Montefiascone, lavori per il recupero della fontana in località Tartarola

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – L’Amministrazione di Montefiascone prosegue nel suo programma de recupero delle antiche fontane rionali; dopo quella più famosa, conosciuta come Fontana delle Cannelle in città, dopo quella conosciutissima del Cunicchio in frazione Coste, ora si stanno svolgendo i lavori per il recupero della fontana in località Tartarola all’inizio della frazione Le Mosse.

 

In questi giorni la ditta che si è aggiudicata l’appalto ha provveduto all’effettuazione dei lavori preliminari con la pulizia del sito, liberandolo dalle sterpaglie e rovi che l’avevano invaso e per lunghi anni aumentato il degrado con il conseguente ritrovamento dei resti della antica fontana. Resti che si possono già ammirare nella facciata in pietra a ridosso del terreno; resti che testimoniano l’esistenza di un fontanile con alcune vasche che servivano per lavare i panni negli anni passati dello scorso secolo e millennio allorché la lavatrice, oggi presente in ogni casa, non esisteva; resti che si possono ammirare in alcuni basamenti che sorreggevano il tetto sovrastante tutta l’area delle fontana. A lavori ultimati, come è avvenuto per le altre due fontane, anche questa sarà ricostruita come era all’inizio, con il ripristino del lavatoio, del pavimento in pietra che lo circondava ed il tetto.

 

Queste fontane erano generalmente dotate di un tetto in modo che ci si poteva recare a lavare i panni anche nei giorni di pioggia e nell’arsura dei giorni del caldo estivo. La stessa acqua, all’epoca, quando non vi erano i pesticidi di oggi, quando le falde acquifere non erano inquinate, era anche potabile in quanto proveniva dalle cosiddette vene; tutti, visto che all’epoca non vi era acqua nelle case, comunque, principalmente le massaie, vi si recavano a prendere l’acqua sia per l’uso domestico con le famose brocche in coccio, sia per abbeverare il bestiame con l’impiego di bigonci in legno o fusti in metallo.

 

Oggi non tutte le acque di queste fontane sono potabili; appositi cartelli vennero affissi, allorché si scoprì la loro non potabilità anche perché, con la realizzazione capillare della rete idrica anche nelle singole famiglie, la necessità di approvvigionamento dell’acqua, presso le pubbliche fontane, venne meno.

 

Esse sono comunque un pezzo di storia importante sul territorio ed il loro recupero è certamente un dato molto positivo ed una iniziativa, non solo da apprezzare, ma da sostenere ed estendere anche ad altre fontane meno note tenendo conto che, tra queste fontane storiche sia per fattura che per i servizi prestati e la rete idrica in tutte le case, vi è stato un periodo in cui vennero realizzate, in più punti di ogni frazione, pubbliche fontanelle alimentate da serbatoi comunali sistematicamente controllati con la continua disinfezione delle acque, allorché, nei grandi serbatoi principali, veniva immesso il cloro.

 

Non è da gridare allo scandalo se queste fontane si ritengano come un elemento culturale visto che testimoniano il modo di vivere in un tempo passato al pari dei racconti letterari o delle poesie; senza dimenticare che esse erano anche il fulcro di sviluppo demografico. L’acqua e vita e nei tempi passati essere, abitare vicino alle sorgenti di acqua era una comodità di grande valore, per cui l’insediamento abitativo nei suoi dintorni era una prassi normale.

 

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