“Dall’opposizione totale assenza di responsabilità”

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La maggioranza non ha i numeri e il Consiglio comunale salta

 

Michelini insiste: “Non mi dimetto”

 

Il sindaco e Ricci lanciano l’allarme: “Senza revisori dei conti a rischio oltre 7 milioni di investimenti”

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Niente da fare. La tanto attesa prima seduta del 2016 del Consiglio comunale si conclude mestamente con un nulla di fatto. Come preventivabile, i sette dissidenti del Pd non si presentano a Palazzo dei Priori, mettendo in crisi i già deficitari numeri della maggioranza. L’opposizione, da par suo, non può far altro che prendere atto della situazione, scegliendo di non tenere il numero legale in entrambi gli appelli.

 

La maggioranza, che non riesce a raggiungere nemmeno il numero minimo di 13 consiglieri, incassa così l’ennesima figuraccia.

 

La seduta in programma viene pertanto dichiarata deserta, scatenando la rabbia del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, speranzoso che l’opposizione potesse garantire lo svolgimento della seduta al fine di eleggere presidente e collegio dei revisori dei conti.

 

Il primo cittadino, senza pensarci troppo su, decide a questo punto di convocare una conferenza stampa riservata ai soli giornalisti e ai componenti della sua maggioranza, nel corso della quale non esita a puntare il dito contro l’opposizione e il suo atteggiamento.

 

“La scelta della minoranza di non mantenere il numero – esordisce Michelini – provocherà notevoli danni all’amministrazione. Certamente le cause della crisi vanno ricercate all’interno della maggioranza ma, in un momento in cui doveva prevalere il senso civico, l’opposizione non ha avuto senso di responsabilità, in barba alla necessità di nominare un organo importante come il Collegio dei revisori dei conti”.

 

A prendere la parola è a questo punto l’assessore ai Lavori pubblici, Alvaro Ricci, che non nasconde la propria amarezza per quanto accaduto: “Ci sono lavori per 7 milioni e 200 mila euro che attendono di essere messe in cantiere. Per far ciò serve una variazione di bilancio, che però non può essere adottata senza il parere dei revisori dei conti. Essendo pertanto gli uffici impossibilitati a precedere alla a pubblicazione del bando, ad essere a rischio sono i finanziamenti per le scuole, così come quelli per il completamento del Teatro Unione, senza contare tutti quegli gli interventi che le frazioni attendono da troppo tempo”.

 

Un Ricci visibilmente provato, con la voce quasi rotta dal pianto, ne ha anche per l’ex sindaco Giulio Marini: “Dall’opposizione, ma in particolare da Marini, mi sarei aspettato tutt’altro tipo di comportamento. Ricordo che quando lui era sindaco e si dovette votare per il Plus, noi del Pd rimanemmo in aula, dimostrando un senso di responsabilità che oggi, di contro, la minoranza non ha avuto. Vedere tanto lavoro e tanti sforzi andare in fumo a causa di tanta leggerezza mi amareggia profondamente”.

 

La situazione dipinta da Ricci non è delle più rosee, così come tutt’altro che chiaro appare il futuro di questa amministrazione. L’unico punto certo, al momento, sembra essere uno solo: Michelini non si dimetterà.

 

“Ricordo a tutti – puntualizza il sindaco – che sono stato eletto per fare il sindaco e che non intendo sottrarmi alla volontà dei cittadini. Tutti questi intrighi politici non mi appassionano. Non sono un buon politico e non intendo esserlo. Sono un semplice cittadino che sta facendo del suo meglio per gestire questa città nel modo migliore possibile e credo che i viterbesi, leggendo i recenti dati de Il Sole 24 Ore, abbiano sino ad ora apprezzato il mio operato. Alla luce di ciò ribadisco che non ho alcuna intenzione di abdicare, ancor più per dei problemi interni al Pd. A tal proposito, mi augiro che all’interno del Partito Democratico tutto si possa risolvere nell’incontro in programma domani a Roma; in tal caso non esiterò a convocare tutti i consiglieri di maggioranza per fare il punto della situazione e ripartire meglio di prima. Nel frattempo, però, tengo a sottolineare che la giunta ha continuato a lavorare e che dal 17 dicembre scorso ad oggi ha approvato ben 74 delibere. E’ ovvio però che senza i lavori del Consiglio comunale non si può andare avanti. Mi auguro pertanto che la maggioranza ritrovi presto la dovuta serenità e che a prevalere sia la logica del tornare a lavorare insieme per il futuro di questa città”.

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