Capitale europea del Volontariato, “Viterbo può farcela!”

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Barbara Bianchi

 

VITERBO – Poco più di due mesi, poi, finalmente, il 5 dicembre, si saprà se Viterbo è riuscita a sbaragliare la concorrenza e a guadagnarsi il titolo di Capitale europea del Volontariato.

 

I numeri ci sono tutti, anche se non sarà così facile. Perché, se qualità e quantità di iniziative di volontariato nella provincia, non mancano, altrettanto grandi sono i nomi delle città con cui è chiamata a scontrarsi. Metropoli dal calibro di Roma, Barcellona e Lisbona. Vincitrici, tra l’altro, delle scorse edizioni della kermesse.

 

Eppure nessuno si lascia scoraggiare, né l’amministrazione comunale che, nel consigliere Marco Ciorba ,ha visto il più grande traino per l’iniziativa, né i vari rappresentanti delle associazioni del terzo settore. “Sarà difficile, ma crediamo nel percorso che abbiamo fatto e in quello che siamo riusciti a costruire negli anni”, ha commentato lo stesso Ciorba.

 

E proprio sul passato e il presente del volontariato, si fonda la candidatura di Viterbo: “Nel dossier di presentazione della città, che abbiamo consegnato alla giuria nella mattinata di lunedì 21 settembre, viene ripercorsa la vita del volontariato viterbese dal 1991 ad oggi.”.

 

Un volontariato che è nato, cresciuto e si è consolidato, nonostante i colori politici al governo e le difficoltà del settore. “Perché il volontariato è bello se estraneo a divisioni di partito e differenti orientamenti politici” ha sottolineato il sindaco Michelini, che, nel corso della conferenza stampa, ha ufficializzato il passaggio della delega al volontariato dal consigliere Marco Ciorba al collega Paolo Moricoli.

 

Molti i fiori all’occhiello della Città dei Papi, che fanno ben sperare in un buon risultato: primo tra tutti il Festival del Volontariato, “seconda kermesse del settore a livello nazionale”, secondo le stime del consigliere Ciorba. La cena di solidarietà, “che rappresenta in toto la nostra comunità: dall’amministrazione ai rappresentanti di categoria, fino ai ragazzi diversamente abili che si fanno in quattro per la riuscita dell’evento.” La città a colori. Un dono per la solidarietà, nel periodo natalizio. Ma non solo: La casa delle Arti, che permette a tutti di esprimere il proprio talento ed estro. L’iniziativa dei nonni vigili, che all’uscita delle scuole aiutano i più piccoli ad attraversare le strade.

 

Insomma, che ci sia del buono a Viterbo, non si può negare. Non rimane che incrociare le dita e sperare di aggiudicarsi il titolo di Capitale Europea del Volontariato per il biennio 2016/2017. E volare a Bruxelles, portando un po’ di Italia nel mondo.

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