“Non più loculi ma alberi”

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ACQUAPENDENTE – Prendendo spunto da un articolo su come spargere le ceneri dei defunti nel mare di Viterbo, con la bella immagine del Palazzo Papale con dietro il mare, tratta dal film del 1952 “Othello”, con Orson Welles attore e regista , voglio esprimere delle considerazioni , che se all’apparenza possono apparire inopportune per la nostra cultura , tendente ad esorcizzare la morte , sono invece problemi che ci riguardano e che dovremo affrontare nel prossimo futuro .

 

Era da diversi mesi ,che mi ero ripromessa di scrivere in forma privata a Linda Natalini ,attuale presidente dell’associazione per la cremazione a Viterbo, una stimatissima persona ed amica da tanto tempo , ma l’articolo sopramenzionato mi ha offerto l’occasione di farlo in maniera pubblica . Anche se la cremazione è una pratica in costante aumento ,compresa l’ Italia ,dove da qualche tempo ,la legge consente sia di conservare l’urna cineraria dentro le pareti domestiche , sia la dispersione delle ceneri al di fuori dei cimiteri ,lasciando spazio a possibilità varie ,ho un’idea diversa. Sono una persona che sino ad oggi si è presa cura del proprio corpo in maniera normale ,senza una visione ossessiva dell’immagine e con una particolare predilezione per l’interiorità , anche negli altri .

 

Eppure per me il corpo è importante quanto l’anima ed è per questo che alla mia morte, a seconda di come avverrà , vorrei essere sepolta nella mia interezza . Il corpo e l’anima sono un tutt’uno ,come diceva San Tommaso d’Aquino ,dottore angelico della Chiesa: “l’anima è tota in toto corpore”, contenuta interamente in ogni parte del corpo ed a questo legata indissolubilmente . E Madre Teresa ,che per le strade polverose periferiche delle grandi metropoli indiane, andava a raccogliere i corpi dei reietti moribondi diceva sempre di rivedere in loro , ogni volta il corpo sofferente di Cristo. Ho avuto la fortuna nel 1981 di conoscere personalmente lo scrittore Mario Rigoni Stern ,” Il sergente nella neve” , un antesignano di quell’ambientalismo sincero, mai civettuolo ed elitario , profondamente legato alle sue montagne dell’Altipiano , ai suoi boschi e agli urogalli . Mario alla sua morte voleva essere sepolto all’Ortigara , nella nuda terra dentro un lenzuolo ,laddove riposano i corpi di tanti anonimi soldati di molte nazionalità , morti perlopiù ignari e per una “grande guerra”assurda come tutte le guerre , ciò non è stato possibile ,perché le leggi non lo permettevano .

 

Oggi le cose possono cambiare ,nuove idee stanno prendendo piede in America ed anche in Italia , ho letto diversi articoli a riguardo , dove dietro l’interessamento di studiosi , in particolare donne ,in un futuro più o meno prossimo i cimiteri si potrebbero trasformare in parchi urbani ,con metodi di sepoltura biodegradabili o semplici sudari di fibre naturali ,tramite interramento e con la messa a dimora di nuovi alberi o sul proprio corpo o sull’urna cineraria , in modo da favorire la riforestazione ed il futuro del pianeta. Così una persona se vuole può scegliere in vita quale pianta diventare , rinnovando così quell’eterno cerchio della vita , che proprio nell’albero hanno trovato sempre espressione sia l’immaginazione, che la memoria. Come diceva Gaston Bachelard “E’radici e rami .Vive tra terra e cielo . Vive nella terra e nel vento.”

 

Anna Maria Meaccini
Direzione Provinciale PD

 

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