“La politica deve avere più attenzione alle problematiche ambientali”

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TARQUINIA – «Punto di partenza indispensabile è la difesa del territorio, che non può subire abusi e inutili corrosioni per un bene supremo che sovrintende il tema ambientale».

 

Da questo assunto parte il segretario del Partito Democratico di Tarquinia Piero Rosati (foto). «Se la Trasversale è un bene supremo e indispensabile, deve essere però coniugata con il minimo danno ambientale al territorio. – prosegue – L’inizio dell’estate coincide con il piacere delle spiagge e dei bagni con il dramma dell’aumento dei reflui provenienti dal fiume Marta. La diminuzione della portata dell’acqua e dell’aumento degli abitanti è la principale concausa. Vi sono delle risposte che la politica può e deve dare e su cui concentrare il lavoro nei prossimi mesi. Prima fra tutti il potenziamento dei depuratori comunali. Una commissione provinciale che ha il compito, prima che lo faccia la magistratura attraverso i Nas, d’indagine sui depuratori di tutti i comuni, che scaricano i reflui sul Marta.

 

La messa in opera di due bracci a mare alla foce del fiume Marta con sufficiente lunghezza per prolungare verso le correnti quanto trasportato. Un programma periodico di ripascimento delle spiagge per sostenere eventuali fenomeni di erosione nella zona di Marina Velca. La rinaturalizzazione degli argini del fiume, che consiste nell’impedire modifiche degli argini naturali lungo il corso del fiume con tagli degli alberi o altri interventi che ne modificano le condizioni. Partecipazione della pubblica amministrazione al mantenimento e alla pulizia delle vasche di decantazione della diga sul fiume in sinergia con Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, con l’obiettivo di mantenerle pulite ed evitare accumuli di detriti e fanghi.

 

Fermo restando che per quanto riguarda la diga, ci si chiede come mai non vi sia allo studio un progetto per la messa in opera di una centrale idroelettrica realizzata dalle strutture amministrative pubbliche, Comune e Regione Lazio. Ci risulta che gli unici progetti in discussione siano legati ad aziende private.

 

Riteniamo utile la partecipazione dei privati su progetti fondamentali legati alla produzione di energie pulite ma senza rinunciare alla natura pubblica delle realizzazioni. Questo è il contributo di idee che intende dare questa segreteria al tema fondamentale dell’ambiente.

 

Rimane infine un interrogativo, dopo l’uscita del comune di Civitavecchia dal consorzio dell’osservatorio ambientale e del suo parziale smantellamento. Qual è la situazione dei rilevamenti dell’aria e a terra dei metalli e delle polveri? Quali sono e dove sono ubicati i cinque rilevatori ancora in funzione dell’Arpa? Che fine hanno fatto le figure professionali formate all’interno dell’osservatorio? Come sta lavorando l’Arpa? E sopratutto è in grado per struttura a essere osservatorio che garantisce in modo totale ed esaustivo l’esigenza di sicurezza del territorio? Vi è forte la sensazione che vi sia un abbassamento della guardia generale e che il lavoro di controllo sia relegato a un avamposto che resiste più per senso di responsabilità personale che per un progetto organico e serio a difesa della salute dei cittadini, oggi che anche il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto benefici da Enel».

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