“Flop della differenziata, a Tarquinia bollette più care per i cittadini”

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TARQUINIA – “Che faccia tosta i nostri amministratori comunali! Un anno dopo la scadenza dell’appalto quinquennale per la raccolta differenziata – con una “proroga tecnica (sic”)” che si protrarrà per un altro anno e che sospettiamo possa arrivare fino alle prossime elezioni comunali – lanciano una strepitosa campagna d’informazione al cittadino che, dati alla mano, nasconde un concetto semplice ma un po’ cattivo: è bene che siano proprio i cittadini a sentirsi in colpa per il clamoroso flop, costato in totale 13 milioni di euro, di una raccolta differenziata che non ha funzionato.

 

L’importante è che non appaiano le colpe dell’Amministrazione Comunale, la quale avrebbe dovuto provvedere durante gli ultimi sei anni ad una capillare campagna di sensibilizzazione ed informazione (l’appalto parlava di frequenza semestrale) per educare i cittadini alla corretta gestione dei rifiuti, rendendoli consapevoli che differenziare, oltre agli indubbi vantaggi ambientali, abbatte notevolmente la bolletta perché produce la riduzione del costo di conferimento in discarica e genera proventi dalla vendita di carta, cartone, vetro, plastica, ferro, alluminio.

 

La messinscena degli incontri pubblici che ci aspettano a partire dal 26 aprile che cosa nasconde? L’obiettivo dell’appalto era raggiungere almeno il 60% di raccolta differenziata entro il 2013; oggi l’amministrazione Mazzola e soprattutto l’assessore Celli si presentano con un 48,9%, imputabile solo ed esclusivamente all’incapacità di suscitare la partecipazione dei cittadini per il buon funzionamento della raccolta differenziata. Il divario tra gli obiettivi e la realtà viene colmato da bollette più salate. Assessore e sindaco dovrebbero coraggiosamente ammettere che sono stati incapaci; lanciando in questi giorni la campagna informativa aggravano la loro responsabilità perché cercano di suscitare oggi, a flop avvenuto, la partecipazione del cittadino con frasi laconiche come “a voi, famiglie del Centro storico, riteniamo utile ricordare” e giù una sfilza di raccomandazioni. Ma a chi vogliono darla a bere?

 

Forse hanno paura che il cittadino partecipe voglia sapere troppo, e possa chiedere per esempio perché da sei anni vengono “regalati” al concessionario i proventi della vendita dei materiali differenziati (parliamo di una cifra di circa 100.000 euro l’anno), oppure perché i cittadini non sono stati adeguatamente informati della possibilità del compostaggio domestico, che da una parte avrebbe fatto risparmiare qualche decina d’euro l’anno a chi lo praticava e dall’altra avrebbe abbattuto significativamente il costo complessivo del servizio, perché conferire l’organico costa molto. Quante famiglie di Tarquinia che dispongono di uno spazio esterno sono state informate di questa possibilità? Le centinaia di compostiere inutilizzate che giacciono alla ex Cartiera sono un’altra prova schiacciante dell’incapacità dell’amministrazione di far funzionare bene il servizio di raccolta rifiuti nell’interesse del cittadino.

 

La corretta informazione, nel caso del compostaggio domestico, avrebbe dovuto diffondere un concetto semplice ma basilare: chi mette i rifiuti organici nel proprio piccolo pezzo di terra produce un servizio utile a tutta la collettività, perché riducendo la quantità complessiva di frazione organica abbatte le bollette di tutti. Non pubblicizzare il compostaggio domestico nel pieghevole informativo recentemente spedito alle famiglie del centro storico lascia molto da pensare, e siccome si tratta di una dimenticanza consapevole, la colpa aumenta. Le bollette più care le dovrebbero pagare in solido il sindaco e l’assessore al posto delle famiglie, che sono già allo stremo”.

 

Movimento 5 Stelle Tarquinia

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