Montefiascone, le celle carcerarie diventano arte

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MONTEFIASCONE – Le anguste celle, di appena due metri quadrati, dell’antico carcere, ai piedi della Rocca dei Papi, nel paese vulsineo, nelle scorse settimane sono divenute oggetto di arte ad alto livello.

Insigni artisti provenienti da tutta Italia ed alcuni anche dalla Germania e dalla Svizzera, si sono rinchiusi singolarmente nelle singole celle e, privi di telefonino e di tutti i mezzi della comunicazione sociale, incontravano se stessi, si sono dati alla meditazione ed alla riflessione concretizzando con realizzazioni artistiche i loro pensieri, i loro sentimenti, le emozioni che sono passate per la loro mente, per il loro cuore, per il loro mondo psicologico; esaminando il rapporto antropologico tra il sociale e l’essere umano, nel suo essere prima, e divenire poi; trasformando tutto questo in arte, espressa all’interno della cella, nelle maniere più diverse, la stessa cella è divenuta un pezzo artistico.

L’intera manifestazione era costituita da due fasi: una prima fase in cui gli artisti, per sette giorni, sono stati in cella ventuno ore su ventiquattro, uscivano solo per l’ora dei pasti e l’ora d’aria. Una seconda fase nella quale, gli artisti, sono usciti dalle celle lasciando la loro opera e sono entrati i visitatori che risultano essere veramente tanti; basta pensare che, nella serata dell’inaugurazione, si sono contate, secondo le firme, apposte sull’apposito registro, oltre duecento visitatori. I Visitatori che ogni pomeriggio, fino al quindici agosto, giorno di chiusura dell’evento, si stanno recando in visita, sempre secondo le firme dell’apposito registro, si aggirano intorno alla media delle cinquanta unità.

Organizzatore della manifestazione è stata l’Associazione Arte Libera Tutti costituita dai sig.ri: Marinella Breccola, Carmile Leta, Saskia Menting, Francesco Marzetti, Martapesta e Regua Zwicky, i quali hanno svolto anche il ruolo di secondini pensando alla fornitura del cibo, alla pulizia delle celle e dei servizi. L’evento è stato possibile realizzarlo grazie al contributo di molti sponsor sotto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Curatore di tutta l’iniziativa, intitolata La libertà della Reclusione è stato Giorgio de Finis che è anche l’inventore del grande Museo Altro Atrove Metropoliz in Roma che sta riscuotendo un interesse dal tutto il mondo.

Gli artisti reclusi in carcere che hanno aderito a questo progetto: Mezza Galera artisti in resilenza, erano i signori: Francesco Bancheri, Arianna Bonamore, Giovanni De Angelis, Giorgio de Finis, Massimo De Giovanni, Mauro Cuppone, Santino Drago, Martin Figura, Piotr Hanzelewicz, Hans-Herman Koopmann, Andrea Lanini, Paola Romoli Venturi, Samuele Vesuvio: la performance è stta curata da Paolo Angelosanto e Giffo L’Ombroso Partico.

Pietro Brigliozzi

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