Ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte utile per il servizio turistico, viaggiatori e merci

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ROMA – “Al termine delle audizioni svoltesi presso la Commissione Trasporti della Camera dei deputati, di cui ringraziamo il Presidente on. Michele Pompeo Meta, è con piacere che abbiamo potuto constatare che anche la Regione Lazio, rappresentata dall’ Assessore ai Trasporti Michele Civita, ha espresso parere favorevole affinché la linea venga inserita nella proposta di legge in discussione:

 

“Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”, sottolineando di ritenere valido il principio che l’inserimento di ferrovie dismesse nella legge possa, dal degrado attuale, diventare risorsa.

 

“La ferrovia CCO è dismessa da una parte e sospesa dall’altra parte”, ha detto Civita “ e la parte interessata a fini turistici è la tratta Capranica Orte”, in quanto rispondente al requisito necessario, vista la particolarità del territorio che attraversa, che ha una grande vocazione turistica. E’ un progetto che va tenuto in considerazione e che anche la Regione Lazio propone”.

 

Ci lascia però perplessi lo studio FS, in possesso della Regione Lazio, a cui l’assessore Civita ha fatto riferimento, che valuta il costo stimato, per la riapertura della tratta Capranica Orte a fini turistici, in 50 -70 milioni di euro.

 

Alla luce di valutazioni, fatte da esperti e tecnici che aderiscono al comitato, tale somma ( due milioni di euro al Km ) è oltremodo esorbitante per moltissimi motivi.

 

L’assessore Civita ha indicato tale cifra, come prima valutazione da verificare successivamente nel merito, e ha anche detto che è a binario unico e che non è elettrificata. Purtroppo non comprendiamo cosa c’entrino tali esternazioni per l’utilizzazione della linea a fini turistici. Nella cifra indicata c’è forse il raddoppio e l’elettrificazione?

 

Con le moderne tecnologie, i costi sono di gran lunga inferiori a quelli indicati.

 

Non comprendiamo pertanto, i veri motivi per cui le FS hanno fornito, alla Regione Lazio e all’assessore Civita, dati che si discostano dalla realtà attuale della linea. E’ assolutamente incredibile quanto riportato dall’assessore, in commissione: “in alcuni tratti non ci sono i binari e va rifatta tutta”.

 

Le cose non stanno così. Attualmente è armata per tutta la sua interezza, con traversine di cemento e binari all’avanguardia, posti pochi mesi prima di essere stata chiusa al traffico viaggiatori.

 

Inoltre se ciò fosse vero il percorrimento con treni speciali, non sarebbe possibile. Infatti è normalmente usata da RFI a servizio della Roma – Civitacastellana – Viterbo, via Capranica, per il trasporto dei binari ed il transito dei treni speciali per le manutenzioni. (vedi risposta delle FS del 17 marzo 2016 all’interrogazione dell’on. Daniela Aiuto parlamentare europea, che ringraziamo per il suo interessamento; all.1).

 

Come è possibile che le FS da una parte dicano che la linea viene percorsa normalmente, riscuotano soldi per la manutenzione, la Italferr società partecipata FS fa il progetto per la riapertura, del costo di 2 milioni di Euro, pagati in parte dalla Unione Europea e dall’altra parte dicano che va rifatta completamente, anche se la tratta esistente Capranica Orte è in realtà completamente armata?

 

Domande legittime, che legittimamente si dovrebbero porre anche le istituzioni.

 

Perché poi non chiedere alla FS di pagare i costi per la riapertura, in quanto ente gestore che da anni riceve finanziamenti appositi per la manutenzione che non ci sembra sia stata effettuata a dovere?

 

La ferrovia CCO vogliamo ricordarlo consente il collegamento di ben 4 nodi ferroviari lungo il suo tracciato. Nel tratto con binari di km 37, Capranica – Fabrica – Orte, consente di collegare in soli 43 minuti ben 3 nodi ferroviari realizzando una rete a disposizione del centro Italia e ben 2 anelli ferroviari nel territorio della provincia di Viterbo. Uno di questi, denominato Circumcimina ed inserito nel Piano di Bacino della provincia di Viterbo, dà la possibilità ad una utenza di 150.000 persone (circa metà residenti della provincia di Viterbo) di raggiungere con una apposita fermata l’ospedale Belcolle, unico nel viterbese. La chiusura di questo anello è facilmente realizzabile, intersecandosi le due linee (Capranica–Orte e Civita Castellana–Viterbo) a Fabrica di Roma e ricongiungendo a Viterbo, come era in passato, le stazioni FS e ex Roma Nord di Porta Fiorentina. Tutto ciò sarebbe a vantaggio del servizio pendolari e turistico, interessando paesi e città difficilmente raggiungibili diversamente.

 

Il Comitato valuta, quindi, positivamente la posizione espressa dalla Regione volta alla riapertura, della tratta Capranica Orte, a fini turistici nella prima fase, ritenendo che questa sia consequenziale all’ordine del giorno approvato il 12 gennaio 2016 all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio che definisce prioritaria la ferrovia Civitavecchia Capranica Orte.

 

Come già ampiamente esposto nella audizione avuta presso la Commissione trasporti della Camera, il Comitato ha l’ambizione di chiedere la riapertura della tratta ferroviaria ora a fini turistici e quindi per il traffico merci e passeggeri.

 

Anche la recente verifica degli accordi con la ThyssenKroup di Terni ha posto nuovamente in risalto l’importanza, per l’azienda TK e per il Centro Italia, del ripristino della ferrovia Civitavecchia Orte. Infine, come riferito dall’ing. Gabriele Bariletti in occasione della audizione, confermiamo che lo studio di fattibilità per la riapertura dell’intera linea ferroviaria CCO, redatto da Italferr (società partecipata FS), a seguito del finanziamento della Unione Europea, per il quale è stata fatta anche la Conferenza dei servizi, sia da rileggere in chiave critica. Secondo le valutazioni dei nostri esperti, l’ammontare complessivo delle opere indicato in circa € 400 milioni, togliendo le opere non strettamente necessarie quali nuove stazioni e ponti, è inferiore a 150 milioni di Euro.

 

Ciò che ci fa ben sperare, è il richiamo che l’Assessore ha fatto sull’importanza del collegamento ferroviario per il porto di Civitavecchia, di cui si prevede la crescita in termini di traffico passeggeri e merci. Usare la ferrovia rappresenterebbe un positivo atteggiamento verso la diminuzione delle emissioni e conseguenti benefici ambientali, oltre che sviluppo economico del territorio”.

 

Raimondo Chiricozzi

 

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