“Moderati e Riformisti” apre la crisi in maggioranza

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Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti: i pochi consiglieri di maggioranza presenti fanno saltare l’elezione di Lorenzo Ciorba

 

L’opposizione: “Michelini si dimetta, la maggioranza non c’è più.”

 

Il sindaco tira dritto e conferma la revoca di Vannini

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Sarà l’avvicinarsi del capodanno o magari la voglia di posizionare qualche bel pacco sotto l’albero di Palazzo dei Priori. Fatto sta che tra botti anticipati e regali inaspettati, la seduta dell’ultimo Consiglio comunale prima di Natale inizia in maniera pirotecnica.

 

Il primo colpo di scena riguarda il numero legale, tenuto grazie ai numeri di una minoranza “caritatevole” nel rimanere in aula per non far saltare il primo appello e, nel contempo, accelerare il processo di caduta dell’attuale amministrazione.

 

In area maggioranza, infatti, si registrano numerose e sospette defezioni nell’area fioroniana, che pongono il centrodestra in netta superiorità numerica nella seduta odierna.

 

Assenze, quelle di maggioranza, correlate alla scelta di Leonardo Michelini di annunciare l’ingresso in Consiglio comunale del movimento “Moderati e Riformisti”, facente capo allo stesso sindaco (eletto, ricordiamolo, con la lista Oltre le Mura).

 

A rendere possibile la creazione del gruppo in Consiglio è Paolo Moricoli (eletto capogruppo del neonato movimento dopo aver abbandonato la lista Sel – Viterbo Bene Comune con cui era stato eletto). Oltre a Moricoli, però, al momento non si riscontrano ulteriori adesioni.

 

Un annuncio, questo, che, come detto, non ha lasciato indifferenti i consiglieri di maggioranza presenti in aula.

 

Una tempesta inevitabile, quella abbattutasi sulla giunta Michelini, che culmina con il più classico degli autogol, ovvero, con la mancata votazione di Lorenzo Ciorba (padre del presidente del consiglio Marco Ciorba) a presidente del collegio dei Revisori dei conti.

 

Nel corso della votazione infatti, oltre allo scontato voto contrario della minoranza, si assiste alla mancata presa di posizione (art. 47 comma 4) dei pochi esponenti di maggioranza presenti in aula. L’unico voto favorevole? Quello del sindaco.

 

Lo schiaffo rivolto a Michelini da parte della sua maggioranza è violentissimo, tanto da rendere necessaria un pausa tecnica, tesa a comprendere come andare avanti e se, eventualmente, sia il caso di mettersi ulteriormente a rischio proseguendo la seduta.

 

Dopo trenta minuti di stop la seduta riprende, con l’anticipazione del punto sul testamento biologico e sull’istituzione di un regiastro apposito. Il punto passa a maggioranza, nonostante in maggioranza Quintarelli e Troili non appoggino la proposta presentata dalla consigliera Melissa Mongiardo.

 

Il tempo di discutere anche sulle aree sgambamento cani e il Consiglio comunale chiude il proprio sipario dopo aver proposto l’ennesima e patetica farsa ispirata dall’amministrazione Michelini.

 

Una farsa che l’opposizione (ad eccezione del M5S), una volta concluso il Consiglio, non esita a giudicare: “Quello che è accaduto oggi è incommentabile – tuonano all’unisono -. Michelini farebbe bene a prendere atto che la sua maggioranza non esiste più e che la via delle dimissioni sarebbe la scelta più dignitosa da compiere per rispetto alla città e ai viterbesi tutti”.

 

Il sindaco, di contro, conferma la volontà di andare avanti, annunciando nel contempo di aver revocato le deleghe all’assessore Vannini a causa della cessata necessità di migliorare il contratto con Viterbo Ambiente (compito per cui lo stesso era stato chiamato).

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