“Aumento della videosorveglianza e più fondi per la Polizia locale”

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Approvato all’unanimità l’ordine del giorno sulla sicurezza in città: in arrivo controlli sulle abitazioni affittate in centro

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Lotta al degrado sociale e ambientale, all’accattonaggio molesto, all’abuso di alcol e droghe, agli schiamazzi e ai piccoli casi di microcriminalità registrati di recente in città. A chiederlo, a gran voce, sono le forze di opposizione, nel corso del Consiglio straordinario sulla sicurezza svoltosi nel pomeriggio di giovedì a Palazzo dei Priori.

 

Sollecitato a prendere posizione sul tema, a seguito dell’intervento introduttivo del consigliere del Gruppo misto Elpidio Micci, il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, ricorda come nel capoluogo della Tuscia la criminalità sia in calo, sottolineando però nel contempo come i mezzi atti a garantire l’incolumità pubblica possano essere in ogni caso migliorati. “Durante Santa Rosa – informa il sindaco – non c’è stato nessun furto in abitazione. Ad essere state rubate, invece, sono state 6 autoradio. Per quanto concerne il quadro complessivo, a Viterbo ci sono stati 537 furti in abitazione rispetto ai precedenti 918. Ad ogni modo – puntualizza Michelini – ricordo che in materia di pubblica sicurezza il sindaco può sostituirsi al Prefetto solo se viene autorizzato dallo stesso”.

 

“Nessuno ha chiesto questo – replica la consigliera di Viterbo Venti Venti Chiara Frontini -. Ciò su cui invece andrebbe rimarcato è che l’installazione delle telecamere e l’implementazione delle competenze della Polizia locale non possono essere gli unici deterrenti atti ad accrescere la pubblica sicurezza. Sono infatti convinta che il problema vada affrontato in maniera trasversale, con l’unico obiettivo di dare ai cittadini la sensazione di sentirsi sicuri e liberi. A tal fine, ritengo che quello dei Servizi sociali, della Polizia locale e dell’Urbanistica siano tre settori che debbano necessariamente cooperare; solo così il problema potrà essere affrontato nel modo più efficace possibile”.

 

Dello stesso avviso è anche il consigliere di Forza Italia Giulio Marini, che sottolinea come la sicurezza pubblica passi anche per una maggiore attenzione verso i giovani, attraverso la costruzione di nuove strutture in cui gli stessi possano aggregarsi ritrovando i valori di una volta.

 

Ed è proprio su questo tema che il consigliere del Pd Arduino Troili decide di fondare il proprio intervento: “I giovani presenti in questo Consiglio comunale – afferma – dovrebbero incontrarsi e confrontarsi sulla Viterbo del futuro, mettendo insieme una serie di proposte in maniera condivisa. Nel contempo sarebbe il caso di non avere alcun tipo di tolleranza verso fenomeni quali l’accattonaggio e il deturpamento di pubblici edifici; magari, si potrebbe anche rispolverare l’idea di far girare le ronde in alcuni giorni della settimana. Certo è che, oltre a reprimere, bisognerebbe anche educare: in tal senso potremmo proporre alle scuole di aumentare le ore di lezione di educazione civica”.

 

Il dibattito prosegue con una serie di considerazioni personali fini a se stesse; un andamento, questo, che però non soddisfa il consigliere del Gal Sergio Insogna: “Stiamo assistendo a un Consiglio straordinario sulla sicurezza senza che a questo siano presenti autorità come il Prefetto il Questore o il Comandante della Polizia locale. Il rischio è quello di ripetere cose già dette, senza riuscire a centrare il contenuto reale dei problemi con l’ausilio e la competenza dei suddetti soggetti. Mi chiedo pertanto a cosa serva continuare a discutere tra noi senza avere un minimo di riscontro”.

 

Ad essere criticato è però anche l’ottimismo palesato dal sindaco: “A prescindere dai dati forniti dal primo cittadino in merito al calo della criminalità – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia-An, Luigi Maria Buzzi -, mi sembra che la percezione della città sia del tutto differente. La sensazione di insicurezza nei viterbesi è infatti sempre più crescente. Non a caso, nella graduatoria sulle città più sicure pubblicata annualmente da Il Sole 24 Ore, Viterbo sta perdendo posizioni. Le soluzioni? Innanzitutto attuare il Progetto Mille Occhi (già votato all’unanimità dal Consiglio Comunale, ndr), finalizzato a mettere in rete i soggetti che operano a livello di sicurezza sul territorio; un progetto, questo, già adottato in diverse altre realtà nazionali, che potrebbe fornire un consistente impulso all’ottimizzazione dei servizi di sicurezza”.

 

Riflessioni, quelle di Buzzi, che però non trovano concorde il capogruppo del Pd Francesco Serra: “Le perplessità che avevo quando venne indetto questo Consiglio – spiega – sono state confermate oggi. Affrontare argomenti di questo genere parlando solo alla pancia dei cittadini è infatti un esercizio pericoloso. Mi sento invece di condividere le parole della consigliera Frontini, relative alla necessità di garantire la sicurezza e la libertà. Per il resto credo che i dati illustrati dal sindaco siano la prova di come Viterbo sia ancora una città globalmente sicura.

 

“Nessuno di noi – prosegue Serra – ha le competenze per parlare in maniera pratica di azioni che siano in grado di garantire la sicurezza; se però dovessi dare un suggerimento chiederei di controllare gli affitti di tutti quegli extracomunitari che vivono tra il Sacrario e San Faustino. Facendo ciò, a mio avviso, potremmo dare un primo importante segnale relativo al fatto che, in questa città, la legalità deve essere garantita”.

 

Al fine di trovare un punto di incontro tra maggioranza e opposizione il consiglio viene sospeso per circa un’ora. Il risultato è un ordine del giorno approvato e condiviso all’unanimità in cui, tra i vari punti, trova spazio l’incremento dei fondi destinati al Corpo di Polizia locale per i servizi di sicurezza, l’installazione di un più capillare sistema di videosorveglianza, e l’accoglimento delle richieste del capogruppo Serra in merito al controllo degli affitti in determinate aree del centro storico.

 

Il Consiglio ha fornito la sua linea di indirizzo; alle forze dell’ordine il compito di attuarlo.

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