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Università della Tuscia, il Rettore Mancini nell'Accademia Nazionale dei Lincei

In Cultura
venerdì 30 luglio 2010 - 18:13:43

VITERBO – (m) Prestigioso riconoscimento per il Rettore dell’Università della Tuscia di Viterbo prof. Marco Mancini (foto). E’ stato ufficialmente cooptato per i suoi meriti scientifici in qualità di socio corrispondente dell'Accademia Nazionale dei Lincei per la classe delle "Scienze Morali, Filosofiche e Filologiche",


nella categoria "Linguistica e Filologia", della quale il Rettore dell’ateneo viterbese è ora il più giovane componente. In seno alla Crui (la Conferenza dei Rettori Italiani di cui da tempo è segretario generale) il prof. Mancini è attualmente l’unico Rettore a far parte anche dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Curriculum vitae et studiorum del prof. Marco Mancini

Si è laureato presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Docente di ruolo per il settore scientifico-disciplinare di “Glottologia e Linguistica”: professore di II fascia dal 1987; professore di I fascia dal 1994. Insegna ‘Glottologia’ presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università degli studi della Tuscia (Viterbo); ha anche insegnato ‘Filologia slava’, ‘Filologia romanza’, ‘Sociologia della conoscenza’, ‘Etnolinguistica’, ‘Linguistica generale’, ‘Filologia classica’ presso l'Università della Tuscia e altri Atenei.

Attualmente è membro del Comitato scientifico dell'«Archivio Glottologico Italiano», la più antica e prestigiosa rivista italiana di linguistica storica, nonché condirettore della rivista «Carte di viaggio. Studi di lingue e letteratura italiana» (peer-reviewed journal). Prima Segretario poi Presidente della ‘Società Italiana di Glottologia’ (rispettivamente dal 1999 e dal 2007), Società della quale è a tutt’oggi membro attivo. In ambito orientalistico è da diversi anni componente eletto del Comitato tecnico-scientifico dell’‘Istituto Italiano per l’Africa e per l’Oriente’ (Is.I.A.O.). È inoltre membro di diverse altre Società scientifiche che rispecchiano i suoi interessi scientifico-culturali: tra queste la ‘Società di Linguistica italiana’, il ‘Sodalizio Glottologico Milanese’, la ‘Societas Iranologica Europaea’, la ‘Associazione Roma nel Rinascimento’, la ‘Associazione degli Orientalisti’, la ‘Società Italiana di Studi Etruschi e Italici’, la ‘Fondazione Lorenzo Valla’, l’‘Istituto Nazionale di Studi Romani’, la ‘Société de Linguistique Romane’.

Membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo della Tuscia dal 1991 al 1994, Preside della Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università nel triennio accademico 1996-1999. Dal 1999 Rettore dell’Università degli studi della Tuscia, carica alla quale è stato confermato in maniera consecutiva fino a oggi. Dal 2002 al 2006 è stato eletto Presidente del Coordinamento Regionale delle Università del Lazio (C.R.U.L.) dove sono riuniti gli undici Atenei regionali, statali e non statali. Nel 2006 viene eletto Segretario generale della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (C.R.U.I.); in tale carica è stato confermato mediante elezione nel 2008; cura in modo particolare le questioni attinenti alla valutazione e al finanziamento delle Università nonché al funzionamento del sistema bibliotecario in qualità di Presidente dell’apposita Commissione costituita in senso alla C.R.U.I.

Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione C.R.U.I., il braccio operativo della Conferenza dei Rettori che gestisce rilevanti progetti di ricerca con finanziamenti a livello europeo e italiano, soprattutto per i giovani universitari. Dal 2006 Presidente del Comitato di Settore dell’Università presso l’Agenzia nazionale per la contrattazione (ARAN) che si occupa dei rapporti con le Organizzazioni sindacali nazionali del comparto universitario, ruolo che ricopre tutt’ora. Dal 2006 al 2008 componente del Gruppo di lavoro per i rapporti tra Ministero dell’Università e Ministero della Pubblica Istruzione occupandosi della redazione di una nuova normativa per l’accesso alla carriera dell’insegnamento secondario. Successivamente, nel corso del 2009, è stato nominato componente delle Commissioni per il voto elettronico e per la ripartizione dei fondi ai Consorzi universitari presso il MIUR.

Nel 2007 è stato nominato membro della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, l’Organismo di rappresentanza italiano per le politiche di promozione e di valorizzazione del patrimonio culturale a livello mondiale. Dal 2008 Presidente del Consorzio “Università per Civitavecchia” e dal 2009 Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico della “Sabina Universitas” di Rieti ove funzionano realtà didattico-formative in congiunto con la “Sapienza” di Roma. Dal 2008 consigliere d’Amministrazione del “Parco Scientifico e Tecnologico dell’Alto Lazio” (Pa.Sc.A.L.). Nel 2007 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana del titolo di Grand’Ufficiale al Merito della Repubblica italiana.

Specialista di lingue e di filologie del mondo antico, si occupa di linguistica storica e comparativa sia in ambito occidentale (latino, romanzo, italico, germanico) che orientale (iranico, antico e medioevale preislamico, ebraico e aramaico). In questi ambiti di ricerca è autore di più di un centinaio di pubblicazioni (alcune in forma di volume) dedicate soprattutto ai problemi del contatto e dell’interferenza linguistica, molte delle quali in riviste di prestigio internazionale («Archivio glottologico italiano», «Romanistisches Jahrbuch», «Historische Sprachforschung», «Glotta», «Revue de Linguistique Romane», «Zeitschrift für romanische Philologie»). Nel settore della linguistica generale studia problematiche di tipo sociolinguistico ed etnolinguistico con particolare riferimento all’etnografia della scrittura. Ha diretto numerosi progetti di ricerca locali finanziati a livello nazionale (ministeriali e del principale Ente Pubblico di Ricerca italiano, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, C.N.R.).

Tra i progetti ministeriali per i quali è stato coordinatore locale: 1994, “Nuovi metodi di studio linguistico comparativo-storico”; 1995-1996, “Evoluzione delle forme linguistiche in aree di contatto”; 1999 “Aspetti morfosintattici della categoria del numero”; 2001 “Morfologia e sintassi delle categorie di genere e numero nelle lingue indoeuropee orientali”; 2005-2006 “Fonologia ed etimologia in area armena, indo-iranica e latino-romanza”.

È stato coordinatore nazionale dei seguenti progetti P.R.I.N.: 2003-2004, “Continuità e discontinuità nella trasmissione delle strutture linguistiche: cause e modalità” (otto Unità locali); 2008-2009, “Mutamento e contatto tra varietà nella diacronia linguistica del Mediterraneo” (cinque Unità locali). L'attività di ricerca di Marco Mancini, nello specifico, comprende studi sulla variazione linguistica nel mondo antico con speciale riguardo per le lingue italiche, per il latino, per le lingue romanze e per le lingue dell'area orientale indo-europea. In altri lavori le informazioni ricavabili dalla documentazione diretta sono state poi integrate con lo studio di notizie tratte dai grammatici, specialmente relative al latino parlato. Sulla base di questi passi Mancini ha elaborato una teoria, fondata sulle moderne acquisizioni degli studi sociolinguistici, secondo la quale alle base della diffusione romanza esisteva una varietà 'neostandard' del latino, priva di continuità rispetto alle antiche varietà dialettali distribuite in area italica.

Gli interessi per il contatto linguistico e per il prestito lessicale, maturati in un contesto particolarmente complesso quale quello della documentazione antica, sono stati estesi da Mancini all'area iranica e a quella romanza. Recentemente sono stati studiati i rapporti di contatto linguistico fra genti nomade di madre lingua iranica (Sarmati insediati attorno al Mar Nero) e genti gotiche. Il convergere di interessi romanistici ed orientalistici in ambito contattologico ha prodotto alcuni lavori sulle varietà dello yiddish italiano ossia del giudeo-italiano a base giudeo-romanesca con l'analisi di testi e documenti in caratteri ebraici, spesso inediti, di epoca tardo-medioevale e rinascimentale. Più in generale i rapporti fra storia linguistica italiana e influssi di lingue orientali (specie arabi) sono stati oggetto di alcuni lavori nei quali particolare enfasi è stata data ai contatti nei testi di traduzione scientifici, luoghi di singolari processi di lettura 'grafica' degli esotismi.

L'applicazione di modelli della sociolinguistica urbana a oggetti linguistici del passato è stata oggetto di alcuni interventi dedicati alla cosiddetta 'toscanizzazione' del romanesco nel Quattrocento, utilizzando documenti per lo più inediti tratti da archivi e strumenti notarili e proponendo una nuova teoria dei meccanismi che condussero allo 'scolorimento' dell'antico dialetto meridionale. Nel settore della storia degli studi linguistici, oltre ai lavori di storia del pensiero grammaticale, Marco Mancini si è dedicato allo studio dei modelli di analisi etimologica fra Sei e Settecento. Ha studiato alcuni aspetti della filosofia della storia di Vico e dei riflessi della sua prassi etimologica sulla sua concezione del linguaggio e delle lingue. Di recente, dopo una lunga pausa Mancini è tornato a occuparsi della storia linguistica greca, studiando i contatti tra greco e giudeo-aramaico/ebraico in Palestina.

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