Cotral, il sindacato CambiaMenti fa breccia nel Viterbese

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VITERBO – Alla vigilia del referendum sull’accordo sindacale che Cotral ha presentato agli autisti lo scorso 29 luglio erano in molti a ritenere che il partito del “SI” avrebbe avuto la meglio. Eppure, in maniera per certi versi incredibile, a prevalere è stato il NO, secco, promosso principalmente dal sindacato CambiaMenti; un no, quello uscito dalle urne del referendum, destinato a cambiare non solo gli argomenti di confronto tra Azienda Cotral e dipendenti, ma anche tra i rapporti tra sindacati confederali e i dipendenti stessi.

Una vittoria decisamente importante, dunque, quella ottenuta dal movimento sindacale di Micaela Quintavalle, a cui l’area della provincia di Viterbo ha contribuito in maniera decisiva con bem 210 NO, a fronte degli appena 26 voti in favore dell’accordo proposto dall’azienda Cotral.

Grande soddisfazione è stata espressa da Ivano Cannone (foto), neo segretario regionale di CambiaMenti, nonché autista storico di Cotral nella provincia di Viterbo. “In questo referendum riponevamo molte speranze – spiega Cannone – e alla fine i risultati ci hanno dato ragione. Per quanto mi riguarda l’esito di questa votazione rappresenta un risultato importante, poiché obbligherà l’azienda a rivedere le sue posizioni. Da parte nostra abbiamo già diverse proposte da mettere sul tavolo del confronto, come ad esempio la possibilità di reperire delle risorse all’interno dell’azienda stessa, senza andare inutilmente ad affidarsi a costose consulenze esterne. Il controllo dei bus, ad esempio, potrebbe essere affidato esclusivamente a noi autisti, poiché tra i nostri doveri rientra anche quello di assicurarsi che il mezzo sia in condizioni adeguate per effettuare le tratte in programma in piena sicurezza.

Un altro espediente – prosegue Cannone – potrebbe invece essere quello di recuperare le risorse attraverso la vendita dei titoli di viaggio; una pratica, questa, che a causa dell’assenza di biglietti in diverse rivendite, viene puntualmente evasa in molte zone della provincia, con conseguente perdita economica da parte dell’azienda”.

Un Cannone decisamente propositivo, dunque, che ha poi così commentato la propria nomina a segretario regionale del sindacato CambiaMenti: “L’essere stato insignito di tale nomina – afferma Cannone – mi inorgoglisce, soprattutto perché tale scelta è stata motivata dalla serietà e dall’esperienza in me riscontrata dai vertici del sindacato. Ovviamente cercherò di essere all’altezza del ruolo e di poter essere utile ai miei colleghi, soprattutto ai più giovani, che ho scoperto essere dei ragazzi tosti e preparati. Per me tutti loro sono come dei figli e per loro mi batterò affinché possano continuare a lavorare per l’azienda che tutti noi amiamo in condizioni serene. CambiaMenti c’è, ed è pronta a scendere in campo con proposte concrete, a differenza di chi, pur essendo deputato a farlo, non si è mai preoccupato di difendere i reali interessi dei lavoratori”.

Pienamente soddisfatta anche Micaela Quintavalle, presidente del sindacato CambiaMenti, che ha così commentato l’esito del referendum: “I lavoratori hanno scelto di dire NO ad una proposta vergognosa che avrebbe portato all’annientamento di ogni diritto.

Il risanamento aziendale non può passare per la polverizzazione del diritto di sciopero.
Il risanamento aziendale non può passare per la polverizzazione della legge parentale o della 104.
Il risanamento aziendale non può passare per la polverizzazione del sacrosanto diritto del lavoratore di essere malato.

Gli autoferrotranvieri non si sono mai rifiutati di fare 37 ore; semplicemente chiedono di farle a turno e non con lo straordinario imposto ed esigibile.

Pur di ottenere quel premio e fare giorni di assenza pari a zero i lavoratori si sarebbero messi alla guida di un autobus, con carichi di lavoro aumentati e turni saturati allo stremo, con qualche linea di febbre; con le preoccupazioni del genitore disabile nella mente; col pensiero al figlio lasciato alla baby-sitter. Le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative potranno indire tutti gli scioperi che vogliono. I lavoratori non aderiranno. I lavoratori sono stanchi di pagare col proprio stipendio gli interessi di una oligarchia sedimentati nel tempo. Oggi la categoria c’è. Oggi CambiaMenti c’è”.

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