“Con la legge sulle unioni civili abbiamo vinto una battaglia di civiltà”

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ROMA – “Oggi alla Camera abbiamo vinto una battaglia di civiltà e dato finalmente uguali diritti e dignità a persone, coppie, famiglie finora rimaste ai margini della comunità politica. Oggi è il tempo dei diritti, di allargare l’orizzonte culturale di questo Paese, di dare piena cittadinanza a chi finora ne è stato escluso”. Lo ha detto Alessandro Mazzoli (foto), deputato del Partito democratico, commentando a caldo l’approvazione del disegno di legge sulle unioni civili (denominato ddl Cirinnà), oggi pomeriggio a Montecitorio.

 

“Questo provvedimento – ha commentato – dopo decenni di attesa colma una lacuna divenuta insopportabile nel nostro ordinamento giuridico, individuata dalla Corte costituzionale a partire dal 2010 e oggetto di una condanna al nostro Paese da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2015. A quelle famiglie finora emarginate e discriminate abbiamo dato una risposta, certo iniziale, ma che rappresenta comunque un passo avanti fondamentale”.

 

“Quello che abbiamo fatto oggi è – ha continuato Mazzoli – cambiare in meglio la vita delle persone e rendere più sereni i loro giorni. Hanno atteso per anni di vedere riconosciuto il loro diritto di amare, di costruirsi una famiglia, di allevare e accudire i propri figli. E con esso i doveri conseguenti. Finalmente questa attesa è terminata grazie all’approvazione di una legge per l’uguaglianza”.

 

Il disegno di legge è stato approvato il 25 febbraio dal Senato della Repubblica, al termine di un percorso parlamentare iniziato nel 2013. La Commissione giustizia del Senato si è riunita settantadue volte sull’argomento, sono stati auditi moltissimi esperti e rappresentanti delle associazioni, sono state ascoltate le posizioni di tutti, anche quelle culturalmente distanti tra loro. Il provvedimento ha subito quattro riformulazioni e ha recepito i pareri favorevoli delle Commissioni affari costituzionali, della Commissione bilancio e del Mef (il ministero dell’Economia e delle finanze).

 

La legge reca il titolo “regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”. C’è infatti una parte dedicata alle coppie di fatto etero che protranno stipulare i contratti di convivenza, in forma scritta, davanti a un notaio.

 

Ma cos’è l’unione civile? E’ istituita quale ‘specifica formazione sociale’ tra due persone maggiorenni dello stesso sesso mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni.

 

Gli atti dell’unione, indicanti i dati anagrafici, il regime patrimoniale e la residenza vengono registrati nell’archivio dello stato civile. Le parti possono stabilire, per la durata dell’unione, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi, anche anteponendo o posponendo il proprio cognome se diverso.

 

Non è stato inserito l’obbligo di fedeltà per le coppie gay come per i coniugi nel matrimonio. Resta però il riferimento alla vita familiare. Con la costituzione dell’unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; hanno l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare fissando la residenza comune.

 

Si applica il codice civile sul regime patrimoniale della famiglia e la comunione dei beni. Si regolano i diritti successori e le norme sulla reversibilità. Non è consentita la stepchild adoption ma ‘resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti’ in modo da non impedire il pronunciamento dei giudici sui casi di adozioni per le coppie gay. Per sciogliere l’unione civile, basterà manifestare, anche disgiuntamente, la volontà di separarsi davanti all’ufficiale di stato civile.

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