“Eliminare le storture che impediscono l’accesso delle micro e piccole imprese al mercato dei lavori pubblici”

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VITERBO – La discussione in Parlamento sulla riforma degli appalti, che ha come riferimento la legge delega di attuazione delle direttive europee, deve essere l’occasione per eliminare discriminazioni e storture che da anni danneggiano le micro e piccole imprese. Lo sostiene la CNA, che, in questi giorni, ha presentato osservazioni e proposte emendative nel corso di incontri alla Camera dei Deputati.

 

“Il primo e ineludibile intervento che chiediamo, è una nuova e più incisiva regolamentazione che favorisca la suddivisione in lotti dei maxi-appalti, rafforzando il principio, fondamentale, dell’accesso dei ‘piccoli’ al mercato dei lavori pubblici, a tutela della concorrenza, coerentemente con le finalità della direttiva comunitaria”, spiega Maurizio Mancini, responsabile di CNA Costruzioni di Viterbo e Civitavecchia.

 

Nonostante le raccomandazioni dell’Europa, infatti, il testo è considerato dalla CNA ancora poco efficace relativamente alle procedure di affidamento per le realtà imprenditoriali di piccola dimensione, che rappresentano la quasi totalità del tessuto produttivo del nostro Paese (il 94,5 per cento ha meno di 10 addetti). Anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione, nella recentissima relazione annuale, ha segnalato che “il contesto generale seguita a non essere favorevole alla partecipazione delle micro e piccole imprese”, considerato che negli ultimi anni si è assistito a una riduzione del numero delle procedure di affidamento e, contemporaneamente, a un incremento del valore medio dei lotti posti a base di gara.

 

“Si pensi che in Italia nel 2014 il numero totale dei lotti (126.707) è stato pari al 73 per cento di quelli del 2011 (173.276), e nello stesso quadriennio il valore medio dei lotti è passato da circa 601.000 euro a 800.300. Ciò significa -sottolinea Mancini- che le nostre imprese sono condannate a lavorare quasi sempre in subappalto. Diventa dunque urgente inserire nel testo in discussione delle modifiche che richiamino sia Consip sia le forme aggregate di committenza al rispetto del principio della suddivisione in lotti. Vanno altresì eliminate discriminazioni nell’applicazione di contratti collettivi sottoscritti da soggetti pienamente legittimati”.

 

Altro aspetto importante sottovalutato, secondo la CNA, sono le aggregazioni fra imprese. Pur essendo esplicitamente richiamata nello “Statuto delle imprese” la necessità di “semplificare l’accesso agli appalti delle aggregazioni tra micro, piccole e medie imprese”, nel disegno di legge delega manca proprio il richiamo alle forme aggregate, che spesso rappresentano, per le piccole imprese, l’unico strumento per partecipare agli appalti.

 

“Ci sono, insomma, tante lacune da colmare in fretta, per ridare fiato, anche nei nostri territori, a un tessuto imprenditoriale che traina l’economia”, conclude il responsabile di CNA Costruzioni.

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