“Acqua, referendum e le facce di tolla”

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VITERBO – “È incredibile come i politici intervistati riescano con una faccia che dire di tolla è poco (ma siamo educati) a rigirare la realtà delle cose come se niente fosse: e magari ci dormono pure la notte! Facciamo presente a lor signori che gli strumenti per la partecipazione popolare non sono opzionali, ma obbligatori per legge e più specificamente previsti dalla L. 267/2000 all’art. 8 che ogni amministratore dovrebbe conoscere. Il nostro comune è in difetto e ha l’obbligo di adeguarsi.

 

Il tirarla per le lunghe, anche se ad esempio sono già state raccolte più di 3000 firme dal comitato “Non ce la beviamo” di cui siamo parte, non depone certamente a favore di chi a parole si dice favorevolissimo alla partecipazione dei cittadini e poi nei fatti fa ostruzionismo.

 

Nello specifico della raccolta delle firme per l’indizione di un referendum popolare che si esprima sulla possibilità di mettere nelle mani dei privati la gestione dell’acqua, sappiamo benissimo purtroppo quali sono le intenzioni di questa amministrazione che non esclude tale ipotesi ignorando bellamente un referendum nazionale che ha sancito dei principi lapidari nel 2011: i cittadini vogliono la gestione pubblica dell’acqua, non vogliono le ACEA e non vogliono chi fa profitti con l’acqua.

 

I politici sono rappresentanti dei cittadini, loro dipendenti e devono rispondere a loro, non agli interessi di pochi”.

 

Movimento 5 stelle Viterbo

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