“Acqua pubblica come siamo messi?”

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VITERBO – “Come siamo messi con al pubblicizzazione dell’acqua sancita senza ombra di dubbio dal referendum del 2011?
Ad oggi attendiamo ancora che la Regione Lazio attui la L. 5/2014 che però è stata impugnata, per alcuni articoli, dal Governo davanti alla Corte Costituzionale.

 

Molti comuni del Lazio non ancora entrati in Talete, hanno ricevuto minaccia di commissariamento dalla stessa Regione se non provvederanno entro i termini imposti, a cedere i loro impianti al gestore unico; questi stessi comuni hanno presentato ricorso davanti al TAR contro tale diffida regionale. Non vorremmo che questo impasse creato dall’impugnazione del Governo davanti alla Consulta, fosse una scusa per non addivenire alla creazione dei nuovi ambiti di bacino idrografico come impone la legge 5 e quindi alla possibilità per i comuni stessi di consorziarsi per gestire il servizio idrico in autonomia e scongiurare così i corposi aumenti in bolletta che, dati alla mano, si avrebbero qualora gli enti locali dovessero entrare a far parte della società Talete.

 

Parliamo di scusa perché i comitati dell’acqua hanno presentato una proposta di legge (238/2015) che individua gli ambiti di bacino idrografico come previsto dal comma 1 dell’art.5 della L.5/2014 non oggetto del ricorso del Governo. Se ciò non bastasse, i nostri consiglieri regionali hanno presentato una Proposta di Legge (241/2015) che in pratica dovrebbe porre rimedio a quanto contestato dal Governo davanti alla Consulta; anche questa proposta giace in qualche cassetto.

 

Quindi ci chiediamo la Regione da che parte sta? Dalla parte delle società che devono fare profitti come Talete o Acea, oppure dalla parte dei cittadini che dovrebbero essere tutelati e ai quali dovrebbe essere garantito l’accesso all’acqua elemento indispensabile per la vita?

 

In un recente “blitz”, durante il consiglio regionale di ieri, alcuni nostri attivisti assieme ai comitati dell’acqua sono riusciti ad ottenere che la proposta di legge 238 sia portata in discussione alla commissione ambiente tra il 13 e il 17 luglio; inoltre il 20 luglio dovrebbe essere convocata una conferenza dei comitati e dei capigruppo con la partecipazione dell’assessore Refrigeri e del presidente della Commissione ambiente Panunzi, per fare il punto sull’eventuale presentazione della proposta da parte della Giunta e sull’iter della legge n.238 in Commissione ambiente.

 

Il Comune di Viterbo dal canto suo come tutti sappiamo, in ossequio ai dettami del governo di identico colore politico, fa orecchie da mercante e ha bocciato un nostro Ordine del giorno che proponeva solamente di far diventare la società di diritto privato Talete SpA, una società di diritto pubblico così da poter usufruire di soldi stanziati, ad esempio, dalla Regione. A nostro parere, visto l’approssimarsi della scadenza del 30 settembre, data entro la quale gli Enti d’ambito dovranno completare gli affidamenti, bisogna attuare in tempi rapidi la Legge 5/2014 e ripubblicizzare il servizio idrico onde evitare che finisca in mano a un soggetto privato, in barba al referendum del 2011 che la nostra classe politica continua ad ignorare, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare per le tasche dei cittadini”.

 

MoVimento 5 stelle Viterbo

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