“Dipendenti pubblici, non facciamo di tutta l’erba un fascio”

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VITERBO – “Ci mancava anche questo; il caso dei dipendenti comunali di Sanremo ha dato il via ad un processo sommario che sta mettendo alla gogna i pubblici dipendenti e, cioè, di quei lavoratori che, con il loro impegno quotidiano, fanno funzionare la Macchina Statale nonostante un’infinità di ristrettezze economiche e umane decise senza tener conto minimamente delle sacrosante esigenze della popolazione.

 

Mentre, da più parti, si fa a gara per mettere in cattiva luce l’atteggiamento a dir poco disonesto di alcuni impiegati fin troppo spavaldi nel disattendere i loro doveri d’ufficio, tanto da incorrere in sanzioni penalmente perseguibili, di contro, nessuno richiama l’attenzione sull’altro fronte e, cioè, sulle condizioni pessime in cui versa la stragrande maggioranza dei lavoratori del Pubblico Impiego, oggi più che mai dimenticati dalla Politica e non solo, chiamati ancora una volta a sopportare vessazioni e umiliazioni, ad iniziare da un rinnovo contrattuale che si annuncia come una provocante beffa, visto che si parla di soli 5 euro di aumento mensile dopo un fermo di oltre sei anni.

 

Guardando un po’ a casa nostra, perché nessuno parla degli infermieri, dei tecnici e degli operatori sanitari in generale, addetti all’assistenza ai malati, ai turni notturni e festivi, alla pronta disponibilità, all’effettuazione dei doppi turni e al richiamo dal riposo e dalle ferie per improvvisi vuoti di organico; perché nessuno parla del sacrificio quotidiano, delle responsabilità e delle condizioni veramente difficili in cui operano questi professionisti per soddisfare le esigenze dei ricoverati ?

 

Perché la Politica non si interessa ai licenziamenti minacciati o attuati nelle cliniche convenzionate, come ad esempio già accaduto a Villa Rosa, con evidente abbattimento degli standard assistenziali e con gravi ripercussioni sulla stessa funzionalità e recettività dell’ospedale Belcolle? – Perché si assiste passivamente a questa specie di smantellamento di essenziali presidi sanitari del viterbese, mentre si allungano inverosimilmente le liste d’attesa per le prestazioni specialistiche? Perché non si attuano seri provvedimenti per la cronica carenza di personale sanitario, di posti letto nei nostri ospedali, dove sempre più spesso i ricoverati alloggiano nei corridoi o in spazi accorpati, del tutto inadeguati per il rispetto della dignità e dell’intimità dei malati ?

 

Altro che impiegati assenteisti e che timbrano il cartellino persino in mutande, nel Pubblico Impiego ci sono soprattutto gli operatori sanitari, cioè quelli che tutelano la salute, che curano i malati e che svolgono una delle attività più impegnative e difficili, assolutamente ignorati dai “salotti televisivi” e dalle “rubriche giornalistiche”, ai quali rende politicamente di più raccontare casi estremi come quello accaduto nel Comune di Sanremo”.

 

Roberto Talotta (foto)
Dipartimento Sanità di FondAzione

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