“Insensato aumentare i buoni pasto della mensa scolastica”

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VITERBO – “Siamo i genitori dei bambini che frequentano le classi a tempo pieno delle scuole elementari e materne nei plessi di Viterbo. Abbiamo appreso con rammarico la decisione presa dal Comune di Viterbo di aumentare il costo dei buoni pasto per usufruire della mensa scolastica.

 

Non siamo d’accordo su questa decisione così insensata quanto dannosa per i cittadini. Ci chiediamo la necessità di imporre questo aumento, dato che non può essere una giustificazione sostenere che le attuali quote di contribuzione risultano quantificate sulla base di costi superati in quanto la ditta appaltatrice (scelta l’anno scorso dallo stesso Comune) ben conosceva i costi per l’appalto della mensa.

 

L’aumento del costo del buono pasto comporta un notevole disagio per noi, soprattutto per le famiglie appartenenti alle fasce cosiddette “medie” che faticano ad arrivare a fine mese dove entrambi i genitori sono costretti a lavorare e non per scelta. Troviamo che questo aumento così accentuato vada a ledere le famiglie e la loro esistenza dignitosa.

 

Nella definizione dei prezzi dei buoni pasto, spalmati in base a 4 fasce ISEE, non si è tenuto conto della mannaia che ricade sulle famiglie con figli, già oberate da spese e tasse, perché a fianco di un aumento dei buoni pasto, che può sembrare “basso”, aggiungiamo altri aumenti legati all’imposta IUC, che grava pesantemente sul bilancio familiare, e non da meno l’addizionale IRPEF.

 

L’aumento del prezzo ci danneggia, le famiglie sono costrette a dover fare i conti con un ulteriore esborso di denaro che si fagocita a poco a poco tutto il bilancio familiare. Non è da poco anche il costo e il disagio di doversi rivolgere ad un centro CAF per rilascio della attestazione ISEE che, poco che costa, lo paghi 50 euro.

 

Ricordiamo che il Comune ha già tolto alcuni servizi tra cui il centro ricreativo estivo per bambini. Il centro estivo, che ogni anno ospitava i bambini di Viterbo nel mese di luglio e agosto, quest’anno è stato soppresso… un altro servizio a favore delle famiglie tagliato. Così facendo si rischia di stremare le famiglie che già sono oberate da mille spese quotidiane.

 

Vogliamo far capire che le famiglie viterbesi non possono essere continuamente tartassate e soprattutto su servizi essenziali quali quelli legati all’istruzione. Chiediamo rispetto per quelle famiglie del cosiddetto “ceto medio” che, ogni giorno, sputano sangue per mantenere in modo decoroso i figli e la loro casa. Chiediamo di aiutarci nel nostro difficile cammino e di non aumentare il prezzo dei buoni pasto. Ma se l’idea dell’Amministrazione viterbese è quella di dissanguare le famiglie poco a poco… beh siamo sulla buona strada. Grazie tante!”.

 

I genitori dei bambini che frequentano le classi a tempo pieno delle scuole

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