione del piazzale Urbano V, ove sono state issate bandiere per creare il clima medievale, l’erbaccia è lo sfondo predominante; è vero che sono ginestre in fiore, ma sotto di loro vi sono tante erbacce che, tra l’altro, con le loro radici s’infilano tra i ruderi favorendo lo scalzamento delle pietre che lo compongono; sono un grosso pugno all’occhio dei visitatori. Sia lungo le vie che sul piazzale, si è cercato di creare un ambiente gradevole, le erbacce sono rimaste li in tutto il loro splendore, facendo un contrasto che, a dir poco, compromette tutta la bellezza del luogo e vanifica quanto è stato fatto per renderlo più piacevole.

La scarpata poi che si snoda tra i tornanti delle strada per la Rocca, ove la nuova cacciata delle piante di acacie, da un senso di completo abbandono, senza ignorare che la vegetazione incontrollata potrebbe essere sicuramente ricettacolo di sporcizia e, perché no, di animali indesiderati, è un vero pugno agli occhi. E’ vero che quest’area è privata, ma l’assessore al decoro della città, in forza anche della tutela del monumento che va comunque valorizzato, dovrebbe autoritariamente intervenire, affinché i diretti interessati curino assiduamente la pulizia della scarpata.

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