Il centrodestra della provincia si mobilita per il NO alla riforma costituzionale

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VITERBO – Il centrodestra della provincia di Viterbo si mobilita compatto per il NO alla riforma costituzionale firmata Renzi-Boschi e prepara i Comitati in vista del referendum di ottobre, ieri un proficuo incontro ha visto riunite le molte anime del centrodestra viterbese, presenti infatti i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Noi con Salvini, Cuori italiani, Forza Italia gruppo comunale, Azione Nazionale, Conservatori Riformisti, G.A.L., Gruppo misto comune, Fondazione, Circoli Forza Italia, Italia Unica, Unione della Tuscia per la sovranità, La mia Tuscia.

 

È stato costituito il “comitato per il No alla riforma costituzionale”, fondato dal centrodestra unito: il comitato del centrodestra Viterbo ha aderito al comitato nazionale fondato da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, nei prossimi giorni verranno ufficializzati i componenti e il Presidente dello stesso.

 

Il comitato ha come logo un cerchio grigio all’interno del quale, in azzurro e caratteri cubitali, compare la scritta “No” accompagnata dall’immagine, in piccolo della bandiera italiana. Il sito del comitato (www.comitatoperilno.it) e l’indirizzo mail (noallariformacostituzionale@gmail.com) al quale rivolgersi per aderire al comitato del centrodestra di Viterbo.

 

Le sono dieci le ragioni per cui votare no e bocciare la riforma costituzionale, tra cui c’è la constatazione che, con essa, si arriverebbe nei fatti ad un premierato assoluto. Le prospettive del referendum, sono ottime, stando ai sondaggi il no ha circa il 70% se si contano i voti del centrodestra, dei Cinque Stelle, della sinistra e di una componente del PD.

 

Siamo chiaramente favorevoli alla compresenza di più comitati per il NO, in quanto l’importante è l’obiettivo finale.

 

Ricordiamo che questa riforma è frutto di una mediazione a ribasso all’interno dello stesso partito democratico sull’articolo 57, che concerne l’elettività del Senato, che darà al legislatore un problema data la mancanza di chiarezza, siamo infatti di fronte ad un atto incompiuto, imparziale, inconcludente, dove non ci sarà alcun risparmio e in ogni caso il Senato non è soppresso, si sa solo che non è legislativo, ma nemmeno amministrativo

 

La nostra è una battaglia per scardinare le riforme e anche per scardinare il governo stesso. È il momento di tornare ad una situazione normale con governi scelti dalla volontà popolare”.

 

I rappresentanti del centro destra di Viterbo

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