“Ferrovia Roma Nord, quando la politica ha la memoria corta…”

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VITERBO – “Il 30 giugno del 2014 si poteva leggere su alcuni editoriali una nota dell’Onorevole Enrico Panunzi, Presidente della Sesta commissione consiliare Regione Lazio: “Oltre alla Trasversale tra le priorità figurano……..l’ammodernamento della Roma-Viterbo via Civita Castellana fino a Piano Paradiso. Quello deliberato oggi è un atto molto importante che afferma ancora una volta l’attenzione della Giunta a questo territorio e vuole assicurare il necessario supporto alla capacità di crescita e sviluppo dell’economia viterbese”.

 

Il 30 dicembre 2015 su alcuni organi di stampa si poteva leggere la notizia che la Giunta regionale ha approvato il bilancio previsionale 2016-2018, veniva evidenziato: “trasporti, sanità e sociale al centro della manovra”.

 

L’Onorevole Enrico Panunzi, dopo aver enfatizzato sulla realizzazione di nuovi collegamenti stradali come la Trasversale Orte-Civitavecchia, illustrava che per la Ferrovia Roma Viterbo saranno destinati 150 milioni di euro, sottolineando che si trattava della Ferrovia di Trenitalia, da non confondersi con la Roma Nord.

 

Eppure la nostra amata Ferrovia Roma Nord (Roma-Civita Castellana-Viterbo) ha un bacino di utenza di 167.803 abitanti, mentre la Ferrovia di Trenitalia (Roma-Capranica-Viterbo) ha un bacino di utenza di 163.112 abitanti.

 

 

I commenti della gente sono aspri: ritenere superflua la Ferrovia Roma Nord lasciandola in condizioni di decadimento irrecuperabile è un vero “crimine”. Aggiungere praticamente due corse all’orario del 14 settembre 2015 non ha cambiato nulla, compresa la sostituzione di alcune corse con il bus. Fermare i treni provenienti da Viterbo a Catalano, senza raggiungere Civita Castellana, spezzare questa ferrovia in due/tre tronconi, dare la priorità al trasporto su gomma rispetto ad una strada ferrata che esiste ed andrebbe solo rimodernata è un grave atto di responsabilità della politica. A che serve effettuare la Conferenza sul clima di Parigi per ridurre le emissioni in modo da rallentare il riscaldamento globale, quando si continua inesorabilmente a privilegiare il trasporto su gomma?”

 

Gianfranco Lelmi

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