Incopatibilità consigliere Moltoni, Insogna: “E se il Comune vincesse la causa?”

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VITERBO – “Le ultime vicende amministrative e politiche ci portano a fare delle considerazioni di ordine pratico, in merito alla evidente situazione di confusione, nervosismo e smarrimento in cui il Sindaco di Viterbo ha portato i suoi assessori ed i consiglieri di maggioranza.

 

Stiamo registrando situazioni a dir poco grottesche ed inusuali come, ad esempio, la presenza non presenza in Consiglio del collega Filippo Rossi, che vieni fa capolino e poi se ne va, a seconda del numero dei consiglieri di maggioranza presenti …. e così potremo continuare con altri esempi di situazioni tragicomiche di fronte alle quali il primo cittadino non si scompone neanche un po’, Lui cade dal pero, non sa mai nulla e non prende seri provvedimenti !!!

 

Però la cosa peggiore in assoluto, a cui abbiamo assistito, è il maldestro e carognesco tentativo di far discutere la decadenza di un consigliere comunale in maniera frettolosa ed evidentemente concordata con alcuni consiglieri illuminati di maggioranza, in assenza del consigliere e senza attendere i tempi previsti dalle norme riguardo alla notifica della sentenza della Cassazione, e riguardo il suo diritto di tutela e difesa.

 

Un tentativo di “esecuzione” amministrativa con tanto di plotone (scarso numericamente) che coraggiosamente si è dato alla fuga.

 

Credo che questa azione di viltà amministrativa, sommata ad altre già esperite, chiarisca una volta per tutte di che pasta è fatto il Sindaco, che inizialmente ha permesso di usare la vicenda CEV come arma politica contro due consiglieri della sua maggioranza che stavano legittimamente contestando un sistema non condiviso e non condivisibile di gestione amministrativa e di rapporti istituzionali tra Sindaco. Giunta e Consiglieri Comunali.

 

Le vicende ultime hanno ristretto l’obiettivo su di un solo consigliere, e qui la partita è sembrata ancora più facile e si voleva determinare la fine con molto anticipo.

 

Anche perché sempre il Sindaco e gli illuminati consiglieri comunali sicuramente hanno pensato di poter raggiungere due obiettivi, il primo togliere dal consiglio un consigliere non più gradito al Sindaco e poter far entrare un altro eletto, si dice più vicino a lui, il secondo perché sicuramente erano convinti che facendo decadere il consigliere Moltoni potesse venire meno il numero delle firme utili alla prossima discussione della mozione di sfiducia allo stesso Michelini.

 

Vorrò vedere quanti consiglieri saranno disposti a discutere e decidere una esclusione definitiva dal consiglio comunale di un loro collega, sempre che nel frattempo non paghi, essendoci ancora in piedi una situazione giudiziaria fondamentale e determinante, cioè la causa tra amministrazione comunale ed assicurazione che doveva coprire gli importi richiesti dalla Corte dei Conti e che si rifiuta di farlo e la sentenza giungerà tra qualche mese.

 

Perché c’è un aspetto non secondario da valutare, ed è quello che se il Comune vincesse la causa ed il collega Moltoni potesse pagare, senza dover utilizzare risorse proprie ma tramite i soldi dell’assicurazione, avrebbe tutto il diritto di rimanere in Consiglio Comunale, venendo meno la causa di incompatibilità. Però se qualcuno nel frattempo lo avesse fatto decadere, come va a finire? Chi lo dovrà risarcire dei danni di vario genere e natura procurati alla sua persona? Perché qualcuno lo dovrà risarcire se ciò avvenisse.

 

Il mio consiglio che è anche un mio invito ai colleghi consiglieri è quello di essere prudenti e di attendere che tutte le vicende giudiziarie legate a questa vicenda si esauriscano onde poter avere chiaro il quadro complessivo della situazione, e poi si deciderà quello che c’è da fare. La fretta è cattiva consigliera … colleghi consiglieri !!!!

 

Ma al di là di queste bevi considerazioni, questo tentativo inopportuno ed subdolo non fa altro che denunciare, oltre che scarse qualità umane di chi l’ha concepito, anche la evidente debolezza politica di chi non riesce più a fare cose normali, utili e rispettose, e non servirà respingere la mozione di sfiducia, i problemi di questa maggioranza rimarranno e ritorneranno con tutta la loro pesantezza, caoticità e criticità in tempi brevissimi.

 

Dopo due anni e mezzo di Governo cittadino, in una chiara situazione di difficoltà politica ed amministrativa, dobbiamo con coraggio e senso pratico poter ipotizzare di ridare la parola ai cittadini e se poi la attuale maggioranza è convinta della splendida, illuminata, coraggiosa e fulgida azione di governo di Michelini, ripresenti lo stesso candidato Sindaco, poi la fiducia o la sfiducia a Michelini gliela daranno gli elettori.

 

La mozione di sfiducia al Sindaco serve anche a questo. Il Consiglio Comunale e la Città meritano molto più rispetto di quello che siamo stati in grado di dargli noi sinora”.

 

Sergio Insogna (foto)
Consigliere gruppo GAL

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