Aboubakar Soumahoro a Viterbo

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VITERBO – “È venuto a trovarci, nella nostra sede di Viterbo, Aboubakar Soumahoro responsabile immigrazione nazionale RdB-Usb e componente del comitato nazionale USB. Lo scopo di questa visita era quella di realizzare, qui a Viterbo, uno sportello migranti curato da Ada Tomasello.

 

Durante la giornata trascorsa con Aboubakar, si è rilevata l’importanza di intervenire su temi comuni per tutti i residenti nella città di Viterbo: il lavoro, il diritto a una casa, il diritto all’istruzione, a una formazione adeguata e all’assistenza medica.

 

Gli immigrati fanno parte della una società complessa, ma svolgere lo stesso lavoro e trovarsi con uno stipendio molto più basso, rispetto a quello di un italiano, pur effettuando la stessa mansione, è una violazione dei diritti che spettano a tutti i cittadini e quindi, una priorità della lotta del sindacato contro lo sfruttamento. Questo accade soprattutto nell’edilizia, nell’agricoltura, nella grande distribuzione, nella logistica o nel lavoro domestico.

 

Il migrante è una non persona. Ogni città ha la sua prerogativa nello sfruttamento di questi “fantasmi”. I lavoratori vivono nel ricatto: o così o prendo un altro. Il sindacato combatte per i diritti di queste persone sia sul piano legale, politico e culturale in modo da apportare a un cambiamento. Per la tutela del lavoratore, non si parte dal riconoscimento dell’etnia, ma dalla mansione, che va retribuita e tutelata come prevede la legge.

 

Ad oggi ci occupiamo solo dell’emergenza immigrati, ma ci siamo dimenticati di chi vive in Italia da anni. Il lavoro manca e, quelli che hanno il contratto di soggiorno, non avendo più un’occupazione, una volta rimandate a casa le proprie famiglie, rimangono in Italia per riversarsi o nei campi di raccolta o nei campi agricoli in Puglia e in Basilicata.

 

“Proprio in alcune zone della Basilicata le condizioni di questi lavoratori sono al limite della decenza.” afferma Aboubakar Soumahoro, “Durante i periodi di raccolta, ortaggi, ma soprattutto pomodori, nascono delle vere e proprie baraccopoli in mezzo alla campagna, capaci di accogliere dalle 500 alle 700 persone. Qui i lavoratori vengono sfruttati e pagati un terzo del dovuto. Inoltre, là dove vengono fatti dei contratti, la maggior parte è lavoro nero, le ore segnate sono inferiori a quelle svolte e il più delle volte altre persone, per lo più italiane, vengono segnate, solo allo scopo di prendere, poi, la disoccupazione agricola.

 

Quindi doppia beffa: non solo questi lavoratori comunitari e extra comunitari, non vengono pagati correttamente, ma il più delle volte il loro lavoro viene utilizzato per frodare lo Stato.

 

Lo sportello migranti, nella sede USB di Viterbo, sarà importante per capire le specificità del territorio viterbese, per poi allargare la lotta su temi che preoccupano tutti i cittadini residenti nella nostra provincia”.

 

Luca Paolocci
Usb

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