Bilancio approvato, commissariamento sventato

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Ok del Consiglio alla delibera della giunta, ma la maggioranza si spacca: Troili, Moltoni, Insogna e Volpi non partecipano al voto

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Sono le ore 23.40 del 31 agosto 2015. Dopo sei giorni di estenuanti discussioni, incentrate in verità più sulle modalità di presentazione degli emendamenti e meno sui contenuti, il Consiglio comunale approva il Bilancio di previsione 2015.

 

Un bilancio, questo, che come ha avuto modo di affermare il capogruppo del Pd, Francesco Serra, è stato di fatto montato al contrario, avendo la discussione sulle tariffe avuto maggiore rilevanza rispetto al dibattito sulle spese.

 

Il tutto con sulla testa la spada di Damocle rappresentata dalla fretta di approvare il documento entro il 31 agosto (un mese dopo la scadenza imposta dal Governo), a seguito della diffida da parte del Prefetto: pena l’arrivo del commissario.

 

Una situazione al limite del paradossale, dunque, ingigantita dalla scelta, compiuta da buona parte della minoranza, di abbandonare l’aula a 35 ore dalla scadenza della discussione degli emendamenti in segno di protesta contro i metodi imposti da giunta e maggioranza.

 

Amari, e non potrebbero essere altrimenti, i commenti di buona parte dei consiglieri presenti in aula, evidentemente consapevoli di essere stati protagonisti involontari (o forse no) di uno degli eventi politici viterbesi più grami della storia.

 

“C’è qualcuno che questa sera voterà il bilancio con il naso tappato – sottolinea il consigliere del Gal Sergio Insogna – e questo la dice lunga su come sono stati portati avanti i lavori”.

 

“Anziché pensare alle prossime elezioni – aggiunge il consigliere del Pd, Arduino Troili – mi piacerebbe che, da oggi in avanti, qualcuno iniziasse ad impegnarsi seriamente per il futuro di questa città”.

 

“Se fossi andato a zappare la terra – afferma sconfortato il capogruppo Pd, Francesco Serra – mi sarei probabilmente sentito meno stanco e più gratificato. Il motivo? Presto detto. Tutto questo tempo impiegato ad esaminare emendamenti tecnicistici non ha fatto altro che generare 274 ore di straordinario per i dirigenti, per un totale di 5559 euro di compensi dovuti. Alla faccia del contenimento delle spese e del servizio in favore dei cittadini”.

 

Il consigliere Filippo Rossi rivolge invece la prima parte del suo discorso alla minoranza, per poi bacchettare la politica locale: “Chi cerca di non far decidere è sostanzialmente un antidemocratico. Nell’affermare ciò mi riferisco ovviamente alla quasi totalità dell’opposizione, che ha di fatto impedito alla maggioranza di discutere e di attuare un confronto costruttivo. Certo è che quanto accaduto in questi giorni in quest’aula non è politica, ma amministrazione spicciola. La politica non è infatti tappare le buche delle strade, ma prendere decisioni importanti per lo sviluppo della città. Un’attitudine, questa, che l’amministrazione non ha purtroppo dimostrato di possedere a pieno titolo”.

 

Chi invece prende le distanze in maniera netta dall’operato dell’amministrazione Michelini è il consigliere del Pd Marco Volpi: “Garantisco la presenza in aula – annuncia Volpi – ma non intendo votare un bilancio che, a mio avviso, risulta poco convincente in diverse sue parti”.

 

Irritato dal comportamento dei colleghi di maggioranza, il consigliere Livio Treta sbotta: “Le problematiche che stanno caratterizzando questo Comune non si sono mai registrate in nessun’altra città. 5000 emendamenti sulle tariffe e 6000 emendamenti al Bilancio sono un qualcosa di mai visto né sentito. Sei sedute per approvare il bilancio, poi, non li ha impiegati nessun Comune d’Italia. Abbiamo discusso più di 1000 emendamenti quando in altri Comuni si arriva a malapena a 20. E la minoranza ha anche il coraggio di dire che gli abbiamo impedito di svolgere il loro ruolo? Eppure mi sembra che il consigliere De Dominicis sia rimasto in aula e abbia avuto la possibilità di discutere di market solidale, di coppie separate e di altre materie correlate al sociale. Perché il resto dell’opposizione non ha fatto lo stesso? La verità è che si è cercata la spallata sul Bilancio per far commissariare l’ente; ma noi siamo riusciti a sventare il tentativo dell’opposizione. I consiglieri di minoranza vogliono fare ricorso al Tar? Bene, facciano pure; vedremo poi chi avrà ragione”.

 

Critico nei riguardi dell’opposizione è anche il sindaco Leonardo Michelini, che chiude la serie degli interventi precedenti il voto finale con una dura reprimenda: “Se la nostra è antipolitica, mi chiedo come debbano essere definite la presentazione di 6000 emendamenti, le discussioni infinite su percentuali irrisorie e la scelta della minoranza di abbandonare l’aula a discussione in corso. A mio avviso la regola dell’alternanza non dovrebbe essere guadagnata con l’antipolitica, cosa che invece ha cercato di fare l’opposizione presentando un numero improponibile di emendamenti perlopiù strumentali.

 

Ricordo a tutti – prosegue il sindaco – che abbiamo avuto il 75% di tagli dalla Regione; per non parlare della drastica riduzione di finanziamenti da parte del Governo. Le risorse erano chiaramente risicate, ma noi abbiamo comunque cercato di andare avanti, provando a creare un indotto positivo alla città; indotto che, mi auguro, possa essere favorito dalla nuova Macchina di Santa Rosa, che oggi costituisce una splendida realtà solo grazie al lavoro della maggioranza.

 

La verità – conclude Michelini – è che l’aumento delle tasse è stato inevitabile per ripianare i tagli subiti dall’Ente e che quello che abbiamo fatto è solo nell’interesse di questa città. Ogni consigliere si prenda pertanto le proprie responsabilità e, alla luce di ciò, voti questo bilancio secondo coscienza”.

 

Le parole del sindaco non servono però a far mutare il pensiero di diversi consiglieri di maggioranza, che decidono di tirarsi fuori dalla votazione: il consigliere Troili si avvale infatti dell’articolo 47, comma 4, restando in aula senza però prendere parte alla votazione. La stessa scelta viene sposata dai consiglieri del Gal Francesco Moltoni e Sergio Insogna, nonché dal consigliere del Pd Marco Volpi.

 

Il bilancio viene così approvato all’unanimità; ma il voto favorevole non lascia certamente immune da problematiche la maggioranza, sempre più spaccata al suo interno e, forse, sempre più imbarazzata nel dover sostenere una giunta che, dopo due anni e mezzo di governo cittadino, continua solo ed unicamente a navigare a vista, risultando sempre più incapace di favorire lo sviluppo della città.

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