Angelelli sul debito fuori bilancio “Saldiamo i lavori del ’90 con uno sgravio di 120 mila euro”

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CIVITA CASTELLANA – “Con ogni probabilità se l’atto non fosse stato smarrito avremmo ottenuto lo stesso risultato che abbiamo ottenuto oggi, vale a dire una transazione con l’impresa nostra creditrice che ci ha fatto risparmiare circa 120 mila euro. Anziché pagare 370 mila ne paghiamo 250 mila. L’atto di citazione ci avrebbe solo consentito di allungare i tempi della causa e quindi costringere l’impresa a trattare. Cosa che l’amministrazione è riuscita ugualmente a fare. Perché un fatto è certo ed è stato accertato anche dai giudici: i maggiori lavori al cimitero sono stati effettuati, sono tutt’ora visibili e non sono stati pagati a tempo dovuto, cioè circa trent’anni fa. E oggi il comune deve solo saldare lavori effettivi nei confronti di una società” Così il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli (foto), risponde alle accuse della minoranza sul debito fuori bilancio di circa 250 mila euro.

 

“Quello che dicono i consiglieri di opposizione è una falsità completa, il comune di Civita pagherà ciò che indebitamente non ha pagato negli anni ’90 per i lavori al cimitero. La vicenda si riferisce a fatti del 1988 allorquando venne costruito il cimitero sul progetto dell’architetto Fuksas. In quella circostanza la ditta esegui maggiori lavori rispetto a quelli che erano stati appaltati. Vi fu una perizia che scaturì in una variante approvata dalla giunta comunale che riconosceva i maggiori lavori, nonostante questo non fu trovato un accordo con la ditta per il pagamento di questi maggiori lavori. Si è innescata un procedura giudiziaria durata 20 anni, nei vari gradi ci sono stati varie consulenze tecniche richieste dal giudice che hanno riconosciuto la sussistenza dei lavori e le richieste della ditta. Nel corso di questi gradi di giudizio, per cavilli giuridici, il comune è stato condannato a pagare i lavori, con condanne che hanno riguardato dapprima una parte e a seguire il maggiore importo. Non per niente nel 2000 anche la precedente amministrazione dovette fare il riconoscimento di un debito fuori bilancio per una parte dei lavori effettuati dall’impresa e non pagati.

 

Allo stesso modo questa amministrazione è stata condannata a pagare la parte residua dei lavori che risultano non solo essere stati effettuati, ma tutt’ora presenti al cimitero. La mancata costituzione in giudizio, derivante dallo smarrimento dell’atto, di fatto ha soltanto rimandato la possibilità di costringere l’impresa a venire a patti con il comune con una transazione, giocando sul lungo periodo necessario per ottenere la sentenza da parte del tribunale. Tuttavia l’amministrazione, impugnando successivamente la sentenza, è riuscita comunque ad ottenere il risultato che avrebbe avuto presentandosi in giudizio: vale a dire trattare con l’impresa, riducendo di 120 mila euro circa, il quanto dovuto e stabilito dal giudice. Il comune non è stato mai condannato a pagare alcun risarcimento danni, ma ciò che il giudice ha ritenuto da sempre dovuto dei lavori svolti, esistenti, ma non retribuiti all’impresa. Per questa ragione la posizione della minoranza è del tutto strumentale, la verità è che il comune di Civita paga oggi i lavori che non ha pagato nel 1988”.

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