“L’isola che non c’è”, il trionfo delle idee e della gente comune

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – I vertici di Fondazione non hanno dubbi. L’obiettivo dell’iniziativa denominata “L’isola che non c’è”, svoltasi domenica scorsa e finalizzata a raccogliere nuove idee per lo sviluppo dei vari settori della città, ha centrato pienamente l’obiettivo prefissato.

 

Il brainstorming allestito, totalmente apartitico, è infatti andato al di là di ogni aspettativa, riuscendo nella difficile impresa di mettere attorno a un tavolo (nello specifico un palco) politici di ogni bandiera, associazioni territoriali e gente comune in nome di un territorio più che mai bisognoso di un cambio di marcia.

 

“Siamo ampiamente soddisfatti – afferma Paolo Barbieri – sia dell’evento in sé sia degli interventi di tutti coloro che si sono prestati a fornire il proprio contributo, in primis. Ringrazio, in primis, il presidente della Provincia Mauro Mazzola, che ha compreso lo spirito dell’iniziativa partecipando di buon grado. Ovviamente avremmo gradito anche la presenza del sindaco; ma nonostante una mia telefonata e un invito recapitatogli, Michelini ha scelto di non intervenire. A prescindere da ciò ribadiamo la nostra soddisfazione per la riuscita di una manifestazione che, ci auguriamo, possa essere replicata in breve tempo”.

 

Lo stesso entusiasmo viene manifestato anche da Roberto Talotta: “Ho preso visione di un buon numero di cittadini – sottolinea – rimasti positivamente impressionati da questa nostra iniziativa. Ovviamente spero che le idee portate in discussione possano trovare lin breve termine la via della concretizzazione, soprattutto in ambito sanitario, area che per ovvie ragioni sta decisamente a cuore alla cittadinanza”.

 

Un successo indiscusso, dunque, certificato anche dai numeri: “Su 107 associazioni che hanno aderito – afferma Gianmaria Santucci – siamo riusciti a farne parlare 89. Decisamente un bel risultato, sebbene l’ideale sarebbe stato riuscire a far intervenire tutti. Certo è che l’evento è stato molto seguito, anche tramite i più moderni mezzi di comunicazione: ad oggi abbiamo riscontrato 9183 visualizzazioni on line e 893 condivisioni sui vari social network.”

 

Santucci si sofferma poi sugli assenti e i presenti delle varie aree della politica viterbese: “Prendiamo atto della mancata partecipazione in blocco da parte dell’amministrazione comunale, nonché del M5S; tra queste, tengo a sottolineare come i secondi abbiano tenuto a informarci sulla loro mancata partecipazione, mentre dal parte dell’amministrazione comunale non abbiamo mai avuto alcun tipo di riscontro”.

 

Questione di stile, direbbe qualcuno, termine decisamente sconosciuto a buona parte degli attuali amministratori.

 

“Parlando dei presenti, invece, abbiamo gradito la presenza di Mazzola, Panunzi e Sabatini; politici di diverso schieramenti che però hanno compreso la bontà dell’evento accettando subito l’invito. Ringrazio inoltre Alfonso Antoniozzi, sia per il suo intervento sia per aver aperto l’incontro nonostante il rischio, concreto, di poter essere male interpretato.

 

Per chi invece non lo avesse compreso, l’intervento di uno dei candidati a sindaco di Roma, Alfio Marchini, era finalizzato a far comprendere come Viterbo, sindaco in primis, debba entrare nell’ottica di essere costante contatto con la capitale. L’obiettivo del suo intervento, infatti, era quello di far comprendere ai presenti la logica che Roma, anziché come un peso, debba e possa essere vista come un’opportunità per Viterbo.

 

A prescindere dai temi toccati, ritengo che questa iniziativa abbia fatto comprendere a tutti come la necessità di un confronto con i cittadini sia fondamentale e che su questa linea l’attuale e le future amministrazioni comunali dovranno inevitabilmente muoversi. Prova ne sia la nutrita presenza all’evento della gente comune, nonché di numerose associazioni del territorio volenterose di portare un valido contributo di idee”.

 

Idee, quelle raccolte domenica, che, coerentemente con lo spirito della manifestazione, costituiranno tutto fuorché parole lasciate al vento. “Sulla base di quanto potuto ascoltare – conclude Santucci – inizieremo a breve una serie di incontri tematici, chiedendo agli esperti dei vari settori di costruire nuovi brainstorming ancor più innovativi”.

 

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