Decadenza Moltoni, avviata la procedura

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Consiglio comunale all’insegna del tatticismo e del giuridichese, quello tenutosi giovedì pomeriggio a Palazzo dei Priori,certamente più simile a un’udienza di tribunale che non a un consesso politico-amministrativo.

 

A rubare le scene è infatti, ancora una volta, la discussione sulla decadenza dalla carica di consigliere comunale di Francesco Moltoni.

 

Dopo il mancato raggiungimento del numero legale al primo appello (marchio di fabbrica Made in Maggioranza) il consiglio prende il via con il consueto annuncio dell’ordine dei lavori da parte del Presidente del Consiglio comunale.

 

C’è per un problema: maggioranza e opposizione non si trovano d’accordo su come cominciare.

 

“Essendo una nuova tornata di consiglio – fa notare il consigliere di Fondazione Gianmaria Santucci – si dovrebbe iniziare con le interrogazioni. Dopodiché si dovrebbe passare al punto sulla decadenza di Moltoni, essendosi il sindaco impegnato, la scorsa seduta, a relazionare sull’incontro tenutosi martedì presso il Ministero dell’Interno. Questo è il regolamento”.

 

Ma il presidente del consiglio, Marco Ciorba, è di tutt’altro avviso: “La maggioranza dei capigruppo – ricorda – ha scelto di iniziare subito con il punto su Moltoni, sospeso la scorsa volta”.

 

Quanto asserito da Ciorba fa saltare dalla sedia il consigliere del Gal Sergio Insogna: “Tutto ciò è ridicolo. Le regole vano rispettate. Non si può procedere contro quanto previsto dal regolamento. A questo punto chiedo al Consiglio il compito di decidere su come procedere”.

 

“Evidentemente – chiarisce il capogruppo di Fratelli d’Italia-An, Luigi Maria Buzzi – c’è stato un malinteso. A seguito della riunione dei capigruppo eravamo tutti concordi nel seguire una procedura normale: solo che, per noi, normale significava procedere prima con le interrogazioni e poi il primo punto all’ordine del giorno; per voi, invece, la normalità era invece intesa in maniera opposta”.

 

Al fine di uscire dal tunnel, il presidente Ciorba mette al voto la proposta di Insogna; e la maggioranza, ancora una volta, si dimostra più che mai spaccata: il consigliere del Pd Arduino Troili vota a favore, mentre Volpi, Mongiardo e Cappetti (sempre Pd) si astengono. In opposizione, invece, Taborri segue la via dell’astensione. Il risultato è il respingimento a maggioranza della proposta di Insogna.

 

Si parte dunque con la ripresa del dibattito sulla decadenza di Moltoni, con la lettura, da parte del sindaco, del parere del Ministero dell’Interno, in cui si ritiene che il Coniglio comunale debba avviare la procedura di decadenza.

 

“Questo è un atto dovuto – sottolinea il sindaco Michelini – e la politica non c’entra nulla. E’ un dato di fatto che, in questa assise, non ci si può permettere di bypassare le regole. Passati i gradi giudizio sulla vicenda, il consiglio deve pertanto esprimersi in tal senso. Si tratta di una avvio procedurale e non possiamo davvero permetterci di tirarci indietro”.

 

Nobili concetti, quelli espressi dal sindaco, che però, ad avviso del consigliere M5S, Gianluca De Dominicis, peccano del dovuto tempismo. “Queste parole – fa notare De Dominicis – andavano espresse un anno e mezzo fa, quando una sentenza di secondo grado della Corte dei Conti ci forniva già tutti gli elementi per poter operare. Quanto espresso dal sindaco è pertanto pura ipocrisia. Perché non si è discusso a tempo debito di questa vicenda? E perché vi preoccupate solo oggi dell’immagine dell’amministrazione? Forse perché faceva comodo alla maggioranza? A mio avviso siamo arrivati all’assurdo. Io, personalmente, mi tiro fuori da questo imbarazzante teatrino e annuncio sin d’ora che non parteciperò al voto”.

 

Parimenti severo il commento del consigliere Goffredo Taborri: “Stiamo parlando di una sentenza della Corte dei Conti in cui 10 amministratori comunali di Viterbo sono stati condannati per non aver ben amministrato la cosa pubblica. Alla luce di ciò, ritengo che queste persone, a prescindere dal fatto che abbiano pagato o meno, dovrebbero lasciare il Consiglio a prescindere. Invito pertanto i due consiglieri interessati da questa vicenda e oggi presenti in aula (Tofani e Moltoni, ndr) a dimettersi spontaneamente, evitando di continuare a interessarsi alla cosa pubblica”.

 

Il dibattito si fa incandescente. La minoranza (ad eccezione del M5S) chiede a questo punto una pausa tecnica al fine di esaminare la documentazione.

 

Al rientro, il consigliere Santucci fa notare come non essendo stato chiesto al consigliere Moltoni se intendesse sanare il debito, il motivo del contenzioso viene di fatto a mancare. “Ma soprattutto – si interroga Santucci – come si fa a non inserire la vicenda del contenzioso con l’assicurazione nelle delibera sull’avvio della procedura della decadenza?”

 

Il segretario generale Francesca Vichi ricorda però a Santucci come la messa in mora già esista, essendo risalente all’anno scorso. “La situazione – chiarisce Vichi – si potrà modificare solo se il consigliere deciderà di pagare o meno”.

 

Già, ma resta un interrogativo da cui non si può prescindere: “Come intende comportarsi il Comune – chiedono i consiglieri Ubertini e Santucci – se il 7 gennaio 2016 il giudice dovesse decidere che a pagare debba essere l’assicurazione e non i singoli consiglieri? Forse restituirete i soldi, con tanto di interessi, al consigliere Tofani? Ma soprattutto, chi restituirà al consigliere Moltoni la carica di consigliere?”

 

Secondo l’assessore al contenzioso il problema di fondo è tutt’altro: “Il contenzioso con la compagnia di assicurazioni è sull’accertamento dell’operatività o meno dell’assicurazione e non su quello di cui stiamo operando oggi, ovvero, la possibilità o meno che l’assicurazione debba o meno risarcire gli amministratori”.

 

Il consigliere Buzzi propone a questo punto di attendere la sentenza del 7 gennaio, in modo da poter decidere con maggiore chiarezza.

 

Tra prese di posizione più o meno definite e appassionate arringhe di improvvisati avvocati, si giunge alle ore 19 con il consigliere Insogna che richiede ufficialmente il rinvio della pratica a dopo la pubblicazione della sentenza del 7 gennaio 2016.

 

Il consiglio, a seguito di una votazione nominale su tale richiesta, si esprime però contrariamente. Ma anche in questo caso la maggioranza risulta divisa: Troili vota a favore, mentre Volpi si astiene; il consigliere Tofani si avvale dell’art. 47 comma 4, mentre in quota opposizione Taborri opta per l’astensione.

 

A prendere la parola è a questo punto il diretto interessato, Francesco Moltoni che, oltre a chiedere di poter visionare la polizza assicurativa, interroga il segretario generale sui meccanismi della procedura di decadenza.

 

Il tempo della melina sembra però essere giunto a termine. La delibera per avviare la decadenza deve infatti essere votata e le dichiarazioni non si fanno attendere.

 

“Il consigliere Moltoni – afferma il capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini – si trova oggi in questa situazione assurda per aver votato una delibera di giunta, per di più con parere favorevole dei dirigenti e convinto di essere coperto dall’assicurazione. Nonostante ciò, oggi siamo qui a discutere di aprire la pratica di decadenza. Mi sembra che tutto ciò rasenti il paradossale. Certo è che, visto l’atteggiamento tenuto dalla giunta in questo frangente, auguro al sindaco di trovarsi in futuro in questa situazione, così magari potrà capire cosa si prova”.

 

“Al cospetto di tutto ciò – commenta amaramente il consigliere Moltoni – non so se essere rattristato o schifato. Qui si sta tentando di avviare una pratica per la mia decadenza senza che io abbia fatto nulla di irregolare. In passato, di contro, per episodi ben più gravi, questo procedimento non è stato aperto. Fatto sta che, per aver firmato una delibera di giunta, votata all’unanimità dal consiglio comunale e relativa a una ricapitalizzazione del Cev, mi trovo di fronte alla possibilità di essere estromesso da quest’aula. Qui parliamo della vita delle persone, non di numeri. Invito pertanto i consiglieri a farsi un bell’esame di coscienza”.

 

Dopo un’ulteriore ora di interventi si giunge, alle ore 20.15, al momento della votazione. Prima, però, il consigliere Santucci chiede di inserire in delibera un emendamento tramite cui, all’interno del documento, si faccia riferimento alla causa in corso tra Comune e assicurazione. L’emendamento viene accolto.

 

Si va dunque al voto: Troili e Tofani si appellano all’art. 47 comma 4 (rimanere in aula senza però votare), mentre Volpi vota contrariamente. L’opposizione, invece, esce in blocco dall’aula. La delibera passa così a maggioranza, con, 14 voti favorevoli e due articoli 47 comma 4. La procedura di decadenza è avviata.

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