“No a un Bilancio non condiviso. No all’aumento massivo delle tasse”

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VITERBO – Bilancio Comunale 2015: ancora aumenti, altri buchi in meno alla cinta dei contribuenti che ormai sono all’osso. Un anno fa di questi tempi l’amministrazione comunale viterbese dibatteva su un Bilancio che avrebbe chiesto degli sforzi ai cittadini con la promessa che, di lì ad un anno, la situazione sarebbe cambiata e il morso fiscale sarebbe stato allentato. Si promettevano boccate d’ossigeno.

 

Un anno è passato e all’alba dell’inizio dei lavori per l’approvazione del Bilancio 2015 ci si domanda dove si siano infrante le belle promesse. Imu, Irpef e Iuc. L’aumento è previsto su tutto e non c’è scampo per i viterbesi ai quali ancora e ancora si chiede un’ultima spinta, che ultima non lo è mai.

 

«Aumento di tutte le tasse, addirittura alcune aliquote al massimo consentito dalla legge – puntualizza Andrea De Simone (foto), direttore di Confartigianato imprese di Viterbo –, nessun margine di manovra per il 2016 e un tessuto produttivo, il nostro, che arranca ormai da diversi anni, allo strenuo delle forze. Dietro a queste decisioni, dietro ai lavori dell’amministrazione comunale, un sindaco che oltre ad essere cittadino è imprenditore e ci si aspetterebbe che capisse sia le difficoltà delle famiglie che quelle delle imprese».

 

Ancora lacrime e sangue dunque per i viterbesi che, qualora il bilancio 2015 dovesse essere approvato nei termini fin qui ipotizzati, sarebbero costretti a sostenere un ulteriore aumento della tassazione che, sommato a quello del 2014, diverrebbe insostenibile. «Superata la metà di luglio – continua De Simone – l’amministrazione si trova a dover fare i conti con un Bilancio la cui stesura non ha minimamente previsto la partecipazione delle parti sociali. Al tavolo dei lavori, che, trattandosi si un bilancio di previsione, avrebbe dovuto essere istituito a gennaio, dovevano essere convocate le associazioni di categoria, uniche cerniere tra l’amministrazione e il tessuto produttivo imprenditoriale, e tutte le parti sociali che ben conoscono le reali esigenze dell’intera cittadinanza. Con rammarico evidenziamo che, mentre per il Bilancio del 2014, seppur tardivamente, eravamo stati convocati dal sindaco a dare delle indicazioni che potessero orientare le proposte dell’amministrazione, quest’anno non siamo stati interpellati. Quel che è certo è che il ruolo positivo delle associazioni può essere rilevabile solo qualora queste vengano coinvolte attivamente e non lasciate ai margini come mere spettatrici».

 

Allo stato attuale è impossibile sostenere un Bilancio che prevede un aumento massivo delle tasse, con picchi di aliquote al limite massimo, e che, certamente, non lascerà margini di manovra utili per il Bilancio previsionale del 2016. Se a luglio dello scorso anno il volto dell’amministrazione comunale viterbese aveva assunto i tipici tratti fisionomici renziani, quest’anno sembra addirittura mutare nei ben più odiosi connotati merkeliani.

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