Mozione di sfiducia al sindaco Michelini

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VITERBO – Per il sindaco Michelini è mozione di sfiducia. L’opposizione ha infatti presentato questo pomeriggio il documento ufficiale, firmato da ben 13 consiglieri comunali.

 

Di seguito la mozione (che dovrà essere discussa entro un mese), indirizzata dalla minoranza al Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Viterbo:

 

“VISTO L’art 52 del D.lgs 267/2000;
l’art. 18 comma 10 dello Statuto del Comune di Viterbo;
l’art. 45 comma 1 del regolamento del consiglio comunale;

 

CONSIDERATA

 

la proposta di mozione del Movimento 5 Stelle presentata ormai da diverso tempo all’attenzione di tutti i consiglieri comunali;

 

PRESO ATTO

 

che tre consiglieri di maggioranza hanno, in tempi diversi, pubblicamente sfiduciato il Sindaco non condividendo il suo sistema di governo della città e la gestione dei rapporti istituzionali con Il Consiglio Comunale;

 

PREMESSO

 

che l’operato del sindaco Leonardo Michelini in questi due anni e mezzo si è caratterizzato per inadempienze di gestione politico/amministrativa, oltre che per evidenti inadempienze programmatiche;

 

che lo stato di abbandono in cui versa il nostro Comune è un dato di fatto che i cittadini quotidianamente denunciano, evidenziando come l’attività politico amministrativa sia pesantemente ingessata;

 

che la frammentazione del quadro politico si palesa con le frequenti discussioni all’interno della stessa maggioranza i cui capi gruppo e consiglieri hanno spesso pubblicamente lamentato carenze ed inefficienze della giunta, come in occasione dell’approvazione dell’ultimo bilancio di previsione, portando alcuni di essi a decidere di non votare il bilancio medesimo in disaccordo con l’operato del Sindaco, riguardo i contenuti, i tempi e le modalità di discussione di questo fondamentale atto amm.vo;

 

che la disgregazione dei rapporti verificatasi tra giunta ed uffici determina una estrema difficoltà nel portare avanti un lavoro sereno ed efficace a tutto svantaggio della cittadinanza;

 

che l’incapacità della giunta di proporre progetti condivisi dalla propria maggioranza di fatto ha bloccato numerosi atti amministrativi, tra l’altro imposti da precise disposizioni normative:

 

Regolamento per i centri sociali polivalenti che avrebbe dovuto essere modificato già dal 2008;
la delibera di individuazione delle società partecipate;
il regolamento per il verde pubblico ritirato per evidenti disaccordi tra membri di maggioranza e assessori già nella discussione di commissione;
il regolamento sulla disciplina per il rilascio delle licenze per la somministrazione di alcolici e bevande presentato per tutelare l’immagine del centro storico e ritirato, anch’esso, per disaccordi nati in seno alla maggioranza;
solo per citare alcuni esempi;

 

CONSIDERATO

 

che i numerosi rimpasti di giunta e di riassegnazione di deleghe perpetrati dal Sindaco nell’evidente tentativo di ricompattare la propria maggioranza hanno avuto il solo effetto di immobilizzare praticamente tutti i settori dell’amministrazione vittime di continui cambi di vertice;

 

che in più di una occasione la maggioranza non è stata in grado di mantenere il numero legale pnecessario allo svolgimento dei consigli comunali, in quanto consiglieri della stessa maggioranza erano assenti, più o meno giustificati, a tutto danno dell’immagine del ruolo dei consiglieri comunali;

 

che il consiglio comunale non può ulteriormente assistere passivamente, solo per tutelare egoisticamente la propria sopravvivenza, ad una così grave situazione amministrativa e politica, senza farsi complice di una inaccettabile inerzia dell’amministrazione, a tutto danno della comunità e dei cittadini;

 

che la pressione fiscale non è stata mai così elevata, tale da essere in alcuni casi al massimo delle tariffe previste, senza che poi ne derivi un reale beneficio ai cittadini. Nessun aumento della qualità dei servizi comunali, nessun reale investimento su settori specifici quali la tanto sbandierata cultura, nessuna definizione di progetti chiari, definiti e condivisi;

 

che oltre al degrado in cui versa la città e gli ex comuni non può essere sottaciuta la completa incapacità di affrontare la questione sicurezza, soprattutto dopo la escalation dei fatti di violenza avvenuti;

 

che a causa dei continui mutamenti degli assetti politici di giunta e maggioranza, le dimissioni del Sindaco appaiano essere una ipotesi da valutare seriamente per permettere alle forze politiche e sociali di confrontarsi con i cittadini sulla base di programmi quinquennali trasparenti e concreti, sulle scelte da compiere, sulle prospettive future di crescita e rilancio della città;

 

che comunque è giunto il momento di dover stabilire e definire, in maniera seria, chi appoggia il sistema di governo e le scelte amministrative del Sindaco Michelini, per chiarezza e rispetto tra consiglieri e soprattutto per chiarezza e rispetto della nostra città ;

 

Tutto ciò premesso e considerato, i sottoscritti Consiglieri Comunali, consapevoli della responsabilità assunta nel 2013 a seguito delle elezioni amministrative nei confronti di tutti i cittadini viterbesi e consci della seria difficoltà di adempiere efficacemente ai doveri derivanti dal proprio mandato, stante l’aggravarsi delle poca capacità del Sindaco a guidare la propria Giunta; stante la situazione caotica delle commissioni consiliari e soprattutto il blocco totale delle attività del Consiglio Comunale;

 

i sottoscritti consiglieri comunali

 

CHIEDONO

 

la convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria a norma dell’art. 18 comma 10 dello Statuto del comune di Viterbo e dell’art. 45 comma 1 del Regolamento del Consiglio Comunale di Viterbo onde procedere alla votazione per appello nominale della su estesa mozione di sfiducia ex art.52 d.lgs. 267/00 che formalmente presentano”.

 

I consiglieri comunali Santucci, Buzzi, De Dominicis, Frontini, Galati, Grancini, Insogna, Marini, Micci, Moltoni, Sberna, Taborri e Ubertini

 

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