“I viterbesi hanno pagato un milione di euro in più”

0

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Per i consiglieri Gianmaria Santucci e Vittorio Galati la misura è ormai colma. Sulla questione rifiuti, argomento scottante e di ancor più estrema attualità alla luce del recente scandalo scoppiato in Comune, è ora di dire la verità e di informare realmente i cittadini su come è stato gestito il rapporto tra Palazzo dei Priori e la ditta Viterbo Ambiente.

 

Verità, quelle richieste da Santucci e Galati, che dovranno uscire fuori già dal Consiglio comunale straordinario sui rifiuti in programma per martedì 30 giugno.

 

“Se il sindaco intende venire in Consiglio per ripetere gli stessi concetti espressi nei suoi recenti incontri nelle parrocchie – avverte Santucci – allora è meglio che non si faccia proprio vedere. Continuare a buttarla in caciara, ad affermare che la responsabilità è della passata amministrazione o che la colpa è degli uffici o dei dirigenti trasformerebbe infatti il Consiglio in un’inutile corrida. Ciò che auspichiamo, invece, è che il sindaco si presenti in aula con le idee ben chiare e che risponda in maniera esauriente alle nostre domande”.

 

Le questioni messe sul tavolo, d’altronde, sono chiare e precise e vengono riproposte da Santucci con documenti alla mano.

 

“In più occasioni – spiega il consigliere di FondAzione – il sindaco ha tenuto a precisare come il servizio di raccolta non sia costato un euro in più ai cittadini. Peccato però che a smentirlo ci siano i dati: nel bilancio 2013, infatti, la Tarsu fu di circa 9 milioni di euro. Nel 2014, invece, si arrivò a 10 milioni 260mila euro”. Di fatto, un milione di euro in più.

 

Cosa c’è dunque alle spalle di questo aumento?

 

“Quando ci fu presentato il Pef 2014 – spiega Santucci – Michelini, Ciambella e Saraconi ci dissero che tale cifra era così suddivisa: circa 4 milioni relativi ai costi del personale deputato alla raccolta dei rifiuti; 5 milioni per i costi di gestione; 850mila euro per spese precedenti e e 312mila euro per i costi amministrativi di accertamento riscossione e contenzioso. Va da sé che questo aumento è stato pagato dai cittadini, che dunque hanno subito direttamente tale incremento di costi”.

 

E i 700mila euro di risparmio preventivati con l’avvio della raccolta dell’organico? A quanto pare erano destinati ad altre voci.

 

“L’amministrazione comunale – chiarisce Santucci – ci informò che 250mila erano finalizzati a sanare un contenzioso con la ditta per le nuove utenze non conteggiate, mentre i restanti 450mila avrebbero dovuto essere impiegati per aumentare lo spazzamento manuale per le vie del centro”.

 

Oltre alla questione dell’aumento dei costi, Santucci e Galati pongono l’accento anche sulla questione relativo al contratto con Viterbo Ambiente: “Sindaco e assessori – spiega Santucci – continuano a ripetere che il contratto non poteva essere modificato; peccato però che già all’epoca dell’amministrazione Marini venne dimostrato come di modifiche, e sostanziali, se ne potevano apportare, come ad esempio il passaggio da ‘servizio a prestazione’ (pagare in base al numero di prestazioni effettuate, ndr) a ‘servizio a costo fisso’”.

 

E in merito all’opportunità di modificare il contratto, Santucci aggiunge: “Lo scorso novembre, l’assessore Saraconi venne in Consiglio per riferirci come il Comune stesse prendendo in seria considerazione l’opportunità di rescindere il contratto con Viterbo Ambiente. Sarà un caso, ma dopo questa dichiarazione l’assessore venne rimossa e, con essa, sparì anche il bando finalizzato alla ricerca di una figura che vigilasse sul contratto.

 

Sulla questione della transazione con Viterbo Ambente (legata al contenzioso per il 13,8% di utenze in più, ndr) il sindaco – prosegue Santucci – ci disse che questa non aveva avuto luogo. E invece, anche qui, Michelini è stato poi puntualmente smentito da una determina, datata 15 aprile, in cui si legge che Viterbo Ambiente ha richiesto 622mila euro relative alle utenze in più. Una somma, questa, che il Comune era pronto a versare; le recenti vicende giudiziarie hanno però bloccato tutto.

 

Alla luce di ciò, il sindaco, anziché continuare ad accampare scuse e scaricare responsabilità su questo o quel soggetto, dovrebbe iniziare a fare un po’ di chiarezza, preoccupandosi nel contempo di porre in essere degli atti amministrativi capaci di mandare avanti un servizio ormai allo sbando”.

 

A rincarare la dose ci pensa il consigliere del Gruppo Misto, Vittorio Galati: “Ben prima dei fatti accaduti in quel tristemente famoso martedì avevo posto all’assessore richieste di semplice fattura, come l’aggiornamento sulle attività di spazzamento delle strade. Mi fu risposto che le mie questioni creavano un inutile allarmismo; dopodiché, nemmeno a farlo apposta, è successo quello che tutti sappiamo. Alla luce di ciò, torno a porre all’assessore e al sindaco alcune questioni: quante persone lavorano per Viterbo Ambiente? Ci sono cooperative a supporto? Quanti dipendenti lavorano a tempo determinato e quanti a tempo indeterminato? Vogliamo avere dati certi in mano, compresa la data di assunzione degli stessi. A queste domande, fino ad ora, non è mai stata data nessuna risposta. Nel frattempo il sindaco va in giro a dire che il capitolato era fatto male e che lui non ha niente a che vedere con questo scandalo. Ma allora perché Michelini non ha modificato il contratto visto che poteva farlo? E perché l’assessore Saraconi venne rimossa dall’incarico quando ipotizzò di rescindere il contratto con Viterbo Ambiente? E perché il Comune ha cambiato posizione nei riguardi della ditta da novembre ad aprile, come dimostrato dalla determina di aprile, pubblicata pergiunta dopo oltre un mese? Quest’amministrazione, oltre a litigare per le poltrone, non sta facendo nulla. Il tutto mentre la città è abbandonata a se stessa. Auspichiamo pertanto che nel corso del Consiglio straordinario di martedì ci vengano fornite le risposte che attendiamo ormai da mesi”.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.