Bilancio, l’opposizione stana le “magagne” della giunta

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Il centrodestra ha iniziato ad esaminare le voci del documento, nonostante i disperati tentativi di melina da parte dell’amministrazione comunale

 

I consiglieri Frontini e De Dominicis indicano i primi possibili tagli

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Rabbia, sdegno, quasi disgusto. Questi i sentimenti espressi dai vari componenti dell’opposizione nel momento in cui, per l’ennesima volta, l’amministrazione comunale ha fatto intendere quale sia il proprio metodo di confronto con le minoranze relativamente al tema del Bilancio. Un argomento, questo, delicato e politicamente fondamentale, che necessiterebbe di un faccia a faccia continuo tra le due parti, utile ad una migliore elaborazione del documento stesso, ma che di fatto è stato impedito dall’amministrazione comunale, che nell’ultima seduta della II Commissione ha mostrato di voler adottare tutt’altro metodo.

 

Il documento per capitoli, che avrebbe dovuto essere recapitato ai consiglieri nel pomeriggio di martedì, non è stato infatti inviato (pare per disguidi con gli impiegati degli uffici).

 

Si è giunti così alla ripresa dei lavori con l’opposizione che, priva della dovuta documentazione, sperava quanto meno di poter iniziare un confronto franco con l’amministrazione comunale.

 

Peccato però che il presidente Livio Treta abbia infranto sul nascere le speranze della minoranza, con una secca quanto lapidaria dichiarazione. “Da regolamento non occorre discutere né del Bilancio né del Dup, basta aver introdotto gli argomenti”.

 

Senza documenti e senza confronto in Commissione, l’opposizione, che dovrebbe presentare gli emendamenti al Bilancio entro il 12 agosto, si è dunque trovata impossibilitata ad avere i mezzi necessari per avviare un lavoro efficace.

 

Gli sfoghi non si sono lasciati attendere. C’è chi, come il capogruppo di Forza Italia, Claudio Ubertini, ha confessato di non aver mai visto nulla del genere in tanti anni di politica. Chi invece, come il consigliere di FondAzione, Gianmaria Santucci, non ha esitato a sbattere i pugni sul tavolo, esigendo che la seduta, in via di chiusura, proseguisse, al fine di consentire all’opposizione un confronto con il dirigente del settore, Stefano Quintarelli.

 

“Per ottenere le cose in quest’aula – tuona Santucci – bisogna gridare, altrimenti qui tutti fanno quello che vogliono”.

 

Un commento amaro, ma fortemente veritiero. Se infatti il consigliere non si fosse impuntato la Commissione si sarebbe chiusa senza che l’opposizione avesse avuto la possibilità di confrontarsi non solo con la giunta (gli assessori con cui interloquire erano tutti assenti) ma anche con il dirigente.

 

E’ pertanto evidente come questa maggioranza e questa amministrazione siano fortemente allergiche al confronto.

 

Ma il disperato tentativo di fare melina e di evitare quanto più possibile il dialogo in aula, non ha comunque potuto impedire alla minoranza di iniziare a scartabellare il documento, giunto con 24 ore di ritardo nelle caselle email dei vari consiglieri.

 

Una prima occhiata ed ecco che la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini, rende subito noto di aver già trovato 130 mila euro da tagliare tra arredi, incarichi esterni, spese missioni e consumi. In pratica si tratta di un punto di Tasi.

 

Siamo certi, in ogni caso, che quella indicata dalla consigliera non sarà l’unica voce ad essere considerata come evitabile.

 

Il consigliere del M5S, Gianluca De Dominicis, ha infatti già evidenziato come i 600 mila euro destinati ad alimentare le fontane monumentali possano essere rivisti.

 

Nel frattempo il consigliere di Forza Italia, Giulio Marini, ha fatto notare come tra le tante voci non figuri quella relativa agli interventi per lo stadio Rocchi. Un’assenza che risiede nel fatto che l’amministrazione comunale ha in realtà intenzione di porre in essere solo gli interventi base di cui necessita l’impianto, evitando così di impegnare sin d’ora i 250 mila euro previsti.

 

Insomma, di “magagne da stanare”, pare ce ne siano davvero tante. Il lavoro dell’opposizione è iniziato; la maggioranza inizi a pensare alle dovute giustificazioni.

 

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