Approvata alla Camera la mozione PD in materia di autorizzazione alla commercializzazione all’utilizzo dei prodotti fitosanitari

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ROMA – È stata accolta integralmente la mozione n. 1-01023 presentata dal PD relativa all’autorizzazione, alla commercializzazione e all’utilizzo dei prodotti fitosanitari. Come noto è entrato in vigore il Piano Agricolo Nazionale (PAN) in ottemperanza a quanto previsto nel Decreto Legislativo 150/2012, a sua volta strumento di recepimento della Direttiva 2009/128/CE, la quale, unitamente ad altri provvedimenti europei, costituisce il VI Programma Quadro Comunitario per l’ambiente, adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio con decisione n. 1600/2002/CE.

 

Le azioni in cui è articolato il Piano Agricolo Nazionale (PAN) devono assicurare lo sviluppo e la promozione di metodi di produzione agricola a basso apporto di prodotti fitosanitari, realizzare un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari riducendone i rischi e l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente, promuovendo specifiche azioni e metodologie ispirate ai principi della Integrated Crop Management (ICM), all’agricoltura biologica e, più in generale all’uso di alternative non chimiche ai prodotti fitosanitari.

 

“Una delle azioni fondamentali previste dal PAN” commenta Alessandra Terrosi (foto), deputata del Partito Democratico e relatrice in aula della mozione, “è la formazione, intesa sia come formazione di base, sia come formazione di aggiornamento destinata agli utilizzatori professionali, ai distributori di presidi fitosanitari e ai consulenti.

 

Ricordo che la formazione in questo settore è stata attivata ben 47 anni fa, con la adozione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1255/1968, aggiornato e modificato dal DPR n. 290/2001. È bene sottolineare che nel nostro Paese gli utilizzatori in possesso della abilitazione all’acquisto e all’impiego sono circa 250.000 mentre le abilitazioni alla vendita raggiungono la cifra di 7.000 unità. La Formazione rappresenta evidentemente lo strumento più appropriato
affinché vi sia piena consapevolezza rispetto all’utilizzo di presidi fitosanitari in tutti i soggetti coinvolti, in modo da garantire la propria incolumità e quella degli altri, anche attraverso la possibilità di scambi di esperienze dirette tra agricoltori e visite guidate ad aziende che mettono in atto metodi di ICM o di agricoltura biologica.

 

“Oggi, a seguito di studi ormai decennali, sappiamo che molti di questi composti sono molecole biopersistenti cioè che resistono ai meccanismi naturali di degradazione e mantengono inalterate nel tempo le loro proprietà tossicologiche. Possono inoltre dare luogo a un pericoloso quanto imprevedibile effetto deriva che ne permette la dispersione, attraverso acque e aria, anche a distanze considerevoli. Inoltre, talune molecole chimiche impiegate in agricoltura, possono dare luogo al fenomeno della bio-magnificenza: passando da un livello all’altro della catena alimentare cioè aumentano la loro concentrazione.

 

Non possiamo nemmeno ignorare” continua Alessandra Terrosi, “che l’OMS stima che la mortalità globale, riferibile a intossicazione acuta da pesticidi, supera le 300.000 unità/anno. Tra coloro che risultano maggiormente colpiti figura ovviamente la categoria degli agricoltori: le conoscenze attuali mettono inoltre in stretta correlazione l’utilizzazione professionale di pesticidi e talune malattie neurodegenerative.

 

È evidente l’orientamento dei consumatori sempre più verso la qualità delle produzioni, laddove la qualità viene intesa anche come salubrità dei prodotti alimentari stessi, garantita anche da una più bassa o nulla presenza di residui di prodotti fitosanitari. “La maggiore sensibilità delle comunità circa la salvaguardia ambientale inoltre, impone una seria riflessione sui risultati riportati nel rapporto dell’ISPRA inerente la tipologia di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, riferita al 2011 e 2012, dalla quale si evince che il livello di contaminazione è ancora molto elevato, che 200 sostanze tra quelle attualmente in uso non sono incluse nei programmi di monitoraggio e, infine, che non è dato fino ad oggi conoscere l’effetto sinergico dovuto alla presenza contemporanea di più principi attivi.

 

Uno degli impegni più significativi presenti nella mozione riguarda le autorizzazioni eccezionali di prodotti fitosanitari rilasciate per ragioni di emergenza fitoiatrica e normate dall’articolo 53 del Regolamento (CE) 1107/2009: con troppa frequenza, negli anni, si è fatto ricorso alle autorizazioni in deroga; per questo è importante che la Commissione UE proceda rapidamente alla pubblicazione delle nuove linee guida ad uso degli Stati membri che chiariscano in quali
circostanze una situazione può essere definita di emergenza fitoiatrica, allo scopo di uniformare
le procedure di rilascio di dette autorizzazioni da parte degli Stati stessi.
“Infine” conclude Alessandra Terrosi, “devono essere attentamente valutati, da parte delle
autorità nazionali ed europee, i risultati delle ricerche condotte dall’Istituto per la ricerca sul
cancro di Lione, in relazione alla opportunità di continuare ad utilizzare il principio attivo
denominato Gliphosate, sulla scorta delle informazioni emerse circa la attività tossicologica dello
stesso, richiamando il ben noto principio di precauzione.”

Di seguito il link alla mozione
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/01023&ramo=CAMERA&leg=17

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