“Mobilità passiva, necessario incontro con il direttore generale, il Presidente Zingaretti e il responsabile D’Amato

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VITERBO – “Ho letto con attenzione il dibattito sulla mobilità passiva che in questi giorni è sulla stampa e il buon intervento del DG della ASL di Viterbo. Credo che la nostra salute debba essere il centro del sistema sanitario, così come credo che la centralità di questo sistema debba essere il paziente.

 

I dati che oggi abbiamo sulla mobilità passiva però mettono in evidenza una situazione: il bene salute deve essere garantito ed erogato a tutti, ma il servizio che viene fornito deve avere inoltre la caratteristica di essere percepito dai cittadini che ne usufruiscono come un buon servizio, cosa che oggi probabilmente non avviene, quando un cittadino su quattro si rivolge alla sanità fuori regione probabilmente dobbiamo riflettere dove è l’errore.

 

Come possiamo fare la nostra parte per migliorare i servizi? I cittadini viterbesi devono avere la certezza che i professionisti sul campo siano i migliori che si possano avere, chi entra in ospedale e, senza presunzione sono sicura di interpretare il pensiero di tutti i cittadini, vuole trovare il medico migliore e non l’amico di turno, non credo sia un amarcord della politica affermare che nelle scelte gestionali la politica debba fare un passo indietro, spendendosi invece in ogni situazione per portare risorse da impiegare per il progresso scientifico e tecnologico, così da aiutare chi tutti i giorni lavora sul campo per costruire un sistema sanitario le cui prestazioni sono fiore all’occhiello e all’avanguardia.

 

Credo che su questo tema della mobilità passiva, visti i dati emersi, sia necessario al più presto un incontro con il DG, il Presidente Zingaretti e il Dott. D’Amato, responsabile della cabina di regia, perché oggi più che mai unire le forze per provare a trovare una soluzione sul tema dei temi della sanità, ovvero la mobilità passiva, sia una priorità, non possiamo in alcun modo autoassolverci sulle cose che non vanno, a Viterbo abbiamo eccellenti professionisti, ma dobbiamo capire dove si sbaglia, dobbiamo capire quel 22% di persone che vanno a curarsi fuori regione chi sono, cosa si aspettano, perché non hanno fiducia nella nostra sanità, capire se sono prestazioni che si reputano ordinarie o se sono prestazioni di alta specializzazione, perché questo cambia inevitabilmente la prospettiva ed eventualmente la cura che va applicata per sanare questo aspetto patologico del nostro servizio sanitario, penso alla soluzione delle brioches che Maria Antonietta diede al primo ministro che la avvisava sulla scarsità del pane per il popolo, risposta errata dettata forse da una prospettiva sbagliata.

 

Abbiamo molte opportunità per migliorare, anche sulla base del nuovo atto aziendale e spero che la situazione, che oggi emerge dai dati, diventi, ancor di più, stimolo per la nostra ASL per scegliere i migliori, professionisti selezionati attraverso procedure concorsuali che sicuramente sono un primo gradino per premiare il merito e per gettare basi solide affinchè i cittadini abbiano completa fiducia nella nostra sanità”.

 

Martina Minchella
Delegata alle politiche sanitarie

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