La Ferrovia Roma Nord tra promesse non mantenute e la sua condanna alla chiusura

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VITERBO – “Tutto cominciò il 10 novembre 2010 alle ore 17, si svolgeva a Palazzo Canali Caccia a Sant’Oreste, un convegno sul tema dell’ammodernamento della ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo.

Mi rimase impresso l’intervento dell’allora presidente della Provincia Nicola Zingaretti che evidenziava l’importanza della ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo, con queste parole: “La ferrovia non ha colore politico, il discorso ferrovia nasce per un territorio che ha bisogno del trasporto su rotaia, il territorio servito da una ferrovia è sempre appetibile agli investimenti, i nostri padri ci hanno lasciato un patrimonio che non va distrutto, occorre pensare al futuro su un trasporto collettivo basato su rotaia, non inquinante, occorre avvicinare la Capitale alla provincia, occorre far aprire i cantieri per cominciare i lavori del raddoppio”.

 

Siamo nel 2015 e sotto la giunta Zingaretti la Ferrovia Roma Nord è stata smembrata e rischia di essere smantellata pezzo dopo pezzo.

 

Gli alti e bassi della Ferrovia Roma Nord
Nel 2009 la giunta Marrazzo aveva rilanciato il progetto del raddoppio dell’intera ferrovia, in previsione della realizzazione dell’aeroporto di Viterbo.

 

Nel 2010 la giunta Polverini annullava il bando di gara sull’attuazione del raddoppio al fine di verificare la sostenibilità finanziaria dell’opera.

 

Nel 2011 il bando di gara veniva annullato sulla tratta Riano Sant’Oreste

 

Nonostante le parole espresse dall’onorevole Zingaretti a favore della ferrovia, a luglio 2013, si poteva leggere sulla stampa viterbese che “il sistema della mobilità è stato oggetto negli ultimi cinque anni di uno scientifico piano di smantellamento, una situazione devastante visibile non solo con il pesante disavanzo economico, ma anche dalla riduzione della qualità e della quantità del servizio di trasporto offerto ai cittadini”.

 

L’ accusa che veniva formulata dalla stampa, era il mancato utilizzo di cinquanta milioni di euro di fondi statali destinati all’acquisto di nuovi treni, con conseguente mancato ammodernamento della linea Roma-Civita Castellana Viterbo.
Massimiliano Valeriani, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio affermava inoltre che questi fondi erano rimasti bloccati per un contenzioso legale e nessuno per oltre cinque anni se ne era mai voluto occupare. Continuava il consigliere Massimiliano Valeriani, questa ferrovia trasporta ogni giorno 75.000 passeggeri, occorre evitare le corse soppresse, i ritardi, adeguare il parco rotabile, ammodernare la Ferrovia, costruire parcheggi di scambio, sbloccare quei famosi 50 milioni rimasti nel cassetto.

 

A marzo 2015, circa, l’amministratore delegato di ATAC, Broggi voleva sopprimere completamente la Ferrovia Roma nord.

 

A giugno 2015, grazie a 3,3 miliardi di euro provenienti dai fondi europei ex Fas messi a disposizione della Regione Lazio, la Ferrovia Roma Nord “imboccherà il binario della modernità”. Di questo importo, in particolare verranno sbloccati 110 milioni che serviranno per il raddoppio dei binari fino a sant’Oreste. Enrico Panunzi, consigliere del PD alla Pisana rendeva noto che ben 42 osservazioni sono state superate e nel momento in cui i fondi saranno disponibili i lavori potranno partire. La giunta Zingaretti ha inserto la Ferrovia Roma Nord fra le infrastrutture prioritarie nel Lazio.

 

A luglio 2015 aspre critiche venivano sollevate dal Capogruppo di Forza Italia regione Lazio Antonello Aurigemma e Daniele Sabatini, consigliere regionale Ncd, verso l’onorevole Panunzi e la gestione Zingaretti.

 

Il 14 ottobre 2015, dopo il fatidico cambio di orario, che ha smembrato completamente la Ferrovia Roma Nord in tre tratte, a seguito delle numerose proteste, il consigliere della Regione Panunzi (PD), affermava che si restituirà alla tratta un’orario utile in grado di coprire le esigenze degli utenti. A breve, assicurava, ci sarà un incontro con i sindaci dei Comuni interessati.

 

Incongruenze del nuovo orario
La principale attrattiva della Ferrovia Roma Nord è sempre stata la comodità di entrare con il treno nel cuore di Roma. Cioè chi proveniva da Vignanello, da Fabrica di Roma, aveva la possibilità di giungere direttamente a piazza del Popolo. Purtroppo il nuovo orario in vigore dal 5 ottobre 2015 richiede a volte all’utente della ferrovia una serie di cambi o tempi di viaggio più lunghi con soste a Catalano che scoraggiano l’utilizzo del treno. Lo dimostra il fatto concreto che sempre più clientela che utilizzava il treno si sta allontanando “sempre” di più dall’ uso del “treno”. La prima replica che viene sollevata, è che nessun pazzo prenderebbe il treno della Roma, Civita Castellana, Viterbo per giungere a Roma, eppure come ho sempre evidenziato, per chi abita a Roma Nord, questa ferrovia è utile e si impiega meno tempo rispetto a chi utilizza Trenitalia (lo dimostrerò in seguito).

 

Chi da Viterbo giunge a Catalano ha il treno per Civita Castellana, a seconda delle corse giornaliere, dopo 4 minuti, 11 minuti, 18 minuti, 20 minuti, 2 minuti, 8 minuiti, 5 minuti, 26 minuito, 1 minuto a seconda della corsa. La fermata di Catalano non ha stazione viaggiatori, pertanto non c’è servizio biglietteria, sala di attesa, bagni. Sotto il sole o sotto la pioggia bisogna attendere la coincidenza. Fasci di binari posti a destra ed a sinistra del binario di circolazione, rendono pericoloso il transito viaggiatori, soprattutto per chi ha delle valigie. Il Dirigente Locale di Catalano che si trova quasi a centro metri dalla fermata dei treni, come dicono, è occupato da una miriade di problematiche, non può seguire il transito viaggiatori e le questioni logistiche. Chi da Viterbo giunge a Catalano alle ore 9,02, è bloccato a Catalano fino alle ore 10,33 cioè un’ora ed 1 minuto. I treni, raccontano, partono per Viterbo quando il segnale è verde, quando il passaggio a raso privo di sbarre comincia a suonare, nessun capo stazione controlla i viaggiatori.

 

Se la corriera proveniente da Montebello (Roma) e che giunge a Catalano alle ore 12,15 è in ritardo, il treno delle 12,25 parte senza indugio.

 

Dalle ore 10,30 fino alle ore 13,50, da Viterbo non esistono treni che raggiungono Catalano, quindi Civita Castellana.
Con il nuovo orario, il treno 604 che parte da Roma piazzale Flaminio alle ore 13,35 arriva a Catalano alle 15,10 per ripartire alle 15,31 ed arrivare a Viterbo alle ore 16,38, il viaggio dura tre ore e tre minuti, rispetto alle 2 ore e 35 minuti che impiega il treno diretto (festivo) n. 1700 in partenza alle ore 07,00 da piazzale Flaminio con arrivo a Viterbo alle 09,35 (orario del 5 ottobre 2015).

 

Sempre con il nuovo orario i treni che partono da Piazzale Flaminio diretti a Viterbo; n. 608 delle ore 15,08, n, 610 delle ore 16,40, n. 614 delle ore18,20, impiegano rispettivamente: due ore e cinquantotto minuiti, due ore e cinquantatre minuti, due ore e cinquantacinque minuti.

 

Come lamentano i pendolari, la motivazione della suddivisione della tratta in due tronconi che nel caso specifico coinvolge in particolare i treni 604, 608, 610, 614, è basata sul concetto che nessun viaggiatore da Roma arriva fino a Viterbo con questa ferrovia. Non viene considerato il fatto che un utente proveniente da altre stazioni poste lungo la linea a cavallo di Catalano si trovino con tempi di percorrenza maggiorati, che sconsigliano l’uso del treno.

 

Secondo le voci che girano, la causa principale che ha spinto gli autori del nuovo orario a spezzare, praticamente, la linea in due a causa della sosta più o meno lunga a Catalano, è la carenza di materiale rotabile. Su ventidue treni, 4 sono inutilizzabili, solo diciotto fanno servizio regolare e non sono assolutamente sufficienti, come sostengono numerosi viaggiatori. In questo modo, sostengono alcuni pendolari, con il nuovo orario, si è salvata la tratta Civita Castellana Viterbo, che altrimenti sarebbe stata smantellata.

 

Purtroppo la clientela sostiene che con questo nuovo orario viene disincentivata a viaggiare. Difatti sta diminuendo e comunque porterà presto alla chiusura della tratta a monte di Catalano.

 

Il numero giornaliero dei viaggiatori tra Civita Castellana e Viterbo è di circa 750 persone paganti al giorno, hanno osservato alcuni. Ma ciò viene aspramente criticato poiché nei rilievi effettuati, la Regione non ha tenuto conto dei pendolari che utilizzano le stazioni intermedie, inoltre questi dati si riferiscono ad un periodo che non interessa quello scolastico (periodo pasquale) e pertanto, come riferiscono, non sono attendibili.

 

Tuttavia è da mettere in risalto che la ferrovia Avezzano – Sora è stata riaperta benché il numero dei pendolari raggiungesse appena le 500 unità giornaliere.

 

Altra piaga di questa ferrovia è il gran numero di portoghesi che viaggia gratis e nessuno interviene.

 

Perché è importante rivalutare immediatamente questa ferrovia
Corse tagliate e bus sovraffollati, titolava un quotidiano viterbese, la vetustà del parco rotabile potrà essere definitivamente superata con l’acquisto di nuovi mezzi, una gara fine 2018 consentirà di comprare 415 nuovi mezzi, cento entreranno in servizio nel 2016, venti saranno destinati all’area di Viterbo. Nel frattempo gli studenti pendolari potranno viaggiare su questi vecchi carri bestiame. La situazione critica della carenza di mezzi e della loro vetustà, tornava alla ribalta con l’incendio di un mezzo Cotral che poteva trasformarsi in tragedia. Sempre in merito al Cotral, gli studenti della corsa Vallerano/Vignanello direzione Vignanello protestavano energicamente poiché dopo aver pagato 141 euro di abbonamento, erano obbligati a viaggiare in condizioni disumane.

 

Inoltre il Cotral affermava che dopo la soppressione delle corse del treno sulla tratta Civita Castellana – Viterbo, si è verificato un notevole aumento della domanda.

 

Dopo le numerose segnalazioni a mezzo stampa sulla necessità di implementare il collegamento tra Viterbo e Civita Castellana, dopo le raccomandate a mezzo posta dell’avvocato Floriana Clementi sulla necessità di distribuire l’utenza degli studenti all’uscita da scuola anche sul treno, sono state ripristinate dal 5 ottobre 2015 le corse delle ore 12,40 da Viterbo a Vignanello e delle 14,00 da Vignanello a Viterbo.

 

Nel frattempo Trenitalia, come si poteva leggere il 13.10.2015 sulla stampa locale, mirava al depotenziamento dell’offerta, tagliando la fermata ad Orte dell’Intercity 598 delle 18,16 diretto da Roma a Firenze, sollevando così le proteste dell’utenza che deve raggiungere Viterbo, creando ulteriori problematiche nei collegamenti nel Capoluogo della Tuscia .

 

Quanto esposto lascia comprendere l’importanza della Ferrovia Roma Nord che costituisce un valido supporto per i collegamenti nel viterbese.

 

Con le Ferrovie dello Stato, da Roma Valle Aurelia, a Viterbo Porta Fiorentina, occorre un’ora e cinquantatré minuti, bisogna aggiungere cinque minuti di attesa a Viterbo Porta Romana per il cambio treno. Per chi abita a Roma Nord occorre aggiungere 30 minuti di metropolitana per raggiungere la stazione di Valle Aurelia per un viaggio che richiede in totale di due ore e trentasette minuti (cioè due minuti in più della Ferrovia Roma Nord).

 

Da Roma a Viterbo, Il bus sostitutivo inserito da ATAC nell’orario in vigore dal 5 ottobre 2015, toccando gli stessi paesi raggiunti dalla ferrovia impiega, se tutto va bene, senza calcolare la sosta di 30 minuti a Catalano, due ore e cinquanta minuti (cioè quindici minuti in più della Ferrovia Roma Nord). Difatti nell’orario ATAC in vigore prima del 14 settembre 2015 il treno impiega due ore e trentacinque minuti (partenza da Roma ore 7, arrivo a Viterbo ore 9,35).

 

Cosa si dice nei comuni ubicati lungo la Ferrovia
Alcuni raccontano che il sindaco di Civita Castellana il 7.10.2015 aveva inviato una lettera ad ATAC, evidenziando che con il nuovo orario del 14 settembre 2015 e successivamente del 5 10.2015, la fermata dei treni a Catalano non è ammissibile.

 

Una volta questa era una stazione ove i treni non si arrestavano, previo specifiche richieste, raramente, i viaggiatori venivano fatti scendere.

 

Attualmente chi da Viterbo deve raggiungere Civita Castellana, deve scendere a Catalano che dista circa un chilometro dal centro città. Ha due possibilità: attendere il treno successivo che partirà a seconda delle coincidenze anche dopo un’ora ed oltre, o andare a piedi. I viaggiatori sono diminuiti, poiché vengono scoraggiati a prendere il treno. A Catalano non c’è stazione per viaggiatori, bagni, biglietteria, si deve attendere la coincidenza sotto il sole e sotto la pioggia. Il comune, dicono, ha contattato la Regione attraverso Enrico Panunzi, Consigliere Regionale del Lazio, presidente della Sesta Commissione mobilità della Regione Lazio. A quanto viene riportato, la Regione Lazio ha espresso parere negativo in merito a questi ultimi cambi di orario. Numerose, raccontano, le lamentele pervenute al sindaco di Civita Castellana. Riferiscono, che è in programma per il 30 ottobre 2015 un appuntamento in Regione per discutere in merito alla fermata di Catalano ed al nuovo orario.

 

Nel comune di Vignanello, raccontano che l’incontro con Atac, rappresentata dall’ ing. Nicastro, direttore di esercizio di Metro Ferrovie di Atac, si era svolto con la piena disponibilità di questa società ad ascoltare le osservazioni che venivano sottoposte. Da parte del Comune, riferiscono, veniva fatto osservare che il “monobinario” è un grosso problema e la linea necessita di un urgente ammodernamento. Esiste poi la complicazione dei collegamenti che trovano gli studenti nel raggiungere sia Viterbo che Civita Castellana. Fonti del paese hanno riferito che in Comune hanno ben segnalato che occorre urgentemente rivedere la linea che oltre per pendolarismo giornaliero, è importante per il turismo. Hanno detto, che bisogna assolutamente ristudiare l’orario.

 

A Soriano nel Cimino, si è evidenziato giustamente che con la chiusura di diverse fabbriche di ceramiche a Civita Castellana, il pendolarismo ha perso notevole importanza. Il treno è lento, con le sue accelerazioni e decelerazioni raggiunge una velocità massima di trenta, quaranta chilometri, che comporta tempi di percorrenza molto lunghi. La revisione della linea è importante, poiché la ferrovia viene utilizzata soprattutto dagli studenti.

 

Cosa dice la gente
Con il nuovo orario in vigore dal 5 ottobre 2015, sono stati ripristinati i treni 401 in partenza da Viterbo alle ore 12,40 con arrivo a Vignanello alle ore 13,20; il treno 400 in partenza da Vignanello alle ore 14,00 con arrivo a Viterbo alle ore 14,40; il treno 823 in partenza da Viterbo alle ore 20,01, con arrivo a Catalano alle 21,07; il treno 822 in partenza da Catalano alle ore 21,15 con arrivo a Viterbo alle ore 22,21.

 

Certamente tra Viterbo e Roma, dicono alcuni, non esistono più i treni diretti che arrivavano sempre in ritardo. La linea è divisa in due tronconi e ciò permette ai convogli di non accumulare ritardi, i viaggiatori restano sullo stesso treno ed a Catalano l’attesa per proseguire è di 14/21 minuti, inoltre in caso di agitazione sindacale del personale di macchina, non tutta la tratta ferroviaria viene bloccata.

 

Una migliore distribuzione dei turni del personale, fanno osservare, permette un migliore rendimento delle ore lavorative.

 

Un vecchio pendolare ha evidenziato che negli anni 1932/1994 da Civita a Roma si impiegava meno tempo di adesso, occorreva di 1h e 25 minuti, tra Civita e Viterbo il tempo di percorrenza era di 1h e 08 minuti. Il tempo di viaggio dei treni tra Roma e Viterbo era di 2h ore e 40 minuti (era mejo quando era peggio). Le colpe di questa situazione, di estrema labilità per il futuro di questa ferrovia, sono dovute alla mancanza cronica di un piano regionale dei trasporti, il denaro pubblico non può continuare ad essere sperperato, anche negli anni in cui il trasporto su gomma e quello su ferro erano uniti in una unica azienda, autobus e treno si facevano concorrenza. E’ vero l’autobus ci porta sotto casa, ma sotto casa potrebbero portarci le navette urbane presenti in tutti i nostri comuni, oggi pagate per girare a vuoto.

 

Tra il 2007 ed il 2011 si sono tagliati 6849 posti letto, sono stati chiusi 20 ospedali, si vuole tagliare su tutto, la Ferrovia Roma Nord costituisce un’ottima occasione per caricare sui cittadini i costi della mobilità nella Tuscia. Sono previsti dalla regione Lazio l’acquisto di nuovi treni ad alta capacità per le ferrovie regionali a sostegno del pendolarismo, certamente non per la Ferrovia Roma Nord”.

 

Gianfranco Lelmi

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