“La coesione della maggioranza è durata una settimana”

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VITERBO – “Una settimana! Tanto è durata la proclamata coesione ritrovata dalla giunta Michelini durante la discussione della mozione di sfiducia; tale fu la paura di perder la poltrona! Ma come si sa, i nodi vengono al pettine! Cosa ha nuovamente bloccato i lavori in Comune stavolta? Una cosa che se la racconti in un paese normale farebbe strabuzzare gli occhi a chiunque: l’allontanamento di un consigliere comunale condannato per danno erariale con sentenza passata in giudicato.

 

Ribadiamo per chi ancora non lo sapesse, e a questo punto sono davvero pochi e limitati ai “sordi” del famoso proverbio, che per noi il punto in consiglio deve essere discusso. Lo abbiamo ripetuto più volte e abbiamo anche presentato un esposto al prefetto per chiedere il suo intervento in merito. Abbiamo votato contro quando si è proposto di sospendere per rinviare la discussione. Abbiamo dichiarato più volte che il nostro voto sarà a favore dell’avvio della discussione della procedura perché riteniamo legittimo tale voto.

 

Abbiamo anche sempre aggiunto che, pur ritenendo giusto considerare i doverosi distinguo circa l’entità della sentenza espressa e nel massimo rispetto per le persone coinvolte, il nostro codice etico, assieme a quello di ogni altro paese normale di cui sopra, avrebbe previsto le dimissioni degli amministratori interessati a prescindere dalle disposizioni di legge in merito.

 

Purtroppo anche nel recente consiglio comunale la maggioranza non aveva evidentemente, ancora, le idee chiare su come procedere (ci domandiamo cosa ci sia da chiarire dopo una sentenza di Cassazione) e quindi ad evitare una imbarazzante situazione, l’ennesima alla faccia dei proclami sulla ritrovata unione di intenti, è intervenuto il provvidenziale comunicato/proposta del sindaco che informava il consiglio di un prossimo incontro al ministero degli interni per approfondire la questione.

 

Scusateci siamo cittadini e non capiamo: un consigliere (erano due, l’altro ha pagato, non ha più contenziosi col comune e, come accade spesso in Italia, è stato eletto pure consigliere provinciale) viene condannato per danno erariale, si aspetta il terzo grado di giudizio nonostante tutti sappiano non può essere di merito e nonostante il titolo della sentenza di secondo grado sia pienamente esecutivo, e si continua a tenerlo in Consiglio? In un qualsiasi paese civile la persona verrebbe accompagnata alla porta immediatamente e qui dobbiamo parlare con il ministero degli interni? Per cosa?

 

Dov’è la tutela dell’istituzione? Dov’è la tutela dell’immagine del Consiglio Comunale? Ma l’amministrazione non prova nemmeno un po’ di vergogna a dare questo indecoroso spettacolo?

 

Forse qualcuno fra i consiglieri l’ha provata, la vergogna, e per questo il sospetto nemmeno troppo infondato è che il comunicato provvidenziale del sindaco sia arrivato per evitare “sorprese” durante la votazione.

 

Il consiglio poi, non potendo procedere con altri punti, è stato sospeso con buona pace di chi sperava magari nell’approfondimento di importanti tematiche di interesse, quelle si, dei cittadini.

 

Il nostro portavoce è uscito dall’aula perché siamo stanchi di partecipare a questi giochetti politici e non ha risposto all’appello finale perché non riteneva giusto percepire il gettone di presenza per un consiglio in cui tutto si è fatto tranne che amministrare”.

 

MoVimento 5 stelle Viterbo

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