Il sentimento d’amore, un legame che rende liberi

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ORIOLO ROMANO – “Amare vuol dire riconoscersi nell’altro. Quando si è maturi, con una struttura interna formata e solida, una identità sociale definita, si cerca nell’altro la condivisione della bellezza della vita. Si cerca un partner che abbia gli stessi valori.

Una persona da tenere per mano con la quale ci si possa confrontare per arricchire il quotidiano. Un nostro riflesso, uno specchio per ammirarsi e perfezionarsi. In un rapporto del genere la prima qualità si chiama “fiducia”. Amare una persona è una scelta. Una scelta che arriva dopo l’infatuazione, l’attrazione e il confronto della propria con la vita altrui. Il legame sentimentale è un legame che rende ancora più liberi di quando si è single, perché grazie alla relazione con l’altro ci si sente forti di poter essere. Poter manifestare l’Io privato nell’Io pubblico con autenticità, con tutta la complessità e la bellezza che ogni individuo è costretto a celare e a proteggere dentro di se. Avere una relazione d’amore vuol dire vivere un “raddoppio d’archi”! in una orchestra suonano i violini, quando sulla stessa tonalità, come per uno sguardo verso il futuro, si sovrappongono i violoncelli, il suono raddoppia in una enfasi esaltante. Questo è il sentimento dell’amore, un sentimento che si onora e si manifesta con il rapporto fisico, fatto di carezze, di baci, di sensazioni profonde che alimentano la propria sfera emotiva.

Il nostro corpo è il luogo in cui gli stimoli esterni prendono forma e spessore nei sensi. La sensazione viene introiettata e inizia un viaggio intrapsichico. Alcune sensazioni, caldo, freddo, suoni, profumi, colori, evocano o creano emozioni. Le emozioni sono il ribollire di una pentola e i picchi più alti vengono selezionati dal cervello per costituire le motivazioni. La motivazione da vita all’azione, dunque alla scelta, alla scrittura della storia della propria vita. Ecco perché l’amore è così importante. L’amore si giova di una corsia preferenziale su questo tragitto e ci rende felicemente realizzati.

Ma la mente non è capace di adempiere solo al ruolo di super visore, come dovrebbe essere perché questo percorso sia libero dagli intoppi. La funzione mentale durante la crescita dell’individuo registra tutti gli episodi della vita, e, in alcuni casi, conserva in se paure, limiti e ombre che trasforma in trabocchetti.

La nostra società ci vuole professionisti specializzati per dare il proprio contributo a livello lavorativo. Per questo motivo nelle scuole si tende a prediligere un apprendimento cognitivo a discapito dell’esperienza.

L’apprendimento cognitivo arricchisce gli studenti di informazioni e allena il cervello al ragionamento.

L’esperienza stimola i sensi, arricchisce l’individuo del nuovo allenando il cervello a beneficiare del dubbio, ad una non chiusura in schemi. Ma soprattutto allena la sfera emotiva. Nella nostra società abbiamo sempre di più persone qualificate che non hanno i mezzi psicologici per realizzare un progetto: anche quando il progetto è sentimentale. Una popolazione di Borderline che di fronte al successo compie l’agito.

E di fronte all’insuccesso il taglio appartiene ad una parte vitale di sé, e purtroppo, nel caso dell’insuccesso sentimentale questa scissione interna si manifesta con l’eliminazione dell’oggetto protagonista nella realtà esterna. E’ sempre più frequente negli individui la incapacità di vivere e gestire le emozioni. L’investimento emotivo è una prerogativa per ogni realizzazione importante della propria vita.

L’amore è frainteso. Si creano legami sentimentali sulla base della mancanza. L’individuo sente di dover colmare le proprie lacune, voragini interne, con la compensazione dell’altro. Il rapporto diviene esigenza, possesso. Parte di sé. Questo spesso viene scambiato per attaccamento passionale. L’individuo patisce di una propria insicurezza interna e cerca di costruire l’identità sociale alterandola e strutturandola affinché possa essere valutato diversamente dall’altro. Anche nelle relazioni si da maggiore importanza alla classe e alla identità sociale. Un rapporto basato sui parametri legati al falso sé. Nella selezione del partner si guarda all’immagine ostentata dell’identità sociale. A discapito del sentimento disinteressato. Un continuo bisogno di doversi assicurare una immagine sociale importante. Un’altra forma di dominio e possesso nella coppia è determinato dal valore economico. L’avidità e la fame di ricchezza economica sono elementi che inquinano l’amore. Gli scambi che avvengono in una tipologia del genere si intensificano quando, nell’atto sessuale, la fusione diviene confusione. Si sente di possedere l’altro attraverso il corpo.

Confondendo la propria percezione di se con una percezione più ampia che giustifica erroneamente il dominio sull’altro.

Durante i primi sei mesi del 2016 sono state uccise una media di dieci donne ogni mese. Donne che avevano un proprio ruolo sociale definito. Importante. Donne che cercavano di svincolarsi da un legame soffocante. Riprendere possesso della propria integrità. Una manovra psicologica che lede a quella immagine sociale tanto preziosa e protetta dall’uomo incapace di contare sulla propria autenticità. Una privazione interna per la quale l’uomo sente di perdere una parte vitale di sé. Una frustrazione che viene espressa con violenza devastante. Unica soluzione la morte. L’annullamento del danno. L’annullamento della realtà. Un gesto legato a quella onnipotenza tale da sentire di poter lanciare al mondo il proprio verdetto: la donna che si è permessa di svilire e svuotare la sacca narcisistica necessaria alla propria sopravvivenza sociale deve morire. E solitamente quando questo avviene l’assassino si suicida. Come per un ultimo atto di un dramma.

Il nostro grido non basta. La voce di Oriolo Romano deve essere un incitamento a sensibilizzare i giovani. A restituire ai valori sociali l’importanza del sentimento puro. Puntare sulle nuove generazioni per disintossicarle da certi veleni. Portare al centro dell’educazione l’esperienza al pari dell’apprendimento cognitivo. Costruire una forte sfera emotiva, perché si abbia la capacità di investire nelle proprie forze interne. Il nostro grido non serve a fermare la mano armata. Il nostro grido si libera da una piazza importante, una piazza dalla quale si può leggere l’emblema del paese: IN HOC CONSISTIT VERUS AMOR”.

Andrea Cagnetti

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