“Destra o sinistra non conta. Siamo pronti a dialogare con tutti”

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – “Né solo con la destra né solo con la sinistra; le alleanze saranno sancite a seconda dei programmi e delle singole realtà”.

 

Il pensiero dei Moderati e Riformisti, in vista delle elezioni amministrative di primavera, è molto chiaro (almeno per il proprio coordinamento provinciale).

 

Per gli interlocutori politici che invece andranno a confrontarsi con questa nuova associazione, l’idea di cosa esattamente rappresenti tale “innovativa” realtà politica potrebbe invece rappresentare un qualcosa di decisamente nebuloso.

 

Di tale prospettiva, paventata tra l’altro da alcuni amministratori locali intervenuti all’assemblea provinciale di lunedì sera, i vertici dei Moderati e Riformisti non sembrano in ogni caso preoccuparsi troppo.

 

Il tutto in nome di un presunto radicamento sul territorio (derivante perlopiù dagli antichi fasti della Democrazia Cristiana) e di alcuni recenti risultati elettorali che, sempre secondo il coordinamento provinciale, rappresentano di per sé un qualcosa di rassicurante.

 

Con sullo sfondo la crisi vissuta dal Comune di Viterbo (che potrebbe vedere il suo epilogo giovedì con le dimissioni dei consiglieri di opposizione e dei sette dissidenti del Pd), l’assemblea provinciale dei Moderati e Riformisti prende il via con le assenze del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini (motivi di lavoro) e del vate della cultura Filippo Rossi (impegnato a Roma).

 

Barelli - Capitani - Romoli - Tizi - Biancucci

Barelli – Capitani – Romoli – Tizi – Biancucci

 

Ad aprire l’incontro ci pensa così uno dei membri del coordinamento provinciale, il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli.

 

“Quella dei Moderati e Riformisti – esordisce Romoli – così come abbiamo avuto modo di notare in occasione delle elezioni all’Università Agraria di Tarquinia e in quelle provinciali, risultata essere una realtà importante e aperta al confronto. Forti di questa identità e in vista delle prossime elezioni amministrative, siamo dunque qui oggi per capire quali siano le reali esigenze del territorio e come poter intervenire all’interno dello stesso.

 

Ad oggi – prosegue Romoli – in molti si chiedono come ci muoveremo in termini di alleanze politiche. Ebbene, ribadisco che i Moderati e Riformisti sono aperti al dialogo ma che, allo stesso tempo, hanno una propria dignità che non sono disposti a svendere. Come stiamo dimostrando in questi giorni al Comune di Viterbo, la nostra azione politica è e sarà sempre improntata all’insegna della responsabilità”.

 

Dello stesso avviso si dice anche Giancarlo Capitani: “La nostra identità – sottolinea – la conosciamo perfettamente. A non avere invece ben chiari i nostri tratti distintivi sono i nostri alleati, che non hanno evidentemente compreso il valore aggiunto che siamo stati in grado di apportare nelle recenti elezioni provinciali e all’Università Agraria di Tarquinia”.

 

In platea, però, c’è chi non la pensa esattamente come i componenti del coordinamento provinciale. Tra questi Andrea Occhione, consigliere comunale di Acquapendente (uno dei 21 Comuni chiamati a breve alle urne).

 

“Penso che sia arrivato il momento – afferma Occhione – di compiere un salto di qualità relativamente al nostro futuro. E’ importante che l’entità costituita dai Moderati e Riformisti sia in grado di dimostrare di poter avere un peso effettivo sul territorio. Lasciamo perciò perdere le situazioni poco chiare e capiamo sin d’ora come muoverci in vista delle prossime elezioni”.

 

La platea

La platea

 

A replicare alle osservazioni di Occhione ci pensa Alessandro Romoli, che ribadisce come il complesso sistema delle alleanze varierà a seconda delle specifiche realtà. “Cercheremo di delineare innanzitutto un quadro generale – specifica Romoli – dopodiché provvederemo a ragionare su ogni caso specifico. Nessuno compia pertanto passi in avanti troppo frettolosi. I Moderati e Riformisti non devono correre dietro nessuno, sia che il partito si chiami Pd sia che si chiami Forza Italia. Siamo una realtà ben definita e ci muoveremo, caso per caso, a seconda del modello di governo che maggiormente ci convincerà”.

 

Parte della platea continua però a non essere pienamente convinta. “Siamo su un binario che non porterà lontano. Dobbiamo essere propositivi e mettere in campo idee. Se invece ci limitiamo solo ad essere una forza che può portare voti non andremo da nessuna parte. Occorre maggiore chiarezza”.

 

A smorzare le rimostranze ci prova Livio Treta: “Non abbiamo fretta di correre dietro agli altri – afferma – perché abbiamo già dimostrato la nostra valenza. Nessuno abbia dunque motivo di preoccuparsi. La qualità del nostro operato è sotto gli occhi di tutti, soprattutto in Consiglio provinciale, dove i lavori vanno avanti solo grazie a delle nostre proposte. E se qualcuno ci snobba è perché il nostro peso politico inizia a dare fastidio”.

 

Per Maurizio Tofani, invece, la discussione va impostata su un tema differente: “Le alleanze – sottolinea – si fanno con chi dimostra lealtà; se vengono meno questi valori, infatti,  l’obiettivo finale, ovvero operare in favore del cittadino, finisce infatti per essere compromesso, in nome degli interessi del partito o della singola lista civica. E questo modo di fare politica, sia chiaro, a noi non piace. In merito alle prossime amministrative sono invece concorde con chi ritiene che la strutturazione del nostro movimento debba essere accelerata, in modo da non lasciare soli tutti coloro che, nei Comuni che andranno alle elezioni in primavera, intendano correre con i Moderati e Riformisti. Siamo un’unica forza e, pertanto, dobbiamo avere un’unica voce”.

 

“Sono d’accordo con chi afferma che dobbiamo avere un’identità definita – conclude la consigliera provinciale Laura Voccia – ma, allo stesso tempo, ritengo che farci desiderare un po’ dai nostri possibili alleati non sia un’idea malvagia. Siamo una forza di centro e già ben consolidata; dobbiamo pertanto rendere conto solo a noi stessi, senza pensare troppo agli altri. Chi vuole venirci incontro si faccia dunque avanti; siamo aperti ad ogni dialogo”.

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