“Dalla politica solo chiacchiere. La ripresa passa dall’azione dei privati”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Un incontro all’insegna della lungimiranza, improntato su un ampio sguardo verso i mercati internazionali. Questa la linea conduttrice alla base della conferenza stampa di fine anno organizzata da Federlazio Viterbo presso l’Hotel Salus Terme.

 

Una scelta, questa, che costituisce un vero e proprio marchio di fabbrica della presidenza targata Giovanni Calisti e che mira ad andare al di là delle sterili dichiarazioni dei vari politici che, negli ultimi anni, sono stati solo capaci di pontificare su progetti ancora non realizzati (vedasi il completamento della Trasversale e il bando per le Terme Inps) o che, come nel caso dell’aeroporto, non vedranno mai la luce.

 

Ospite di rilievo della serata il giornalista Giampaolo Rossi, editorialista de Il Giornale, professore di Comunicazione e grande esperto di economia internazionale.

 

“Nelle ultime analisi congiunturali che abbiamo avuto modo di commentare – esordisce il direttore di Federlazio Viterbo, Giuseppe Crea – abbiamo riscontrato timidi segnali di ripresa dell’economia locale, sottolineando come, a fare da traino per il rilancio, siano in primo luogo le imprese e non certo i decreti. A mio avviso, ritengo però che oltre ad interessarci di economia locale si debba iniziare ad avere una visione globale ed approfondita sui mercati internazionali, con cui molte delle nostre imprese sono quotidianamente chiamate a confrontarsi.

 

D’altronde, buona parte di quanto sta accadendo in Italia negli ultimi anni, affonda le proprie radici in eventi internazionali apparentemente distanti, ma che in realtà ci hanno coinvolto in maniera consistente.

 

“Da quanto si evince dagli ultimi dati Istat – fa notare il presidente di Federlazio Viterbo, Giovanni Calisti – il PIL si è fermato allo 0,7%, a dispetto dello 0,9% indicato dal Governo come traguardo da raggiungere. Noi imprenditori ci stiamo preparando agli investimenti, ma bisogna anche fare i conti con una situazione internazionale complessa, che non può non tener conto anche dai recenti attentati occorsi in Francia. A questo punto è lecito chiedersi quando potremo assistere a una ripresa continua e duratura”.

 

Giovanni Calisti

Giovanni Calisti

 

Per comprendere il momento attuale e intavolare ipotesi sulle strategie di ripresa, bisogna però individuare come si sia arrivati alla situazione attuale. In tal senso, Giampaolo Rossi indica un evento e un anno ben definito.

 

“Nel 2011, ovvero quattro anni fa, sono accaduti una serie di fatti che hanno cambiato l’immagine dell’ordine internazionale, generando parte di ciò che stiamo vivendo oggi. Mi riferisco, in primis, alla crisi mediorientale e alla guerra in Libia, che ha visto una parte dell’occidente (Stati Uniti, Francia, Germania, ndr) entrare a gamba tesa negli assetti di quella zona, scatenando un effetto domino di cui oggi paghiamo le conseguenze. Qualcuno, esasperando un po’ i toni, suppone che l’Isis sia nato proprio a seguito di tali accadimenti. La mia lettura, invece, è che la Nato e l’occidente, intervenendo in base al principio di far cadere Gheddafi solo perché potenzialmente pericoloso, abbia compiuto una scelta in controtendenza alle consuete logiche di politiche internazionale, generando involontariamente parte delle problematiche a cui oggi assistiamo”.

 

Giampaolo Rossi

Giampaolo Rossi

 

Uno scenario, quello descritto da Rossi, che vide Italia vivere quegli anni all’insegna dell’incubo default. “Il debito nazionale attestato nel 2011 – sottolinea Rossi – era di 1900 miliardi, mentre oggi è di circa 2200 miliardi; oltre a ciò, a salire è stato anche il tasso di disoccupazione, unitamente alla pressione fiscale. A questo punto la domanda sorge spontanea: perché, se i dati macroeconomici sono peggiorati, oggi, con una situazione ben più grave, non siamo più a rischio default? La risposta è semplice e risiede nel fatto che tutti hanno mentito, con l’obiettivo che i governi nazionali venissero delegittimati in modo da indirizzare l’Europa verso una linea tracciata da pochi eletti”.

 

Particolare rilievo viene posto poi anche sull’embargo e sulle sanzioni inflitte alla Russia, partner fondamentale per il mercato italiano della ceramica e non solo: “Quanto inflitto alla Russia – spiega Rossi – costituisce senza dubbio un danno che ha coinvolto alcuni dei distretti italiani più portati all’export. Quanto ispirato da Stati Uniti e Inghilterra si sta infatti ripercuotendo contro di noi. Questo ha fatto sì che il governo italiano, in maniera coraggiosa, battesse i pugni sul tavolo al fine di aprire un tavolo di confronto che coinvolgesse anche l’area del Europa meridionale, non più disposta a continuare a pagare per le decisioni dalle principali potenze mondiali.

 

E’ in ogni caso evidente – aggiunge Rossi – come questa sia l’Europa dei banchieri e della BCE, non certo quella che sognavano i padri fondatori. Il problema principale risiede, a mio avviso, nell’aver costruito l’Europa sul modello di moneta unica, senza però tener conto delle diversità delle varie economie. La mancanza di legittimità democratica ha fatto il resto, lasciando di fatto il tutto in mano a una elité di tecnici che, in quanto tali, non hanno visione del futuro. Oltre a ciò, ritengo che non sia ammissibile mettere alla porta chi non è in linea con Bruxelles. Con questo modus operandi l’Europa non andrà lontano”.

 

E proprio in merito al tema della mancata sovranità non può mancare un cenno al fenomeno Le Pen in Francia. “Con la sconfitta del Front National al ballottaggio – commenta Rossi – è stata scongiurata la possibilità che si potesse assistere ad un inversione di tendenza rispetto alle logiche democratiche vigenti. Le Pen ha in ogni caso ottenuto un successo alternativo, in quanto è riuscita a smascherare il fallimento in un modello che ha visto democratici e socialisti allearsi contro il Fronte National. Certo è che l’idea che un partito votato da un terzo della popolazione, come può essere quello di Le Pen, costituisca un’anomalia della democrazia risulta essere un’idea concettualmente errata. Di ciò dovranno rendersi conto anche in Italia, dove partiti antieuropeisti o antipolitici come la Lega o il Movimento 5 Stelle fanno pienamente parte del sistema democratico, essendo gli stessi portavoce di un disagio esistente”.

 

Già, ma come si pone il piccolo-medio imprenditore di fronte a uno scenario in cui tutto sembra remare contro ad ogni sorta di rinascita? “Il problema fondamentale – conclude Rossi – è che le banche, dopo aver inizialmente investito i fondi della BCE in bond, hanno poi iniziato a destinarli solo ad imprenditori capaci di poterli restituire; e questo, a mio avviso, non è il modo di favorire la ripresa. Un grande economista come Milton Friedman diceva che a fronte di una crisi bisognerebbe riempire un elicottero di denaro, volare sopra le città, e lanciarlo alla gente comune e alle imprese, non certo alle banche. Un esempio, questo, che racchiude in sé la soluzione alla crisi; una soluzione che dobbiamo provare a far comprendere a chi di dovere. Superare questo momento di difficoltà è possibile, ma bisogna avere il coraggio delle proprie idee ed essere un po’ eretici, andando contro il comune sentire”.

 

Pienamente concorde con Rossi è anche il direttore Crea, che conclude l’incontro così come lo aveva aperto, ovvero, con una staffilata alla politica locale: “La ripresa dell’economia nel Viterbese? Un’impresa possibile, ma solo grazie all’azione dei privati. Penso ad esempio al rilancio del termalismo. La politica, sino ad oggi, ha solo parlato dimostrandosi incapace di censire anche i pozzi abusivi; i fatti, evidentemente, saranno chiamati a farli gli imprenditori”.

 

Foto G de Zanet Conferenza Federlazio 2015 (4)

Progetto OXS: 80 mila euro per tre imprese del distretto ceramico

 

Foto G de Zanet Conferenza Federlazio 2015 (5)

Progetto OXS: 80 mila euro per tre imprese del distretto ceramico

 

Foto G de Zanet Conferenza Federlazio 2015 (6)

Giovanni Calisti omaggia Giampaolo Rossi con un’opera ceramica

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