“La rete tra Comuni è la vera sfida del futuro per i nostri territori”

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NEPI – “La rete tra Comuni è la sfida vera: significa mettere insieme i tecnici ma soprattutto le comunità. I risultati di questo progetto dimostrano che è la strada vincente, capace di produrre risultati concreti. Questo fare rete però non dovrebbe limitarsi alle occasioni che ci dà l’Europa ma dovrebbe essere una modalità permanente.

 

La legge prevede le unioni dei comuni per rendere più efficiente il lavoro delle singole amministrazioni e dà possibilità di dialogare direttamente con l’Unione europea. I comuni che si uniscono in unione sono svincolati dal patto di stabilità, vuol dire liberare fondi per milioni di euro”. Lo ha detto Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, partecipando ieri a Nepi alla presentazione dei progetti realizzati nell’ambito del programma integrato territoriale “Castel Sant’Elia e Nepi, terra di anacoreti” (Pit Rl 166, Psr Regione Lazio. Regolamento Ce 1698/2005, presentazione).

 

Erano presenti i sindaci dei Comuni coinvolti e la collega del Pd alla Camera, Alessandra Terrosi. Si tratta di progetti in cui più comuni sfruttano i finanziamenti europei, erogati tramite la Regione, per riscoprire le bellezze storiche, naturalistiche e architettoniche. Nove gli enti coinvolti in questo caso: Nepi, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Gallese, Monterosi, Faleria, Calcata e in provincia di Roma Campagnano e Nazzano. Circa 1.300.000 euro sono stati spesi per opere pubbliche, rimozione di 70 quintali di materiali abbandonati lungo la valle, realizzazione di sentieri, interventi di ingegneria naturalistica e apertura infopoint.

 

Ora questi luoghi sono di nuovo fruibili. Solo a Nepi (Comune capofila) sono stati spesi 750mila euro di opere pubbliche. Oltre 130 persone hanno lavorato nei diversi appalti.

 

“In questa fase di crisi – ha spiegato Mazzoli – Bruxelles rappresenta lo snodo per ottenere risorse: questo Pit lo dimostra e dimostra che se abbiamo idee buone possiamo cogliere le occasioni. Il grosso di questa progettualità ha seguito dei filoni ben precisi: la salvaguardia ambientale e il recupero di vocazioni storiche e culturali, nonché la sintonia con la qualità di un territorio che punta sull’agricoltura. Questo è il filone lungo cui muoversi. Il Psr è una straordinaria opportunità per i nostri territori. Ma un altro pezzo della programmazione europea è sul rispetto ambientale, promozione della green economy e riqualificazione delle città”.

 

Quindi Mazzoli ha approfondito le opportunità della nuova programmazione europea. “Pensiamo – afferma – alla rigenerazione urbana che rivede la logica dell’espansione edilizia a favore del recupero dell’esistente, attraverso l’innovazione di progetti e materiali che puntano all’abbattimento dei consumi energetici e delle emissioni.

 

Sull’efficienza energetica ci sono molte risorse: la direttiva comunitaria che impegna l’Italia a diminuire il consumo del 3% fino al 2020 per le amministrazioni pubbliche centrali, sarà poi trasferita a tutte le amministrazioni e ai privati”.

 

“Dal 2021 ogni nuovo edificio – ha concluso – dovrà essere dotato di fonti energetiche proprie. Infine, c’è una spinta fortissima per le politiche di green economy. Oggi tutti i dati dimostrano che le imprese che reggono di più la crisi sono quelle che hanno investito in modalità di processo e di prodotto che favoriscono anche buona e stabile occupazione. Queste idee di prospettiva sono quelle che danno opportunità ai nostri territori”.

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