Gender, l’Unione della Tuscia passa ai fatti

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VITERBO – “La discussione gender si/gender no continua. È proprio di questi giorni un documento, rilasciato dalle scuole, che va firmato dalle famiglie, in cui si accetterebbe tacitamente che all’interno del piano per l’offerta formativa, il POR, venissero previsti progetti relativi all’educazione sessuale ed affettiva riconducibili alla teoria gender.

 

In pratica, facendo riferimento alla legge 119/2013 e quindi alla Convenzione di Istanbul, con un subdolo richiamo al comma 16 della “Buona legge “, è stato introdotto stabilmente il gender nelle scuole. Perciò, e fino a prova contraria, studenti, docenti e genitori vanno “sensibilizzati” a questo nuovo approccio, così come previsto dalla Buona Scuola. E siamo al nocciolo della questione. L’Unione della Tuscia si oppone fermamente a tutto ciò ed è assolutamente convinta che l’educazione dei figli spetti alle famiglie mentre la scuola ha il compito di coardiuvarle mettendo in atto tutti gli strumenti che combattano ogni forma di discriminazione, perché di questo si tratta.

 

Per agevolare i genitori, è stato predisposto un modulo, da presentare al dirigente scolastico, al presidente del consiglio di istituto e agli uffici scolastici provinciale e regionale, relativo al consenso informato, cioè all’essere informati se nel POR siano previste attività riconducibili alla propaganda ideologica omosessualista, in qualsiasi forma si esplicitino: lezioni o testi. Il tutto per poter valutare se far partecipare i figli o meno, in base al principio
della corresponsabilità educativa delle famiglie. Per chiunque ne fosse interessato, è possibile ritirare il modulo presso l’Unione della Tuscia, contattando telefonicamente il numero 3922546535″.

 

Titti Tombolini – Responsabile Scuola Unione della Tuscia

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