Il mantenimento del potere val bene la dignità personale

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – “Di appelli ai 7 consiglieri del Pd ne abbiamo fatti fin troppi; finora, però, non abbiamo ricevuto nessuna risposta e, probabilmente, continueremo a non ottenerne alcuna”. Chiara Frontini, consigliera comunale di Viterbo Venti Venti, ci aveva visto lungo sin dallo scorso 2 febbraio,giorno in cui andò in scena un tragicomico consiglio comunale in cui la maggioranza non ebbe i numeri necessari per tenere in piedi la seduta.

 

Per il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini fu uno dei giorni più tetri della propria amministrazione. Un buio, quello vissuto allora, che a distanza di 17 giorni sembra essere destinato a lasciare spazio al ritorno di una luce che, sebbene fioca, consentirà all’attuale amministrazione di rimanere ancora in piedi.

 

I sette dissidenti non hanno infatti accolto l’invito dell’opposizione a presentarsi dal notaio e, con la riunione imposta dall’alto in programma nei prossimi giorni tra il sindaco e i consiglieri di maggioranza (in cui verranno discusse le basi di un accordo finalizzato a portare a compimento il regolare corso della consiliatura), si dovrebbe mettere la parola fine alla crisi attuale.

 

Una crisi, questa, che ha tenuto paralizzata la città per oltre due mesi e che si andrà a chiudere con la vittoria di Pirro del sindaco Michelini (che continuerà ad amministrare la città pur non avendo più la fiducia di buona parte della stessa) e la sconfitta, netta, dei dissidenti del Pd, costretti di fatto a piegare il capo di fronte alle logiche di partito, risultate alla fine decisamente più forti del libero pensiero individuale di ognuno dei consiglieri.

 

Il prossimo 26 febbraio si dovrebbe pertanto tornare a una normalità forzata, tesa solo ad assicurare i numeri a una maggioranza che in ogni caso, al di là delle forzate apparenze, continuerà ad essere ideologicamente frammentata.

 

E non importa se tutto il teatrino messo in piedi sino ad oggi rischierà di mettere in discussione la credibilità dei consiglieri dissidenti, schiavi di un partito rivelatosi tutt’altro che democratico. L’importante, per una certa politica, è continuare a mantenere le mani sul potere; e il potere, si sa, val bene la dignità personale.

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