Commissione d’inchiesta amministrativa: Michelini apre, la maggioranza chiude

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Tante chiacchiere e pochi fatti nel Consiglio comunale straordinario sui rifiuti andato in scena martedì mattina a Palazzo dei Priori. Un consiglio in cui, in ogni caso, non sono mancati i colpi di scena, come quello costituito dall’ammutinamento della maggioranza nei riguardi del sindaco Michelini.

 

Ma andiamo con ordine: la seduta viene aperta con un breve resoconto del sindaco, in cui si elencano le prossime iniziative che l’amministrazione intende mettere in atto per gestire la questione rifiuti a seguito del caos generato dallo scandalo di un mese fa.

 

Ma il punto non è tanto quello che si farà, quanto quello che è stato fatto in passato, o meglio, quello che non è stato fatto.

 

A puntare il dito contro sindaco e giunta è il consigliere di Forza Italia. Giulio Marini, che dopo aver letto in aula la memoria difensiva del dirigente Ernesto Dello Vicario giunge a una conclusione ben definita: “Questa amministrazione – afferma Marini – non è stata capace di porre in essere il dovuto controllo, trascurando le difficoltà relative a un appalto così complesso. Come si evince dalle memorie appena lette l’amministrazione comunale era costantemente informata in merito alla questione rifiuti. Il sindaco si assuma pertanto le sue responsabilità e la smetta di accusare la passata amministrazione”.

 

La replica del sindaco non si fa attendere ed è tutta improntata sul contratto in essere, ponendo l’accento sulle difficoltà oggettive registrate e su alcuni aspetti dello stesso, come il fatto che a scegliere il luogo di smaltimento dei rifiuti dovesse essere la ditta.

 

Le argomentazioni del sindaco non fanno però altro che fomentare ulteriormente l’opposizione, che torna all’attacco con Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Questa amministrazione – spiega – ha messo la testa sotto la sabbia. E’ la prima volta che sento il sindaco parlare di questi argomenti in Consiglio. In due anni e mezzo abbiamo presentato due ordini del giorno sul tema dei rifiuti, finalizzati ad impegnare l’amministrazione ad un maggiore controllo; entrambi però sono stati sempre respinti, così come respinte sono state le nostre richieste di istituire una commissione d’inchiesta amministrativa sulla vicenda e di analizzare l’appalto e il capitolato”.

 

Sulla Commissione d’inchiesta amministrativa il sindaco annuncia però un cambiamento di opinione: a detta del primo cittadino, infatti, questo strumento può essere condivisibile, a patto che lo stesso non vada a compenetrarsi con l’inchiesta in corso.

 

Alla prova dei fatti, però, il sindaco viene letteralmente sfiduciato dalla sua maggioranza, che boccia l’ordine del giorno mirante all’ipotesi di avviare la suddetta Commissione. Motivazione: rispettare le indagini giudiziarie non ancora concluse.

 

Le buone intenzioni del sindaco non bastano in ogni caso a placare la rabbia del consigliere di FondAzione Gianmaria Santucci, che non esita a ironizzare su quanto compiuto in tale vicenda dall’attuale amministrazione: “E’ sempre bello – esordisce Santucci – sentire i discorsi del sindaco, in cui lo stesso annuncia puntualmente quello che farà senza però mai dire ciò che è stato capace di fare. Mi chiedo nel contempo che credibilità possa avere un sindaco che ogni giorno dice l’opposto di quanto espresso il giorno prima. Che dire poi di un’amministrazione capace di produrre un documento in cui la stessa annuncia che, d’ora in avanti, le leggi verranno seguite alla lettera. A mio avviso si tratta di un atto farneticante a seguito del quale, dopo due anni, questa giunta decide di pubblicare le gare. Che dire, meglio tardi che mai.

 

Per non parlare poi – prosegue Santucci – della scelta di affiancare al sindaco e al vicesindaco un consulente per il bilancio. Ora mi domando, ma gli altri assessori non ne hanno bisogno? Forse il sindaco e il vicesindaco non sanno che il bilancio è un documento dell’intera giunta? In merito poi all’opportunità di ricorrere a tale figura mi chiedo: ma il segretario generale e il ragioniere capo che ci stanno a fare? Certo è che se fossi nei panni del dirigente Quintarelli mi dimetterei all’istante, essendo evidente la mancanza di fiducia dell’amministrazione nei riguardi di chi è chiamato a lavorare sul bilancio. A queste assurdità va ad aggiungersi la scelta di istituire un consigliere della legalità; una figura, questa, letteralmente inventata e inutile poiché la legge 267 del 2000, ovvero, il Testo Unico sugli Enti locali, prevede già delle figure che si debbano occupare di ciò”.

 

Per il sindaco Michelini si chiude così un ennesimo Consiglio comunale da dimenticare; demolito dall’opposizione e sfiduciato dalla sua maggioranza, per il primo cittadino si prevedono tempi cupi…

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