“Garanzia Giovani, speso il 12,9% dei finanziamenti investiti”

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VITERBO – “A settembre 2015 (ultimo dato disponibile) e a distanza di 1 anno e mezzo dell’avvio del programma, per ‘Garanzia Giovani’ sono stati impegnati 769 milioni di euro ma spesi e rendicontati a Bruxelles soltanto 200 (il 12,9% del totale).

 

Non solo, ma su una platea di beneficiari pari a 2,4 milioni di ragazzi, si sono registrati solo 955mila giovani (il 39,9%). E questo nonostante il tasso di disoccupazione giovanile abbia raggiunto il 38%, con punte del 50 nel Sud e del 54% sul territorio viterbese”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti (foto), Segretario Generale della Uil Viterbo. Ed è quanto emerge da un Report della UIL Servizio Politiche Territoriali e del Lavoro sull’attuazione di Garanzia Giovani su dati del Ministero del lavoro.

 

“Il programma ‘Garanzia Giovani’ – spiega Turchetti – di durata biennale, è dotato di un finanziamento di 1,5 miliardi di euro tra fondi comunitari e cofinanziamento nazionale. Nello specifico per l’accoglienza e l’orientamento sono stati spesi 13,6 milioni di euro (il 6,9% del totale delle risorse rendicontate); per percorsi di formazione sono stati spesi 51,6 milioni di euro (il 26,3% del totale rendicontato); per azioni di accompagnamento al lavoro 21 milioni di euro (il 10,7% del totale rendicontato); per favorire i contratti di apprendistato 18 mila euro; per i tirocini 80 milioni di euro (il 40,8% del totale rendicontato); per il servizio civile nazionale e regionale 14,6 milioni di euro (il 7,4% del totale rendicontato); per favorire l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità 263 mila euro; (lo 0,1% del totale rendicontato); per il bonus occupazionale 14,5 milioni di euro (il 7,4% del totale rendicontato). Tornando ai dati della partecipazione dei giovani al programma – prosegue il Segretario della Uil Viterbo – ne sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego soltanto 604 mila (il 63,3% del totale degli iscritti). A 276 mila di essi è stata proposta una misura prevista dal piano (il 28,9% del totale degli iscritti), di cui al 61,6% sono stati avviati a tirocini; il 21,2% sono azioni formative e azioni di accompagnamento al lavoro; il 13,9% sono bonus occupazionali; il 3,1% servizio civile. Per quanto riguarda i dati regionali in Sicilia si sono registrati al programma 164 mila giovani; in Campania 115 mila giovani; in Puglia 77 mila giovani ; nel Lazio 74 mila giovani; in Lombardia 70 mila giovani”.

 

“Se si analizza il dato delle ‘prese in carico’ (colloquio e analisi individuale) – sottolinea il Segretario Confederale Uil, Guglielmo Loy – da parte dei servizi all’impiego, in Sicilia sono oltre 116 mila; in Campania 52 mila; in Lombardia 50 mila; nel Lazio 49 mila; in Emila Romagna 46 mila. Se si prende in considerazione l’incidenza tra il numero degli iscritti con il numero delle prese in carico, in Val d’Aosta tale percentuale è dell’83,1%; in Emila Romagna del 78,1%; in Toscana del 76,8%; in Sardegna del 73,5%; in Sicilia del 70,8%. Incidenza decisamente più bassa in Campania (45%); in Piemonte (49,5%); Calabria (53,4%); nelle Marche (54,9%); in Liguria (55,1%); in Friuli Venezia Giulia (55,3%). L’idea di fondo del Programma Garanzia Giovani – continua Loy – è condivisibilissima, ma le azioni messe in campo dal Governo non hanno, ancora, portato i risultati sperati. Per questo la UIL auspica un deciso ‘cambio di passo’ per la continuazione del programma con adeguati finanziamenti volti a riqualificare, soprattutto, i Servizi per l’impiego. Inoltre, è fondamentale per la buona riuscita di Garanzia Giovani, che a monte vi siano servizi per l’impiego efficienti ed efficaci e che vi sia il reale coinvolgimento del mondo delle imprese e della scuola.

 

Purtroppo questa scelta non sembra quella messa in campo, fino ad oggi, dal Governo Italiano. La spesa e gli investimenti in tema di politiche attive e di potenziamento della rete dei servizi per l’impiego resta insufficiente e, assolutamente, sottodimensionata rispetto alle funzioni che vengono assegnate. Basta pensare – conclude Guglielmo Loy – che le recenti riforme del Lavoro (Jobs Act) impegnano con forza i Centri per l’impiego pubblici a seguire milioni di disoccupati, relazionarsi con centinaia di migliaia di imprese, seguire i ragazzi di Garanzia Giovani, chi sta in Cassa integrazione e coloro che potranno accedere ai programmi contro la povertà. Il tutto senza investimenti in risorse umane (sono solo 8.000 gli operatori in campo) e con strumenti non adeguati in relazione ai vecchi e nuovi compiti assegnati”.

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