A Montefiascone un Consiglio comunale dai nervi tesi

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Pietro Brigliozzi

MONTEFIASCONE – Il primo consiglio, prettamente amministrativo, dopo quello dell’insediamento della nuova amministrazione del sindaco M. Paolini, si è svolto in un clima di tensioni con acuti più o meno accentuati per finire poi nella completa arresa del ex sindaco L. Cimarello ed i due suoi consiglieri, ora facenti parte dell’opposizione. Pochi i punti all’ordine del giorno ma molto importanti, tra i quali emergeva, l’approvazione del bilancio ed, a seguire, la nomina dei membri delle tre commissioni consigliari.

Sul bilancio vi è stata una lunga serie di domande, da parte dell’opposizione e poste, principalmente, dal Cimarello. Domande alle quali hanno risposto, in modo più o meno garbato, i vari consiglieri ed assessori, anche se, il capo gruppo della maggioranza, Sandro Leonardi, è stato il più incisivo e continuo nel ribattere le questioni sollevate dal Cimarello, mettendolo in una certa difficoltà, ed, a tratti, in imbarazzo. In questa fase preliminare l’attenzione del Cimarello è stata posta sulle spese fuori bilancio fatte dall’attuale amministrazione; di contro, questa, con l’assessore Ceccarelli, gli ha elencato le sue innumerevoli spese, fatte, ugualmente fuori bilancio, per l’asfaltatura delle varie strade del paese negli ultimi giorni della campagna elettorale; dibattito, questo, che ha scaldato gli animi e tutto l’intero consiglio coinvolgendo anche il numeroso pubblico presente che ha sempre applaudito la maggioranza ad eccezione di due casi nei quali ha condiviso le tesi del Cimarello e Venturini.

Il sindaco Paolini, con signorilità super partes, si è limitato a pochi interventi che, però, sono stati chiari e repentori. Finita la lunga diatriba si è passati alla votazione del bilancio che è stato approvato con i dodici voti della maggioranza mentre i cinque membri dell’opposizione si è astenuta.

Approvato il bilancio si è passati alla nomina ed alle votazioni dei candidati alle tre commissioni: la prima ai rapporti con Villa Serena, la seconda al bilancio e tributi, la terza all’urbanistica ed edilizia. In questa fase la tensione, specialmente tra i membri dell’opposizione, è salita alle stelle conclusasi poi con l’abbandono del consiglio da parte di Cimarello seguito dalla De Santis, dalla Moscetti e da Bellacanzone, solo Venturini è rimasto al suo posto.

Nella prima sono stati eletti I consiglieri Chiatti e Merlo per la maggioranza e Venturini per la minoranza. Nella seconda sono stati eletti consiglieri Merlo e Fabri per la maggioranza e Cimarello per la minoranza. Per la terza commissione la maggioranza ha nominato ed eletto Merlo e Fabri, mentre ha bocciato la candidatura della minoranza identificata nella Moscetti; a questo punto è esploso il dissenso della minoranza, che vi serpeggiava fin dall’inizio, identificatosi poi con il forte contrasto che esiste specialmente tra la lista Cinque Stelle, rappresentata da Venturini e la lista La Città Nuova rappresentata da Cimarello, la De Santis e la Moscetti.

Dissenso interno e pressione della maggioranza hanno fatto perdere completamente le staffe al Cimarello che, con le altre due, ha lasciato l’aula consigliare. Ritornata la calma in aula si è passati di nuovo alla costituzione della commissione; per la maggioranza sono stati confermati Merlo e Fabri mentre, per la minoranza, è stato eletto Venturini unico superstite, rimasto in aula, della medesima. Il presidente Femminella ha quindi dichiarato la chiusura del consiglio, sul quale intendiamo ritornare poiché alcuni temi hanno necessità, almeno secondo noi, di specifica più approfondita trattazione.

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