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Consiglio dei Ministri, il Governo contro la “cattiva amministrazione”

In: Nazionale, Politica, Primopiano 2

5 ottobre 2012 - 16:45


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ROMA – (mau) Il Dl sul funzionamento e la finanza degli enti locali discusso ieri al Consiglio dei Ministri prevede un vero e proprio rafforzamento dei poteri di controllo della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria delle regioni, riducendone i termini, sul piano di riparto regionale delle risorse ai dirigenti titolari dei centri di responsabilità amministrativa, sugli atti normativi a rilevanza esterna, sul piano esecutivo di gestione, i regolamenti e sugli atti di programmazione e pianificazione degli enti locali.

 

Sono stati pensati strumenti per: il giudizio di parifica da parte della Corte dei Conti sui rendiconti generali delle Regioni; per una periodica relazione della Corte dei Conti alle Regioni sullo stato di copertura finanziaria adottata; per l’adeguamento delle disposizioni per le Regioni a Statuto speciale; per una verifica da parte delle sezioni regionali di controllo Corte dei Conti sull’attendibilità dei bilanci di previsione regionali; per la sottoposizione da parte della regione ad una verifica di legittimità e regolarità delle gestioni, nonché di funzionamento dei controlli interni per assicurare il rispetto delle regole contabili e del pareggio di bilancio; per la collaborazione, per effettuare i controlli, del Corpo della Guardia di finanza; per l’accertamento da parte della Corte dei Conti del rispetto della salvaguardia degli equilibri di bilancio e dei patti di stabilità interni; per l’accertamento della sussistenza di squilibri economico-finanziari di province e comuni e la conseguente adozione di misure idonee a rimuoverle; per l’obbligo di adozione da parte della corte dei conti di adottare provvedimenti di tipo ripristinatorio in caso di accertamento di squilibri economici; per obblighi a carico dei gruppi consiliari delle regioni di rendicontazione dei finanziamenti ricevuti per l’attività politica, che vanno verificati dalle competenti sezioni regionali della Corte dei Conti.

 

Riduzione dei costi della politica nelle regioni

 

L’Esecutivo ha in progetto misure con le quali: si condiziona l’erogazione dell’80% dei trasferimenti erariali in favore delle regioni alla riduzione e al contenimento dei costi della politica e della spesa pubblica; si introduce una riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori e delle loro indennità; sarà individuata la regione virtuosa in Conferenza Stato – Regioni entro il 20 ottobre 2012; si introduce un divieto di cumulo di indennità ed emolumenti; si dispone la gratuità della partecipazione alle commissioni; si introduce la pubblicità e la trasparenza delle cariche e la riduzione dei contributi dei gruppi consiliari degli enti virtuosi; si introduce una limitazione per i vitalizi del Presidente della regione, dei consiglieri e degli assessori; viene disposta la procedura di adeguamento per gli enti locali alla spendig review; si prevede la nomina di un commissario ad acta in caso di dimissioni o impedimento del Presidente della Regione; si prevede l’interruzione dei versamenti delle quote dei rimborsi per lo scioglimento del consiglio.

 

Province e comuni

 

Nel decreto anche modifiche alla disciplina del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. In particolare introduce: la richiesta di parere del responsabile del servizio interessato su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta e al Consiglio che non sia mero atto di indirizzo; la possibilità di revoca dell’incarico dirigenziale di responsabile del servizio finanziario di ragioneria al solo caso di gravi irregolarità; strumenti e metodologie che dovranno essere individuati dagli enti locali, al fine di garantire, attraverso il controllo di regolarità amministrativa e contabile, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa; ulteriori strumenti, in materia di controlli, applicabili solo agli enti locali con più di 5 mila abitanti; una puntuale disciplina relativa ai soggetti che partecipano all’organizzazione del sistema di controllo interno; un controllo di regolarità amministrativa e contabile sia nella fase preventiva della formazione dell’atto a carico del responsabile del servizio, che in quella successiva sotto la direzione del segretario dell’ente; un controllo strategico per la verifica dello stato di attuazione dei programmi, applicabile agli enti locali con più di 5 mila abitanti, che comporta l’elaborazione di rapporti periodici, da sottoporre all’organo esecutivo e al consiglio per la successiva predisposizione di deliberazioni consiliari di ricognizione dei programmi; controlli, da parte dell’ente locale, sulle società partecipate dall’ente stesso, applicabile agli enti locali con più di 5 mila abitanti; un controllo sugli equilibri finanziari, compresi gli effetti derivanti dall’andamento finanziario degli organismi gestionali esterni; un controllo trimestrale da parte della Corte dei conti sulla legittimità e la regolarità delle gestioni nonché sul funzionamento dei controlli interni, ai fini del rispetto delle regole contabili e del pareggio di bilancio di ciascun ente locale; il compito di salvaguardare gli equilibri finanziari complessivi della gestione e dei vincoli di finanza pubblica per il responsabile del servizio finanziario, nonché l’ obbligo di segnalazione anche alla Corte dei conti in caso di irregolarità; l’iscrizione nei bilanci di previsione degli enti locali di un fondo riserva, con dotazione non inferiore allo 0,30 e non superiore al 2 per cento del totale delle spese correnti inizialmente previste, per fare fronte a straordinarie esigenze di bilancio ovvero per integrare dotazioni di fondi di spesa corrente; un vincolo per l’avanzo di amministrazione, distinto in bilancio in appositi fondi, solo per: il reinvestimento delle quote accantonate per ammortamento; la copertura dei debiti fuori bilancio riconoscibili; i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio e per il finanziamento di spese di investimento; regole per gli enti locali per l’assunzione di impegni ed effettuazione di spese. Per le spese dei regolamenti economali l’ordine ai terzi deve contenere il riferimento agli stessi regolamenti o al capitolo di bilancio. In caso di evento eccezionale i lavori pubblici di somma urgenza sono approvati dall’Organo consiliare cui sono sottoposti dalla Giunta.

 

Gli enti locali che presentano un disavanzo di amministrazione o debiti fuori bilancio possono assumere impegni e pagare spese unicamente per i servizi previsti dalla legge; una procedura applicabile in caso di mancata approvazione nei termini del rendiconto di gestione; la designazione di un componente, con funzioni di Presidente, del collegio dei revisori degli enti locali di maggiori dimensioni da parte del Prefetto; ulteriori pareri dovuti dall’organo di revisione; la trasmissione all’organo di revisione, da parte della Corte dei conti, di rilievi e decisioni assunte a tutela della sana gestione finanziaria dell’ente; una tabella, i cui parametri saranno individuati con decreto del Ministero dell’Interno, da allegare al rendiconto di gestione (e non più al certificato sul rendiconto), che individua la condizione strutturalmente deficitaria dell’ente locale; l’inserimento di clausole nei contratti di servizio tra enti locali e società da essi controllate, volte a prevedere, ove si verifichino condizioni di deficit strutturale, la riduzione delle spese di personale delle società medesime; una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (predissesto) in caso di squilibri strutturali di bilancio tali da provocare il dissesto dell’ente locale; la trasmissione alla Corte dei Conti e al Ministero dell’Interno della deliberazione del ricorso alla procedura di riequilibrio entro 5 giorni dalla data di esecutività; la sospensione della possibilità per la Corte dei Conti di assegnare il termine per l’adozione di misure correttive volte a scongiurare il dissesto, in caso di ricorso alla procedura di riequilibrio; la deliberazione da parte del consiglio dell’ente locale di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata massima di 5 anni, corredato del parere dell’organo di revisione economico-finanziario; obblighi e facoltà per l’ente locale volti ad assicurare il graduale riequilibrio di bilancio; un fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali, volto al risanamento finanziario degli enti locali che hanno deliberato la procedura di riequilibrio finanziario; la procedura di esame, da parte della Corte dei Conti e del Ministero del’ interno, del piano di riequilibrio finanziario pluriennale; una relazione sullo stato di attuazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati dal piano stesso, da parte dell’organo di revisione economico-finanziaria dell’ente al Ministero dell’interno e alla competente Sezione regionale della Corte dei Conti; la procedura di deliberazione dello stato di dissesto; sanzioni per gli amministratori che hanno contribuito al dissesto, quali l’incandidabilità; la definizione, con regolamento del Consiglio dell’ente locale, degli strumenti e delle modalità di controllo interno e i poteri del Prefetto in caso di inerzia dell’ente; regole per la composizione dei collegi di revisione economico-finanziaria degli enti locali; la rilevazione della condizione di deficitarietà strutturale per l’anno 2013 dalla tabella allegata al certificato sul rendiconto dell’esercizio 2011; la conservazione degli effetti del decreto di scioglimento del consiglio per un periodo di almeno dodici mesi, fino ad una massimo di quindici.


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