Approvate modifiche alla legge sull’acqua pubblica

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REGIONE – “Quello di oggi rappresenta il perfezionamento di un percorso che abbiamo iniziato lo scorso anno che rende pienamente operativa la legge sull’acqua pubblica della Regione Lazio, la prima norma ad aver recepito la volontà popolare espressa dal referendum del 2011”. Così la consigliera regionale Cristiana Avenali commenta l’avvenuta approvazione della proposta di legge sull’acqua, con la quale la Giunta ha superato le disposizioni, impugnate dal Governo, della Legge Regionale n. 5/2014 su Tutela, governo e gestione pubblica delle acque. “ Le modifiche fatte – prosegue la consigliera – hanno corretto alcune norme riportandole nel perimetro delle competenze regionali, senza intaccare l’integrità dei principi in essa contenuti. Per questo ritengo sia stato importante il lavoro di concertazione svolto dall’assessore Refrigeri affinché venissero rispettati in pieno i principi referendari senza che la legge venisse stravolta, ed evitando l’impugnativa del Governo, come è successo per altre regioni, con il blocco conseguente della intera norma”. “Ora siamo pronti per applicarla pienamente, in tempi certi e con ampia partecipazione del comitato promotore della legge di iniziativa popolare, così come stabilito dall’ordine del giorno approvato dalla seduta di oggi” – conclude Avenali.

 

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“Via libera oggi pomeriggio dal Consiglio regionale del Lazio alle modifiche alla legge sull’acqua pubblica che, come si ricorderà, era stata impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale in alcune sue parti riguardanti soprattutto la concorrenza, la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, le grandi derivazioni e le tariffe. Nella sostanza si è perseguita la legittimità costituzionale, limitando le lievissime incongruenze riscontrate dal Governo sul testo della legge, in modo da renderla operativa nel più breve tempo possibile. Si sono mantenuti inalterati i principi di una normativa varata all’unanimità lo scorso anno alla Pisana, dopo che 39 comuni e 40 mila cittadini avevano sottoscritto un referendum propositivo. Un testo che, unico caso in Italia, a sua volta recepiva lo spirito della consultazione referendaria nazionale sull’acqua pubblica. E’ stato annunciato poi un altro passo in materia di acqua pubblica: la disciplina degli ambiti di bacino idrografico, così come previsto dall’articolo 5 della legge stessa. Da ricordare, infine, che la legge di oggi è partita da un testo elaborato dalla Giunta Zingaretti ed adottato ad agosto dalla commissione che presiedo, la Sesta, all’interno della quale ci fu un dibattito franco e aperto, che si è ripetuto oggi in Consiglio”.

 

Enrico Panunzi
Consigliere regionale Pd e Presidente Sesta Commissione

 

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“Oggi, approvando la legge 276, abbiamo risolto le questioni legate all’impugnativa del Governo sulla Legge 5/2014. Sei articoli da noi fortemente voluti anche con la presentazione di una nostra apposita proposta di legge confluita in quella di giunta votata oggi che chiudono la questione dell’impugnativa e che ci permetteranno di agire rapidamente sul tema fondamentale, introdotto con la legge 5, della definizione degli ambiti di bacino idrografico. Oggi, inoltre, abbiamo sottoscritto un Ordine del giorno che impegna la Giunta a portare a termine con i comitati il tavolo per la definizione degli ambiti e che, contemporaneamenTe, impegna il consiglio a portare avanti entro 90 giorni la proposta di legge già depositata a marzo per poter applicare a tutto il territorio regionale quanto espresso dalla proposta di legge di iniziativa popolare sull’acqua e blindare i principi sanciti dal referendum del 2011.”

 

Devid Porrello
Consigliere del M5S Lazio

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“Siamo la prima regione ad avere una legge sull’acqua come bene comune, e oggi rafforziamo questo principio con l’approvazione delle modifiche alla legge 5 del 2014 ribadendo la corretta gestione delle risorse idriche e la loro finalità pubblica”. Così Daniela Bianchi, consigliera regionale del PD e componente della Commissione Sviluppo, PMI e Agricoltura, tra i firmatari della Proposta di Legge per la definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico. Il voto di oggi infatti permette di superare l’impugnazione del Governo di alcune parti della legge regionale sull’acqua. “Senza perdere tempo in ricorsi e burocrazia, nei mesi scorsi la Giunta Zingaretti ha aperto un tavolo di confronto con l’Esecutivo per trovare una mediazione sulle competenze nazionali della gestione dei servizi idrici. Il lavoro di questo tavolo, con alcune modifiche approvate in aula, oggi diventa legge. Manca però ancora un ultimo passo per avere nel Lazio una gestione efficiente e pubblica del servizio idrico: il via libera ad una legge sugli ambiti di bacino idrografico. Una novità introdotta nel Lazio che per la prima volta lega la gestione dell’acqua all’effettiva disponibilità e capacità di rigenerazione delle falde e dei bacini idrici, rispetto agli attuali Ato, definiti in base ai soli confini amministrativi. Anche su questo, come Consiglio, abbiamo preso un impegno preciso: entro 90 giorni dovrà essere approvata la proposta di legge che definisce gli Abi (Ambiti di Bacino Idrografico) già presentata nei mesi scorsi assieme ad altri consiglieri di maggioranza e opposizione. Siamo pronti fin da adesso a lavorare gomito a gomito con associazioni e comitati per arrivare in breve tempo a rendere la legge 5/2014 uno strumento capace di migliorare l’attuale servizio idrico, evitando sprechi e cattive gestioni. L’obiettivo è dare l’accesso all’acqua a tutti i cittadini e allo stesso tempo preservare questo bene prezioso anche per le future generazioni”.

 

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“Con l’approvazione della legge 276 abbiamo fatto ordine e risolto le questioni legate all’impugnativa del Governo sulla Legge 5/2014 riguardante il riordino del sistema idrico, ribadendo lo spirito referendario del 2011 che ci ha condotto ad approvare la norma più avanzata d’Italia in tema di Acqua Pubblica.” A dichiararlo sono Gino De Paolis e Marta Bonafoni, Capogruppo e Consigliera Sel alla Regione Lazio. “Con questa Legge infatti – spiegano- composta da soli sei articoli, oltre a risolvere i punti impugnati della L. 5/2015, torniamo a sottolineare un principio fondamentale: l’esclusione della finalità di lucro legata alla gestione della risorse idrica, pur mantenendo gli equilibri economici e finanziari della gestione stessa. Il prossimo passo è ora l’approvazione della legge che ridefinisce gli ambiti di bacino idrografico (Abi) al posto degli attuali ambiti ottimali territoriali (Ato), che come Sinistra Ecologia Libertà, con altri dodici Consiglieri di maggioranza e opposizione, abbiamo già depositato e che deve essere incardinata nei lavori d’Aula. A ribadire l’importanza di questa seconda tappa è un Ordine del Giorno approvato all’Unanimità con cui il Consiglio si impegna a legiferare in tempi strettissimi, pari a novanta giorni. Il percorso prevede un tavolo tecnico composto dalle associazioni, dai comitati e dall’Assessorato competente, al fine di giungere ad una proposta condivisa di istituzione di ambiti di bacino idrografico che rispettino i requisiti di omogeneità idrografica e di sostenibilità economica. Si tratta di un passaggio fondamentale – concludono- non solo per la conclusione dell’iter che dovranno intraprendere i futuri Abi, ma soprattutto per rendere possibile l’applicazione dei principi referendari su tutto il territorio laziale.”

 
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“La normativa approvata in Consiglio regionale, volta a sanare l’impugnativa del governo della legge 5 sull’acqua pubblica, è una buona base dipartenza. Il testo è stato migliorato anche attraverso alcuni emendamenti presentati dall’opposizione tuttavia non è certamente risolutivo rispetto ad alcune problematiche serie che ancora investono il sistema idrico sul territorio regionale. Nel corso del dibattito in aula abbiamo presentato proposte finalizzate a fare di questa legge non solo il mero recepimento delle osservazioni governative ma l’occasione per dare risposte attese da molte comunità che ancora vivono con disagio la gestione del servizio idrico. La Giunta si è detta disponibile a considerare queste proposte in sede di esame della proposta di legge sugli ambiti di bacino e non mancheremo di richiamare la Giunta a questo impegno”. E’ quanto dichiara Daniele Sabatini, capogruppo Ncd della Regione Lazio.

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